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Home - Mafia, a San Severo è tempo di cambiamenti: si fanno largo nuove famiglie e giovani gruppi criminali

Mafia, a San Severo è tempo di cambiamenti: si fanno largo nuove famiglie e giovani gruppi criminali

Di Redazione
2 Ottobre 2022
in Inchieste
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“Le formazioni mafiose sanseveresi continuano ad animare lo scenario dell’intera provincia dauna registrandosi ancora l’atavico legame mafioso tra il boss dei Moretti-Pellegrino-Lanza e il clan La Piccirella“. Lo scrivono gli investigatori della Dia nella consueta relazione antimafia, periodo analizzato il secondo semestre 2021. Da tempo a San Severo si registrano le maggiori fibrillazioni in provincia di Foggia. Traffico di droga, omicidi e agguati che spesso coinvolgono ragazzi giovanissimi, anche minorenni.

“Significative al riguardo sono le motivazioni delle sentenze depositate nel semestre in esame e relative al processo ‘Ares’ (maxi operazione antimafia del 2019) che nel comminare oltre due secoli di reclusione agli imputati confermano quanto ipotizzato nella fase di esecuzione riconoscendo per la prima volta l’esistenza di un’associazione mafiosa nella città di San Severo. In un contesto delinquenziale già connotato da faide sanguinose (2015-2019), le cruenti contrapposizioni interne ai sodalizi e i vuoti di potere criminale conseguenti alle attività di contrasto delle Autorità hanno inciso sugli equilibri tra i diversi clan. Non si può escludere che ciò potrebbe tradursi in una sorta di metamorfosi delle consorterie che potrebbe favorire il passaggio dall’attuale assetto strutturale orizzontale verso una possibile futura composizione maggiormente unitaria e verticistica“.

Secondo la Dia “la criminalità organizzata sanseverese, privata di quasi tutti i vertici storici, avrebbe lasciato ampi spazi ai tentativi di affermazione di nuove leve criminali. Si cita il caso di un pregiudicato in ascesa nel popoloso quartiere di San Bernardino e che avrebbe preso le redini della storica famiglia Spinazzola-Della Fazia da tempo egemone in quell’area e intorno alla quale orbitano anche i gruppi locali dei Colapietra e De Cesare-Russi. Ancora dall’operazione ‘Coffee Shop’ condotta dalla Polizia di Stato il 27 ottobre 2021 e incentrata sullo spaccio di sostanze stupefacenti nel predetto rione di San Severo è emerso che attorno al gruppo criminale capeggiato da due figure storiche della criminalità sanseverese orbitavano anche nuove leve”.

L’estate 2021 ha sconvolto l’intera San Severo e non solo. “L’apice dell’instabilità degli equilibri locali è stato raggiunto con i due eclatanti omicidi avvenuti in città a distanza di un mese l’uno dall’altro. I due agguati (costati la vita a Matteo Anastasio e Luigi Bonaventura) oltre ad avere una verosimile correlazione hanno destato un grave allarme sotto l’aspetto dell’ordine e sicurezza pubblica avendo procurato anche il ferimento di due minori. In tale quadro un ruolo non marginale sembrano rivestire le nuove leve determinate ad assumere il controllo del florido mercato degli stupefacenti che rende la città punto nevralgico dell’intera area provinciale ed extraregionale. Sotto questo profilo si segnala l’arresto in flagranza di reato operato l’11 agosto 2021 dai carabinieri di un pregiudicato calabrese da sempre dedito al malaffare e vicino alla ’ndrina egemone nel territorio del comune di Delianuova (RC) e nota come Italiano-Papalia“.

La Dia termina la sua analisi con Apricena e Lucera: “Nell’Alto Tavoliere e precisamente ad Apricena – si legge – sembrerebbero registrarsi segnali di slancio del gruppo Padula-Cursio contrapposto ai Di Summa-Ferrelli grazie al carisma di alcune figure criminali capaci di interagire in tutto il territorio della provincia foggiana”.

Infine Lucera dove “invece la decapitazione delle storiche famiglie ha mutato gli equilibri a tal punto che alcune di esse sono praticamente scomparse dal panorama malavitoso locale. Nel tempo l’evoluzione dell’autoctono tessuto mafioso ha generato diversi nuovi gruppi di qualificato spessore criminale come i Cenicola, i Barbetti ed i Papa-Ricci. Quest’ultimo clan annoverebbe fra i suoi ranghi alcune figure legate alla consorteria mafiosa dei Li Bergolis, capaci di interloquire con le compagini camorriste e con le cosche calabresi”.

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Tags: San Severo
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