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Home - L’ultima menzogna di Rotice, la villa abusiva non è “sanabile”. Anche la relazione antimafia sbugiarda il sindaco

L’ultima menzogna di Rotice, la villa abusiva non è “sanabile”. Anche la relazione antimafia sbugiarda il sindaco

Di Francesco Pesante
29 Giugno 2023
in Inchieste
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L’ultima menzogna di Rotice. La sua richiesta di legittimazione di una villa abusiva non potrà mai essere accettata né vagliata. Lo ha appreso l’Immediato scavando sulla questione anche attraverso uffici regionali preposti. Proprio a Bari, infatti, il sindaco di Manfredonia inviò, nell’ormai lontano 2018, una richiesta di legittimazione del suo Polder di Siponto in viale dei Pini. Carta straccia perché la Regione non è un ente deputato all’applicazione di sanatorie edilizie, nonostante Rotice si affanni a dire il contrario. L’ente regionale può solo emanare provvedimenti di legittimazione demaniale definitiva, ma non può farlo per opere fuorilegge ovvero che presentino modifiche rispetto al Polder originario. Ed è qui che casca Rotice. Negli anni la struttura è stata cambiata profondamente attraverso l’installazione di una maxi recinzione, la modifica del tetto e persino l’aggiunta di lastre di amianto. Un piccolo podere è così diventano una villa abusiva a tutti gli effetti.

Ma non è tutto: la legittimazione di quei poderi sarebbe possibile solo in favore degli assegnatari ovvero gli eredi del Consorzio di Bonifica, ma Rotice non lo è. A stroncare ogni “speranza” del sindaco – che è anche ingegnere ed imprenditore edile – è la relazione di scioglimento per mafia del Comune di Manfredonia del 2019. Il primo cittadino, che tanto parla di legalità e lotta ai clan, dovrebbe solo andarsi a leggere il documento redatto all’epoca che dedicò un capitolo intero al caso dei Polder di Siponto.

Il Comune di Manfredonia

“L’area in argomento – con particolare riferimento al foglio 40 del Catasto Fabbricati e Terreni – è stata interessata nel corso degli anni da un dilagante fenomeno di abusivismo edilizio – scrissero i commissari -. Un’area demaniale pubblica (prima del Consorzio, quindi del Comune), per altro sottoposta a vincolo urbanistico di natura archeologica e paesaggistica, è stata rapidamente usurpata, cagionando un danno incalcolabile per il territorio”.

E ancora: “La Legge Regionale 7/1998 e successive modificazioni e integrazioni prevede che, mentre alla Giunta Regionale è demandato il compito di approvare un progetto predisposto da apposito perito istruttore demaniale, il Comune è responsabile del processo di affrancazione dei terreni”. Proprio il Comune, nel 2018, certificò l’abusivismo del Polder di Rotice attraverso un documento firmato dal dirigente Antonicelli che l’Immediato ha già pubblicato più volte. Antonicelli scrisse anche di una vecchia diffida a demolire.

Il documento del 2018 firmato dal dirigente Antonicelli

Ma andiamo avanti, nella relazione si legge ancora: “È evidente come gli unici soggetti a favore dei quali, potenzialmente, il Comune potrebbe trasferire i terreni del proprio demanio sono gli assegnatari eventualmente ancora viventi, nonché i loro eredi legittimi, delle primitive assegnazioni operate dal Consorzio di Bonifica nel lontano 1938, ovvero successive. In nessun caso si potrebbe operare in favore di soggetti che, costruendo in assenza di qualsivoglia autorizzazione e per giunta in area pubblica vincolata, hanno compiuto una grave usurpazione di suolo pubblico. Di quanto appena scritto appare pienamente consapevole anche la Giunta Comunale di Manfredonia. Infatti, con Deliberazione della Giunta Comunale numero 92 del 12 giugno 2016, l’organo di governo comunale deliberava di avviare, per il tramite del dirigente del settore competente, ‘la richiesta dei canoni di natura enfiteutica gravanti sui suoli del demanio Paludi Sipontine’, come individuati negli atti del 2009, del 2011 e del 2016 prima citati e ‘con aggiornamenti annuali Istat'”.

Insomma, Rotice è alle strette, smascherato e sbugiardato. Ma lui svia le attenzioni e incolpa sempre gli altri: la nostra testata (rea di dare notizie), la precedente amministrazione, la minoranza e quant’altro. Proprio l’opposizione, alla luce di tutto questo, dovrebbe prendere una posizione più netta e chiara. La questione sarà trattata nel prossimo Consiglio comunale che dovrebbe tenersi la settimana prossima. Prencipe, Valente e tutti gli altri si faranno abbindolare dalla favoletta degli usi civici propinata in questi giorni dal sindaco? Per una villa abusiva di Siponto si è già dimessa l’assessora ai Lavori Pubblici, Lucia Trigiani. Rotice cosa farà?

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Tags: Gianni Rotice
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