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Home - Rose in viale Candelaro e migliaia di persone in strada per “Foggia Libera Foggia”. “Qui per disinnescare paura”

Rose in viale Candelaro e migliaia di persone in strada per “Foggia Libera Foggia”. “Qui per disinnescare paura”

Di Redazione
10 Gennaio 2020
in Cultura&Società
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Un fascio di rose rosse è stato lasciato in viale Candelaro a Foggia, all’altezza del civico 27, dove il 2 gennaio scorso è stato ucciso il commerciante d’auto Roberto D’Angelo. Da qui è partito il corteo contro le mafie organizzato da Libera di don Ciotti. Tante persone hanno aderito all’iniziativa intitolata ‘Foggia Libera Foggia’, promossa per rispondere all’escalation criminale nei primi giorni dell’anno: tre incendi, a due bar e una macelleria; l’omicidio di D’Angelo; e l’attentato dinamitardo all’auto del manager sanitario Cristian Vigilante. Al corteo presenti anche la ministra Teresa Bellanova, il governatore pugliese Michele Emiliano, magistrati, sindacalisti, politici e studenti.

https://www.facebook.com/immediatonet/videos/2610967142350275/

“Scendete in strada. Se ancora avete dei dubbi che questa manifestazione ha un qualche motivo di inutilità fateveli passare ora. Scendere di casa e state assieme a noi”. Così la vicepresidente di Libera, Daniela Marcone a Foggia per il corteo contro le mafie che partirà a breve.
“Questa – ha aggiunto il sindaco di Foggia, Franco Landella – è una bellissima giornata perché è scesa in piazza la stragrande maggioranza della Foggia perbene, che vuole continuare a vivere e che non si abbassa, non cala la testa davanti alla minoranza criminale che offende l’immagine di questa città”. “Questa è la vera Foggia – ha concluso – quella che vuole continuare a progettare il futuro dei propri figli”.

“È molto importante essere qui. È molto importante che ci sia tanta gente perché dobbiamo avere finalmente la forza e il coraggio di riprenderci questo territorio, riprenderci casa nostra“. Così Arcangela Luciani, vedova di Luigi Luciani ucciso con suo fratello Aurelio a San Marco in Lamis il 9 agosto 2017, perché testimoni involontari dell’agguato al boss Mario Luciano Romito e al cognato Matteo De Palma.
“La mafia – ha aggiunto – fa tanta paura ma bisogna andare avanti, non bisogna abbassare la testa perché altrimenti a questa paura se ne aggiungeranno delle altre. Mi auguro che da oggi lo Stato diventi parte integrante di questo territorio”.
Alla manifestazione partecipa anche Marianna Luciani, vedova di Aurelio, secondo la quale “è fondamentale la nostra testimonianza per avere un futuro migliore per tutti noi. Rassicuro i miei figli senza portarli verso l’odio, altrimenti saremmo come loro”.

“Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione. Siamo qui per fare emergere i tanti valori della nostra terra affinché ci sia un passaggio, un cambiamento. È importante che ci sia continuità. Noi non possiamo lasciare la responsabilità solo sulle spalle della magistratura e delle forze di polizia, perché c’è una responsabilità di noi cittadini. Guai se non fosse così, guai se viene meno questo”. Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, alla testa del corteo contro la mafia appena partito a Foggia. Alla manifestazione partecipano, secondo le forze dell’ordine, circa ottomila persone.
“Sono 165 anni che parliamo di mafia – ha concluso don Ciotti – aveva ragione Falcone quando diceva che era una lotta di civiltà e legalità”.

“Questo è il posto dove devono stare i rappresentanti delle istituzioni perché noi dobbiamo dare forza ai cittadini e insieme a loro gridare ad alta voce che lo Stato è più forte e la criminalità sarà sconfitta con la partecipazione degli uomini e delle donne che vogliono vivere in serenità con le loro famiglia e vogliono vivere in uno Stato libero dalla mafia”. Così il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.

Tags: Don CiottiFoggia Libera FoggiaLiberamanifestazionequarta mafia
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