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Home - Produzione di marmellate in un bene confiscato alla mafia, lavoro e inclusione a Cerignola

Produzione di marmellate in un bene confiscato alla mafia, lavoro e inclusione a Cerignola

Il progetto della cooperativa Altereco sostenuto dall’8x1000 della Tavola Valdese e dalla Fondazione dei Monti Uniti. Coinvolte persone con disabilità e provenienti dall’area penale

Di Redazione
8 Maggio 2026
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cultura&Società
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Prende forma a Cerignola un nuovo progetto di inclusione sociale e lavoro sul bene confiscato alla mafia di Contrada Scarafone. La cooperativa sociale Altereco realizzerà infatti un piccolo laboratorio alimentare dedicato alla produzione di marmellate e confetture a chilometro zero all’interno di Terra Aut, il terreno sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla comunità grazie alla legge 109 del 1996 sul riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati.

L’iniziativa è sostenuta con i fondi dell’8×1000 della Tavola Valdese e con il contributo della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia. Partner del progetto sono anche l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Foggia e la cooperativa sociale L’Abbraccio.

“L’obiettivo è costruire insieme il team di lavoro che ci permetterà di inserire persone con disabilità e persone provenienti dall’area penale nel processo produttivo delle nostre marmellate”, spiega Vincenzo Pugliese, presidente di Altereco. “Si tratta di una sfida importante, ma siamo convinti che potremo costruire un percorso significativo sul fronte del lavoro e della disabilità”.

Un presidio di legalità nato su terreni confiscati

Terra Aut rappresenta da anni uno dei simboli del riutilizzo sociale dei beni confiscati nel territorio foggiano. Nei terreni di Contrada Scarafone la cooperativa Altereco porta avanti progetti di agricoltura sociale con l’obiettivo di trasformare un luogo legato in passato al potere criminale in uno spazio di legalità, sviluppo sostenibile e inclusione.

Qui vengono già prodotti diversi alimenti artigianali come passata di pomodoro biologica, paté di cime di rapa, pomodori secchi sott’olio e altri prodotti agricoli realizzati attraverso percorsi di inserimento lavorativo rivolti a persone in condizioni di fragilità sociale.

Con il nuovo laboratorio si punta ora ad ampliare la filiera produttiva direttamente sul posto, realizzando confetture e marmellate utilizzando i prodotti coltivati sui terreni confiscati.

“Terra Aut luogo di accoglienza e crescita”

“Terra Aut si fa ancora una volta luogo di accoglienza e sperimentazione finalizzata alla crescita dell’intero territorio, così come ci chiede la legge sul riuso sociale dei beni confiscati”, aggiunge Pugliese.

Il presidente della cooperativa sottolinea però anche le difficoltà economiche legate alla realizzazione dell’opera. “Il progetto è molto complesso perché con i fondi attualmente a disposizione riusciremo a coprire soltanto una parte della struttura. Successivamente ci attrezzeremo per completare i lavori. Guardiamo comunque avanti con fiducia, tenendo ben chiaro il nostro obiettivo: produrre confetture a metri zero”.

Agricoltura sociale e inclusione

Attraverso i progetti portati avanti su Terra Aut, Altereco continua a promuovere un modello di agricoltura sociale che coniuga produzione agricola, inclusione e legalità. Un percorso che punta non soltanto alla valorizzazione dei prodotti del territorio, ma anche alla costruzione di opportunità concrete per persone vulnerabili, trasformando un bene confiscato alla mafia in uno spazio di rinascita collettiva.

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Tags: Agricoltura socialeAlterecobeni confiscatiCerignolaContrada Scarafonefondazione Monti Unitiinclusione socialelegalitàmafiamarmellateTavola ValdeseTerra AutVincenzo Pugliese
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