Villa abusiva e conflitti di interessi. Si aggrava la posizione del sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice che oggi è stato incalzato in Consiglio comunale sul caso dell’immobile fuorilegge di Siponto. A porre la questione la consigliera comunale di minoranza, Maria Teresa Valente che ha presentato un’interrogazione dopo gli articoli de l’Immediato. “L’abusivismo grava da tempo su questo territorio – ha ricordato Valente -. Questa vicenda compromette la credibilità dell’amministrazione stessa. Quali misure intende adottare per garantire trasparenza? Ritiene opportuno che ci sia una indagine indipendente per una valutazione equa ed oggettiva?”, le domande poste dalla consigliera.
Rotice è partito con il consueto refrain: “Il solito articolo del solito giornale. Ribadisco che i poderi sono 35. Io ho ereditato il numero 20 già oggetto di richiesta di legittimazione. Partecipammo ad un bando nel 2018 ma ad oggi, nel 2023, la Regione non si è ancora espressa. Tutti i cittadini dovrebbero avere una risposta. Non sono l’unico. Se emergeranno abusi darò risposte. Sono in attesa. Quando qualcuno mi contesterà qualcosa allora risponderò”. Parole al vento visto che la Regione non potrà mai “sanare” un’opera abusiva sulla quale il Comune, nel 2018, attraverso il dirigente Antonicelli, evidenziò l’abuso ricordando che c’era anche una diffida a demolire.

Valente, ritenendosi del tutto insoddisfatta della risposta, ha evidenziato un altro aspetto inquietante della vicenda: “Lei affronta la questione con superficialità incredibile. La Legge parla chiaro: se ci sono abusi edilizi ne risponde colui che ha il possesso del Polder. Continua a ritenersi un cittadino qualunque, invece lei ora è sindaco. Non è un cittadino qualunque e ha delle responsabilità amministrative. Lei si è candidato ed è stato eletto nonostante avesse questa istruttoria in corso che rappresenta già da sola un’ipotesi di incompatibilità“. Poi Valente ha citato la Legge Regionale sugli usi civici: “Spiega che la vigilanza sull’amministrazione dei beni civici è attribuita al Comune mentre la sorveglianza direttamente al sindaco. In questa istruttoria lei è il controllore e il controllato“.
Il regalino di Capodanno… tutto in famiglia
La questione ancora più grave è emersa al termine. Valente ha ricordato che la domanda di legittimazione l’ha presentata il nipote del sindaco, Michele Prencipe che è il delegato tecnico. Mentre tutti si apprestavano a festeggiare il Capodanno, il Comune di Manfredonia si affrettava, il 30 dicembre 2022, a disporre una determinazione dirigenziale con su scritto: “Affidamento incarico professionale di supporto al dirigente del VI settore per l’espletamento delle attività istruttorie relative alla ‘legittimazione demanio paludi sipontine’ di cui al bando della Regione Puglia pubblicato in data 4 giugno 2018″.
“Se Prencipe ha presentato per suo conto richiesta di legittimazione – ha incalzato Valente -, come può essere che il 30 dicembre 2022 il Comune affidi l’incarico professionale di supporto al dirigente del sesto settore per l’espletamento delle attività istruttorie relative alla legittimazione dei Polder alla moglie di suo nipote?”. Gelo in aula. Come si legge sulla determinazione dirigenziale, “l’importo dell’affidamento posto a base dell’offerta delle prestazioni professionali è di 12.500 euro“, soldi destinati all’ingegnera Elisabetta Santoro, coniuge del nipote del sindaco.

“Come fa a dire che lei non interferisce in questa faccenda? – ha tuonato Valente -. Ma si rende conto che si trova in una situazione di gravissimo conflitto di interessi. Un incarico di 12mila 500 euro per portare avanti una istruttoria che improvvisamente è diventata urgente. Mentre tutti si apprestavano al Capodanno, è diventato urgente l’affidamento di questo incarico e guarda caso viene affidato alla moglie di suo nipote che ha presentato la domanda. C’è un’etica da seguire, una morale. Qui si è andati oltre ogni limite“.
In buona sostanza, il Comune paga per legittimare l’abuso di Rotice. Soldi pubblici che l’amministrazione spende e spande per sistemare gli affari del sindaco. Alla faccia dei poveri cittadini. Gli organi preposti interverranno? La Corte dei Conti? Il prefetto di Foggia, Maurizio Valiante?
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