• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia Vieste, business droga dietro caso di lupara bianca. Nuove rivelazioni sulla guerra tra clan

Mafia Vieste, business droga dietro caso di lupara bianca. Nuove rivelazioni sulla guerra tra clan

Di Redazione
21 Agosto 2018
in Inchieste
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

“Il lucroso mercato dello spaccio di droga” dietro la guerra tra clan a Vieste. Da un lato il gruppo guidato da Marco Raduano detto “faccia d’angelo”, 34enne boss locale, dall’altro la fazione facente capo a Girolamo Perna, 27 anni. I due, un tempo appartenenti al clan Notarangelo, sono ora acerrimi nemici dopo la scissione avvenuta a seguito dell’uccisione dello storico boss, Angelo “cintaridd” Notarangelo nel gennaio 2015.

Risale allo scorso 7 agosto l’arresto di Raduano, del nipote Liberantonio Azzarone, 28 anni e di Luigi e Gianluigi Troiano, pa­dre e figlio di 55 e 25 anni. Tutti viestani. I quattro sono stati fermati dai carabinieri per armi e traffico di droga. Ma dalle carte dell’operazione è emerso molto altro sulla faida in corso nella capitale del Gargano.

“Il capo indiscusso”

Nell’informativa dell’Arma si legge che “questa indagine ruota su Raduano, già in passato luogotenente e fido collaboratore di Angelo Notarangelo. Raduano, in un apparente breve lasso di tempo, è riuscito a creare un’organizzazione criminale stabile e duratura, di ca­rattere verticistico-piramidale, di cui è capo indiscusso, finalizzata a spac­ciare cocaina, hashish e marijuana. L’organizzazione ricorre a metodiche tipiche delle organizza­zioni mafiose, ovvero con violente intimidazioni a concorrenti o cosiddetti “battitori liberi” colpevoli di essersi ritagliati un’autonoma at­tività di spaccio al minuto, senza l’autorizzazione del gruppo delinquenziale predominante”.

Da sinistra, Raduano e Perna

Un personaggio scomodo

Pasquale Notarangelo

Dall’inchiesta spunta anche il nome del 27enne Pasquale Notarangelo, nipote di “cintaridd” e figlio di Onofrio Notarangelo, quest’ultimo assassinato nel gennaio 2017. Il giovane svanì nel nulla a maggio dello stesso anno, vittima di lupara bianca. “In seguito alla sua scomparsa – si legge nelle carte -, alcuni soggetti monitorati dai carabinieri iniziarono a far capo per l’acquisto di droga da tale… (un altro giovane viestano estraneo al blitz) che si sostituì naturalmente nel rifornire chi fino a poche settimane prima si rivolgeva e operava assieme a Pasquale Notarangelo”, quest’ultimo divenuto forse un ostacolo da eliminare nella gestione del business degli stupefacenti.

“Ben presto – si legge ancora nell’impianto accusatorio – emerse dalle indagini che il giovane viestano subentrato nello spaccio operava per conto di un gruppo più ampio e strutturato che fa capo proprio a Marco Raduano ed era in stretti rapporti con Liberantonio Azzarone. Quando il giovane viestano aveva bisogno di droga si accordava infatti con il suo fornitore Azzarone”.

Raduano e i fornitori cerignolani

I quattro uomini beccati il 7 agosto scorso da DDA e carabinieri sono accusati di as­sociazione per delinquere finaliz­zata allo spaccio di cocaina e marijuana. Raduano è ritenuto colui che dirigeva “le attività illecite, procurando da Cerignola la dro­ga da smerciare a Vieste, intera­gendo con gruppi criminali cerignolani, procurando i mezzi per il trasporto della droga, decidendo prezzo della sostanza e corrispet­tivi per i sodali”. Il nipote Azza­rone avrebbe rifornito direttamente gli spacciatori al dettaglio, curando gestione finanziaria e recuperando i proventi dello spac­cio, sostituendo Raduano quando era detenuto o ricoverato in ospe­dale in seguito all’agguato subito lo scorso 21 marzo. I due Troiano, invece, avrebbero “individuato i luoghi idonei per nascondere ingenti quantitativi di droga”.

Ai quattro vie­stani si contestano l’aggravante dell’associazione armata, quella dell’ingente quantitativo e soprattutto la mafìosità per i metodi usa­ti in relazione “alle minacce e vio­lenze nei confronti degli spacciatori indipendenti che non si riforni­vano dal gruppo Raduano. I quattro indagati rispondono poi di concorso nella detenzione ai fini di spaccio di 152 chili di marijuana sequestrati dai carabinieri a Vie­ste il 15 ottobre 2017 nella casa vacanza di un turista estraneo alla vicenda. Raduano e Azzarone ri­spondono di concorso nella deten­zione di 818 grammi di cocaina sequestrati il 30 marzo 2018; di concorso nella detenzione di altri 843 grammi di cocaina, 18 chili di marijuana e 6 chili e mezzo di ha­shish, sequestrati il 3 maggio 2018 quando i carabinieri arrestarono in flagranza Giovanni Surano, scoprendo un’abitazione dove era­no custodite droga e armi.

Armi e droga del clan Raduano, sequestrate nel giorno dell’arresto di Surano

Le armi del clan

Ra­duano e Azzarone rispondono anche, in concorso con Su­rano, di detenzione illegale di un Kalashnikov Ak74 con si­lenziatore e 2 serbatoi con 47 mu­nizioni; un fucile a pompa calibro 12; due pistole marca “Beretta” ca­libro 9, armi sequestrate il 3 maggio scorso con l’arresto in flagranza di Surano. Raduano, Azzarone e i Troiano si dicono innocenti, anche se si sono avvalsi della facoltà di non ri­spondere alle domande del gip che ha convalidato i decreti di fermo della DDA, disponendo la custodia cautelare in carcere.

La scia di sangue

Negli ultimi tre anni a Vieste sono stati eliminati, oltre a “cintaridd”, morto nel gennaio 2015, il 27enne Giampiero Vescera, ucciso nel settembre 2016 nei pressi di una stazione di servizio, il 33enne Vincenzo Vescera, fatto fuori nel gennaio 2017 nei pressi della sua abitazione, il 46enne Onofrio Notarangelo, fratello di “cintaridd”, morto a gennaio 2017, il 31enne Omar Trotta, vittima di agguato in un locale del centro nel luglio 2017, il 46enne Giambattista Notarangelo il 6 aprile 2018, cugino di Angelo, Antonio Fabbiano, 25enne, fatto fuori il 25 aprile 2018 e Gianmarco Pecorelli, lo scorso 19 giugno.

Vittima di lupara bianca, il 27enne Pasquale Notarangelo, figlio di Onofrio e nipote di “cintaridd”, scomparso nel nulla a maggio del 2017. Anche Perna e Raduano sono finiti nel mirino dei sicari riuscendo a cavarsela.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: ArmicarabinieridrogagarganoGirolamo PernamafiaMarco RaduanoVieste
Articolo precedente

Usi e costumi in Capitanata nel XIII secolo, a Monte Sant’Angelo evento di ricostruzione storica

Articolo successivo

Blitz con gli elicotteri sul Gargano, beccati uomini del clan Perna a Vieste

Articoli correlati

Capotosto, Iacovangelo e Iaccarino

Mafia e politica a Foggia: indagati dalla DDA gli ex amministratori comunali Capotosto, Iaccarino e Iacovangelo

Francesco Notarangelo; in alto, Renato Quitadamo; sotto, Antonio e Andrea Quitadamo

Mafia garganica, “Natale” fa i nomi. “Armiento, Simone, Iaconeta: gli omicidi del clan e il ruolo dei Quitadamo”

Biagio Barrasso e l'assalto a Toritto

Assalti e rapine della banda di cerignolani: “Ci portiamo la lancia termica e boom… lo massacriamo”

Enzo Miucci e Michele Notarangelo; in alto, Marco Raduano; sotto, Gianluigi Troiano

La lettera di Miucci per reclutare un nemico: “Quella donna presto sarà vedova e potrà essere tua. Raduano? Credevi nel dio sbagliato”

In alto, Roberto Sinesi; sotto, Mario Francavilla; al centro, Antonello Francavilla; a destra, Emiliano Francavilla

L’ombra dell’omicidio di Mario Francavilla sulla faida tra i figli: così nacque la frattura nel clan foggiano

Mafia e sale giochi, coinvolta anche la Capitanata: due foggiane tra gli indagati e 23 misure cautelari

Ultime Notizie

Screenshot
Cronaca

Muore per salvare il suo cane: 60enne di Foggia folgorato da un cavo elettrico

La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio nella zona di Sant’Aquilina. L’uomo avrebbe cercato di liberare l’animale rimasto impigliato

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024