Dalle feste illegali al “naufragio” del Titanic. Casi scottanti e scivoloni del primo anno di Rotice sindaco

L’amministrazione sipontina bersaglio di critiche a 12 mesi dalla proclamazione del primo cittadino. Tutte le questioni spinose

Un anno di Gianni Rotice sindaco di Manfredonia. A 12 mesi dalla proclamazione, sono già tanti i temi caldi su questa amministrazione, molto chiacchierata in città e fortemente criticata dalla minoranza in Consiglio comunale.

Fa discutere la gestione delle luminarie affidata ad un’associazione di commercianti “Io sono Partita Iva” attraverso un nulla osta. Un modello in scala del Titanic ed altre decorazioni erano state inizialmente posizionate nel fossato del castello per poi essere trasferite in Piazza Maestri d’Ascia su ordine della Soprintendenza perché ritenute “non compatibili”.

Una volta in piazza, però, nuovi problemi. Anche qui mancavano le dovute autorizzazioni e l’associazione è stata diffidata dai dirigenti comunali a rimuovere tutto in cinque giorni per ripristinare i luoghi in area demaniale. “Spregio delle norme e delle leggi vigenti”, le motivazioni.

“Il pasticcio del Titanic e delle luminarie natalizie non colpisce, mediaticamente, solo i commercianti che hanno sostenuto questa iniziativa, ma ridicolizza ancora una volta l’intera città di Manfredonia – commentano dall’opposizione -, ormai incapace di organizzare anche semplici eventi. A questo punto, è veramente difficile sperare nella capacità dell’amministrazione di risolvere i dossier più importanti per il rilancio della nostra comunità. È sbagliato negare l’assenza di responsabilità politiche in questa vicenda. Il sindaco Rotice ha la delega al Turismo e ai Grandi Eventi ed è, dunque, dal punto di vista politico, anche direttamente responsabile di questa ennesima figuraccia che la nostra città ha fatto a livello nazionale”. Ma come detto, il Titanic è solo la punta dell’iceberg del primo anno – da dimenticare – targato Rotice.

Ase

Poco o nulla sarebbe stato fatto in termini di bonifica dell’ente comunale dopo lo scioglimento per mafia di fine 2019. Iniziamo dall’azienda Ase che per conto del Comune gestisce il servizio ecologico a Manfredonia. Nella relazione di scioglimento dell’epoca si parlava ampiamente di alcuni dipendenti della società protagonisti in passato nelle pagine di cronaca nera, vicende già raccontate nel 2019 dai commissari prefettizi. Violenze e minacce anche contro i colleghi: pugni e strattoni per sottometterli alle loro volontà. Episodi tornati di moda pochi mesi fa quando due persone hanno aggredito e malmenato il responsabile del personale. Nonostante lo scioglimento, le tensioni in casa Ase non sarebbero state sanate.

Feste e Carnevale col presunto narcos

Altra questione scivolosa riguarda la presenza di un uomo con guai con la giustizia gravitante vicino all’associazione “Io sono Partita Iva” che cura gran parte degli eventi ludici della città. Si tratta di una persona arrestata nel 2020 in un maxi blitz contro il narcotraffico internazionale ed oggi sotto processo. Situazione quantomeno imbarazzante in un Comune che viene fuori da uno scioglimento per infiltrazioni criminali. L’uomo in questione ha inoltre precedenti per rapina, ricettazione e porto abusivo di armi, con concessione della riabilitazione. L’uomo è anche citato nella lunghissima ordinanza cautelare “Omnia Nostra”, maxi inchiesta antimafia del dicembre 2021 ma non è tra gli indagati. Sempre il presunto narcos avrebbe preso parte ai festeggiamenti per la vittoria delle elezioni di Rotice mentre a marzo scorso avrebbe persino partecipato ad una riunione con un assessore della città e alcuni consiglieri di maggioranza. In estate spunterebbe al centro della sfilata inaugurale del Carnevale, la famosa “Ciambotta”: in un video si nota mentre sembra dare indicazioni all’entourage del primo cittadino su dove collocarsi nel corteo mascherato.

Il consigliere comunale in odor di mafia

Altra questione pruriginosa riguarda la presenza in Consiglio comunale di Adriano Carbone imputato in “Omnia Nostra” con la pesantissima accusa di associazione mafiosa. Il politico, estromesso da Fratelli d’Italia dopo lo scandalo, ma rimasto a Palazzo di Città da consigliere indipendente pro maggioranza, avrebbe agevolato il clan Lombardi-Ricucci-La Torre favorendo alcuni esponenti durante la sua attività lavorativa di consulente-commercialista. Inutili le richieste di dimissioni formulate dall’opposizione, Carbone è ancora saldamente in Comune e vota solitamente a favore della giunta di centrodestra.

La sorella del boss

C’è poi la compagna di vita del sindaco Gianni Rotice, la mattinatese Libera Scirpoli, ex Pd e sorella del boss garganico Francesco Scirpoli detto “Il lungo”, attualmente in carcere ad Agrigento con una condanna in appello a circa 8 anni per l’assalto ad un portavalori. L’uomo è inoltre imputato in “Omnia Nostra”, accusato di essere uno dei capi del clan Lombardi-Ricucci-La Torre. La sorella, dopo l’addio alla politica proprio per via della parentela pericolosa, è divenuta segretaria generale del DARe, società consortile di cui è socia UniFg, con azionista di maggioranza proprio Rotice. Ma non è tutto, Libera Scirpoli è – o almeno lo è stata – in affari con il fratello come emerso dalle carte di un’inchiesta di DDA e carabinieri del Ros. Carte che raccontavano della compravendita di un terreno tra “Il lungo” ed un giudice. Stando all’ordinanza di “Omnia Nostra” si sarebbe trattato di un accordo corruttivo teso ad evitare una condanna al pregiudicato mattinatese. Sempre Scirpoli avrebbe inoltre contatti diretti con pezzi deviati dello Stato, un poliziotto avrebbe avvertito lui e i suoi sodali su perquisizioni e arresti. Fatti raccontati sempre in “Omnia Nostra”.

Miss (Forza) Italia

Alla lista si aggiunge il “Miss Italia Gate”, sintomatico di una gestione discutibile degli eventi in riva al golfo. Nella tappa del concorso di bellezza svoltasi a Manfredonia è risultata vincitrice la fidanzata dell’assessore forzista Vitulano che era anche sponsor della manifestazione attraverso la sua “Vitulano Drugstore”. Secondo posto una parente della vincitrice, terzo posto un’ex candidata di Forza Italia alle scorse Comunali. In giuria il sindaco Rotice, il consigliere regionale di Fi Giandiego Gatta e i consiglieri comunali di maggioranza Mary Fabrizio (lista Strada Facendo-Rotice sindaco) e Marco Di Bari (Forza Italia). Insomma, la vittoria era nell’aria.

“Piazza Rotice”

La nuova Piazza Maestri d’Ascia sul lungomare di Manfredonia è ormai l’area preferita del sindaco. L’estate scorsa si sono svolti numerosi eventi tra cui sfilate, concerti e spettacoli. C’erano almeno 20mila persone allo show di Cristiano Malgioglio ma senza le dovute misure di sicurezza. La Prefettura di Foggia ha poi inibito la piazza. Stesso discorso per il luna park di fine agosto, anche qui manchevole delle dovute autorizzazioni e anche poco presidiato. Durante una delle serate si è verificata una sparatoria che ha terrorizzato migliaia di persone e poteva portare a conseguenze molto gravi.

L’addio della segretaria comunale

Un polverone ha provocato l’addio a sorpresa della segretaria generale del Comune di Manfredonia Giuliana Galantino dopo appena sei mesi. Molto stimata da vari sindaci per il suo lavoro e la sua esperienza, Galantino sarebbe entrata in contrasto con alcuni componenti dello staff del primo cittadino forse proprio a causa della gestione all’acqua di rose di alcuni eventi cittadini. Non si esclude che dietro l’addio ci siano state anche altre questioni. La professionista ha chiesto di risolvere anticipatamente il rapporto con il Comune in quanto esaurito il rapporto di fiducia tra le parti. Inutili tutti i tentativi di trovare una soluzione alla crisi. Sulla vicenda non si escludono strascichi in procura. Le vicende narrate potrebbero essere vagliate dal prefetto di Foggia Maurizio Valiante

La gaffe sugli alloggi

Altro passaggio a vuoto di Rotice è quello sugli alloggi in città. Attraverso un comunicato, il sindaco, in tono trionfante, aveva dato notizia dell’assegnazione da parte di Comune e Arca Capitanata di un immobile ad una coppia “dopo averlo liberato da un nucleo familiare non avente diritto”. In realtà, l’abitazione era già stata liberata dagli ex inquilini eppure Rotice ha fatto passare la notizia come un gesto di legalità dell’amministrazione. L’avvocato degli interessati ha ipotizzato una denuncia per diffamazione a carico del primo cittadino manfredoniano. (In alto, un fotomontaggio di Rotice con la compagna Scirpoli sul Titanic; a destra, nella bandiera, il prefetto Valiante)

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