Non si placa la polemica attorno alla partecipazione dello scrittore israeliano Eshkol Nevo al festival Il Libro Possibile, in programma oggi a Vieste. Da una parte la direttrice artistica della manifestazione, Rosella Santoro, rivendica la scelta di mantenere l’invito nel nome del pluralismo e del confronto. Dall’altra l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, tra i firmatari della petizione che chiedeva di revocare la presenza dell’autore, chiarisce di non voler censurare nessuno ma di aver voluto richiamare l’attenzione sulla tragedia di Gaza.
La replica del festival
“Rispettiamo profondamente la sensibilità e le posizioni espresse dai firmatari dell’appello e riteniamo che il dibattito pubblico sia sempre un valore. Non a caso, Il Libro Possibile accoglie da sempre voci diverse, con l’obiettivo di alimentare un confronto pubblico aperto e costruttivo”, afferma Rosella Santoro.
La direttrice artistica ricorda che il festival ha già ospitato il giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh e annuncia nuovi appuntamenti dedicati al Medio Oriente con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, monsignor Filippo Santoro e lo stesso Eshkol Nevo.
“Il Libro Possibile è un festival di piazza, dove anche il dissenso è legittimo, ma il dialogo e l’ascolto restano fondamentali. Per questo non cediamo a censure”, conclude Santoro.
Moscone: “Sarei disposto a incontrare Nevo”
In un’intervista rilasciata a Repubblica Bari, l’arcivescovo Franco Moscone ha spiegato le ragioni della propria adesione alla petizione promossa da Rifondazione Comunista, precisando di non essere contrario al confronto con lo scrittore israeliano.
“Eshkol Nevo? Sarei disposto a incontrarlo, purtroppo non mi hanno invitato”, afferma il presule.
Moscone respinge l’accusa di voler mettere il bavaglio allo scrittore: “Non è una censura alla Savonarola, non è la volontà di tornare a una stagione in cui i libri non vanno letti o peggio ancora bruciati”.
Secondo l’arcivescovo, la petizione aveva un altro obiettivo: “È servita a sollevare il problema della Palestina e del comportamento del governo israeliano a Gaza e in Cisgiordania. Una politica aggressiva e genocida”.
“Nevo ha criticato Netanyahu, ma non abbastanza”
Sempre nell’intervista a Repubblica Bari, Moscone sostiene che gli intellettuali abbiano il dovere di assumere posizioni nette nei confronti dei governi dei propri Paesi.
Pur riconoscendo che Nevo abbia espresso critiche nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’arcivescovo ritiene che non siano state sufficientemente esplicite: “Non in modo sufficiente e chiaro, a mio giudizio. Non utilizzando termini netti sulla condanna politica colonialista e aggressiva del suo Paese”.
Moscone spiega inoltre di aver firmato l’appello perché Vieste rientra nella sua diocesi e di aver ritenuto doveroso dare un segnale sul conflitto in Medio Oriente.
Le polemiche dopo la firma
L’arcivescovo riferisce di essere stato bersaglio di numerose critiche dopo la sua presa di posizione.
“Insulti non ne sono mancati: da ‘vescovo barricadero’ a estremista di sinistra, pro Pal. Perfino nazista. Ma il nazismo lo stanno applicando altri”, afferma nell’intervista.
Infine, Moscone rivendica che la mobilitazione abbia comunque prodotto un risultato: “Al festival sarà trasmessa un’intervista al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme. Se volevamo ottenere un risultato politico, ce l’abbiamo fatta”.











