Continua a far discutere la vicenda del Museo del Mare di Manfredonia. Dopo le prese di posizione delle scorse settimane, arriva anche quella del Touring Club Italiano. La console del Club di Territorio di Foggia, Michela D’Onofrio, interviene pubblicamente per esprimere “forte dispiacere” per la prospettata estromissione del museo dai locali che lo ospitano da anni, definendolo un patrimonio culturale e identitario che va salvaguardato.
L’intervento si aggiunge alle iniziative promosse da Archeoclub Siponto-Monte Sant’Angelo, presieduto da Angela Quitadamo, e dal responsabile del Museo del Mare Giovanni Simone, da tempo impegnati nella difesa della struttura.
“Non è un semplice deposito di oggetti”
Nel documento, D’Onofrio sottolinea il ruolo che il Museo del Mare svolge nella valorizzazione del patrimonio culturale della città e dell’intera Capitanata.
“Il Museo del Mare non è un semplice deposito di oggetti. È un patrimonio identitario insostituibile della comunità sipontina e dell’intera Capitanata”, scrive, ricordando come la struttura rappresenti anche un importante punto di riferimento didattico, frequentato da scolaresche, operatori turistici e ricercatori provenienti non solo da Manfredonia, ma anche dal resto della provincia.
Secondo la console del Touring Club, rinunciare a un presidio culturale di questo tipo significherebbe impoverire l’offerta turistica della città.
“Esistono soluzioni alternative”
Nel documento viene ricordato che la destinazione dei locali destinati al museo sarebbe tutelata da un vincolo risalente al 7 settembre 2012 e che tale scelta sarebbe stata condivisa da diverse amministrazioni provinciali succedutesi negli anni.
Pur comprendendo le esigenze logistiche legate al mondo della scuola, D’Onofrio evidenzia come la ricerca di nuovi spazi per l’IPEOA non debba avvenire a discapito della cultura.
“Altre soluzioni alternative esistono e sono praticabili”, afferma, richiamando la disponibilità già manifestata dall’istituto “Ungaretti”.
L’appello alle istituzioni
La rappresentante del Touring Club invita le istituzioni a trasformare le dichiarazioni di vicinanza in atti amministrativi concreti per salvaguardare il museo.
Nel suo intervento esprime inoltre pieno sostegno a Giovanni Simone, definendolo “un presidio di competenza, passione e legalità culturale”, e annuncia che la vicenda continuerà a essere seguita dal Touring Club Italiano e da Archeoclub.
“La cittadinanza non può e non vuole rinunciare a questo contenitore culturale. Chiediamo che le istituzioni preposte ascoltino la voce del territorio e tutelino la sua storia”, conclude.











