La solidarietà non conosce barriere, non cancella il passato ma può costruire il futuro. È questo il messaggio che ieri, mercoledì 22 luglio, è partito dalla Casa Circondariale di Foggia dove si è svolto il momento conclusivo de “La Raccolta alimentare senza sbarre: un gesto concreto per bambini e mense del territorio”, progetto promosso da Banco Alimentare della Daunia, Casa Circondariale di Foggia, CSV Foggia e Caritas Diocesana di Foggia – Bovino, nell’ambito delle iniziative realizzate per la 1ª Festa della Musica e del Volontariato Penitenziario, svoltasi lo scorso 23 giugno.
Nel corso dell’incontro sono stati consegnati a Banco Alimentare della Daunia i 233 chilogrammi di alimenti raccolti grazie alla generosità delle persone detenute. Banco Alimentare li ha destinati alla Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, una delle oltre 140 organizzazioni partner sul territorio, che li distribuirà alle famiglie numerose assistite, in particolare a quelle che ogni mese ricevono anche il pacco infanzia per la presenza di bambini.
All’incontro hanno preso parte il Direttore della Casa Circondariale di Foggia Michele De Nichilo, la Capo Area Educativa Paola Errico, il Direttore di Banco Alimentare della Daunia Gianluca Russo, la responsabile della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino Khady Sene, la volontaria art. 78 e responsabile della Comunicazione e della Promozione del Volontariato Penitenziario del CSV Foggia Annalisa Graziano, oltre alle persone detenute Gaetano Catalano e Domenico Cavalieri Foschini, che hanno coordinato la raccolta alimentare all’interno dell’istituto.
Quella di oggi non è stato solo la conclusione di un progetto, ma il lancio di un messaggio forte rivolto all’intera comunità: le persone detenute non sono soltanto destinatarie di percorsi educativi e di inclusione, ma possono diventare protagoniste di iniziative di solidarietà e contribuire concretamente alla costruzione di quel ponte tra il “dentro” e il “fuori” che istituzioni, volontariato e operatori cercano quotidianamente di rendere sempre più solido.
Nel suo intervento, il Direttore della Casa Circondariale di Foggia Michele De Nichilo ha sottolineato come l’iniziativa abbia rappresentato molto più di una semplice raccolta alimentare: “Per la popolazione detenuta non si è trattato soltanto di un gesto concreto di solidarietà, ma soprattutto di un momento di riflessione sui valori della condivisione e del senso di appartenenza alla comunità. Pur vivendo una condizione di privazione della libertà, le persone detenute hanno saputo farsi carico dei bisogni di chi vive una condizione più difficile della loro. È un passaggio fondamentale del percorso trattamentale: imparare che reinserirsi nella società significa anche assumersi la responsabilità di prendersi cura degli altri. Oggi avete dimostrato che non esistono detenuti, ma persone detenute, con il loro bagaglio di esperienze, valori e possibilità di riscatto. Gli ultimi che donano a chi è ancora più ultimo rappresentano un’immagine di straordinaria forza civile e umana”.
Per il direttore di Banco Alimentare della Daunia, Gianluca Russo, l’iniziativa costituisce una testimonianza concreta del valore della collaborazione tra istituzioni e volontariato. “Oggi non celebriamo soltanto la conclusione di un progetto, ma la prova che il bene può nascere ovunque, anche nei luoghi dove molti non se lo aspettano. Questo gesto dimostra che la solidarietà non conosce barriere e che ognuno può diventare protagonista del bene prendendosi cura degli altri. Il valore più grande è stato il contributo di questi ragazzi che, pur vivendo una situazione di difficoltà, hanno scelto di rinunciare a qualcosa di proprio per donarlo a chi ha bisogno. È il segno che il riscatto è possibile. Questa esperienza dimostra quanto possano fare la differenza la collaborazione tra Banco Alimentare, Casa Circondariale, Caritas, CSV e mondo del volontariato. La solidarietà non cancella il passato, ma può costruire il futuro”, ha sostenuto Gianluca Russo.
Grande emozione anche nelle parole della Capo Area Educativa della Casa Circondariale di Foggia Paola Errico, che ha evidenziato il forte coinvolgimento delle persone detenute: “Quando è stata presentata questa raccolta straordinaria, tutti si sono messi immediatamente a disposizione. Sapere che gli alimenti sarebbero stati destinati ai bambini ha toccato profondamente la loro coscienza. Molte delle nostre persone detenute sono padri e aiutare i bambini del territorio ha assunto anche il significato di compiere un gesto nei confronti dei propri figli e delle proprie famiglie. È stata un’occasione per ricucire ferite personali e trasformare esperienze difficili in un’opportunità di bene. Oggi abbiamo vissuto un momento di grande valore civico e umano”.
La responsabile della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, Khady Sene, portando il saluto dell’Arcivescovo Monsignor Giorgio Ferretti, ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti, in particolare Banco Alimentare che da sempre è al fianco delle persone più fragili, e la Casa Circondariale di Foggia che permette anche agli enti del Terzo Settore di realizzare attività capaci di migliorare la qualità della vita delle persone detenute.
“Come ricorda spesso il nostro Arcivescovo, c’è più gioia nel dare che nel ricevere e oggi quella gioia l’abbiamo vista negli occhi e nelle parole delle persone detenute che hanno promosso questa raccolta insieme ai loro compagni”, ha sostenuto Khady Sene.
Particolarmente intensa la testimonianza di Gaetano Catalano, una delle persone detenute che ha coordinato l’iniziativa insieme a Domenico Cavalieri Foschini: “Quando Annalisa Graziano ci ha presentato questo progetto abbiamo sentito subito il dovere di partecipare. Quando abbiamo saputo che gli alimenti sarebbero stati destinati ai bambini, nessuno si è tirato indietro. Ognuno di noi porta con sé una storia difficile e molti ricordano un’infanzia segnata dalla sofferenza. Per questo, anche chi aveva pochissimo ha deciso di donare. Pensiamo ai nostri figli, che sono lontani, e sappiamo cosa significa voler regalare un sorriso a un bambino. Dare un sorriso ai bambini è come darlo ai nostri figli”.
“Con un gesto semplice ma profondamente significativo, le persone detenute hanno dimostrato che è possibile superare stereotipi e pregiudizi, offrendo una concreta lezione di umanità e riscoprendo il valore del bene comune”, ha chiosato Annalisa Graziano, volontaria art. 78 e responsabile della Comunicazione e della Promozione del Volontariato Penitenziario del CSV Foggia.
È questa l’eredità più autentica de “La Raccolta alimentare senza sbarre”, che va ben oltre i 233 chilogrammi di alimenti raccolti: la consapevolezza che la solidarietà possa diventare uno strumento di responsabilità, crescita personale e inclusione sociale, capace di unire istituzioni, volontariato e persone detenute in un percorso condiviso di restituzione e di costruzione di legami con il territorio.














