Non si placano le reazioni politiche dopo la nomina di Michele Salatto ad assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia. A esprimere forti perplessità è Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento Cambia, che contesta la scelta della sindaca Maria Aida Episcopo, ritenendola in continuità con il passato anziché orientata al rinnovamento.
Secondo Angiola, Foggia avrebbe avuto bisogno di una figura esterna alle dinamiche cittadine, capace di affrontare con maggiore autonomia una fase considerata decisiva per il futuro urbanistico della città.
“Serviva una figura più autonoma”
Nel suo intervento, Angiola sostiene che il nuovo assessore non possieda quella distanza dal contesto locale che, a suo giudizio, sarebbe stata necessaria.
“Questo requisito difficilmente può essere garantito da un professionista che ha il proprio studio a Foggia, che è stato recentemente consulente del Comune e che ha già ricoperto, nel 2008, il ruolo di assessore all’Urbanistica”, afferma.
Il consigliere richiama inoltre alcune scelte compiute durante quella precedente esperienza amministrativa, ricordando le polemiche sul social housing e le previsioni demografiche che ipotizzavano una crescita della popolazione cittadina fino a 200mila abitanti, con una conseguente necessità di circa 20mila nuovi alloggi.
“Una scelta che riporta indietro le lancette”
Per Angiola, la nomina di Salatto non rappresenta un segnale di cambiamento.
“Più che una scelta di rinnovamento, questa nomina appare come una scelta che riporta indietro le lancette dell’Urbanistica cittadina”, dichiara.
Secondo il consigliere comunale, in un momento che avrebbe richiesto una netta discontinuità rispetto al passato, l’amministrazione avrebbe invece deciso di affidarsi a una figura già protagonista di una precedente stagione politica.
“Il Pd ottiene il terzo assessorato”
Nel mirino di Angiola finisce anche il Partito Democratico.
L’esponente di Cambia ricorda di aver denunciato più volte, in Consiglio comunale e attraverso gli organi di informazione, quello che definisce il tentativo del Pd di ottenere un terzo assessorato.
“Oggi possiamo constatare che ciò è effettivamente avvenuto”, sostiene.
Secondo Angiola, Salatto, pur presentato come una figura tecnica, sarebbe politicamente riconducibile all’area del Partito Democratico, anche in virtù della sua precedente candidatura con il Pd.
Le critiche sul Piano urbanistico generale
Il consigliere collega la nomina anche all’avvio del Piano urbanistico generale.
Secondo Angiola, il Partito Democratico non avrebbe ritenuto sufficientemente affidabile il precedente assessore Pino Galasso, al quale sono rimasti i lavori pubblici, nella gestione del nuovo strumento urbanistico.
Richiama inoltre i ritardi accumulati dall’amministrazione nell’approvazione della delibera relativa all’Urban Center, rimasta, secondo quanto afferma, ferma per circa un anno, oltre ai ritardi nella definizione degli indirizzi di giunta per il Pug.
La proposta di Cambia per il futuro della città
Nel comunicato Angiola ribadisce anche la visione urbanistica del movimento Cambia.
Secondo il consigliere, il nuovo Piano urbanistico generale dovrà puntare sulla rigenerazione urbana, sulla mobilità sostenibile, sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e sulle misure di adattamento ai cambiamenti climatici.
Tra gli obiettivi indicati vi sono anche incentivi al recupero degli immobili esistenti, limitazione del consumo di suolo e sviluppo della green economy.
“I dati demografici parlano chiaro: negli ultimi vent’anni Foggia ha perso circa 10mila abitanti”, osserva Angiola, sostenendo la necessità di rallentare l’espansione urbana e privilegiare il recupero della città esistente.
“Saremo i cani da guardia”
Il consigliere conclude assicurando un controllo costante sull’operato del nuovo assessore.
“Foggia ha bisogno di un piano fondato sulla rigenerazione urbana, sulla sostenibilità e sulla partecipazione, non di un ritorno a modelli che appartengono al passato. Saremo i cani da guardia e non faremo sconti a nessuno, nemmeno al nuovo assessore Salatto”, conclude Angiola.










