Unire competenze, professionalità e strumenti operativi per garantire risposte più rapide ed efficaci alle donne vittime di violenza. È l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto dalla Questura di Foggia, dall’ASL Foggia e dal Comune di San Severo, chiamati a rafforzare la rete territoriale di prevenzione, assistenza e protezione.
L’accordo è stato firmato nella sala Raffaele Recca di Palazzo Celestini dal questore Alfredo D’Agostino, dalla direttrice generale dell’azienda sanitaria Tiziana Dimatteo e dal commissario straordinario del Comune Francesco Cappetta.
L’intesa parte dalla consapevolezza che la violenza contro le donne non possa essere affrontata da una sola istituzione, ma richieda il coordinamento tra forze dell’ordine, sistema sanitario, servizi sociali e strutture specializzate.
Procedure condivise dalla denuncia alla presa in carico
Il protocollo stabilisce procedure comuni per favorire l’emersione degli episodi di violenza, agevolare la denuncia e rendere più tempestivi gli interventi. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento della prevenzione, la formazione degli operatori e la costruzione di una rete capace di accompagnare le vittime dall’emergenza fino al recupero dell’autonomia personale e sociale.
L’accordo avrà una durata di due anni e sarà sottoposto a verifiche periodiche per valutare l’efficacia delle iniziative e aggiornare le procedure operative.
Audizioni protette e formazione per gli operatori sanitari
Attraverso il Commissariato di pubblica sicurezza di San Severo, la Questura garantirà interventi rapidi e ambienti dedicati all’accoglienza e all’ascolto. Tra questi rientra la sala per le audizioni protette, nella quale sarà possibile raccogliere le testimonianze tutelando riservatezza e supporto psicologico.
Saranno inoltre promossi momenti formativi rivolti soprattutto al personale sanitario, con particolare attenzione al riconoscimento dei segnali di rischio, alle misure di prevenzione previste dalla normativa e agli strumenti di tutela disponibili anche prima dell’avvio di un procedimento penale.
La “Stanza Rosa” nell’ospedale di San Severo
L’ASL Foggia attiverà un percorso assistenziale dedicato attraverso l’ospedale “Masselli Mascia” e il Distretto sociosanitario 51. Sin dall’accesso al pronto soccorso, le donne potranno essere accolte nella “Stanza Rosa”, uno spazio protetto nel quale assicurare assistenza sanitaria, sostegno psicologico e tutela della privacy.
Il personale sarà formato per riconoscere anche i segnali meno evidenti di violenza domestica e sessuale, documentare correttamente le lesioni e predisporre percorsi sicuri fino alle dimissioni. La presa in carico continuerà attraverso consultori, medici di medicina generale, pediatri, servizi domiciliari e specialistici, in raccordo con il Centro antiviolenza, i servizi sociali e le forze dell’ordine.
Sostegno psicologico, legale e protezione nelle case rifugio
Il Comune di San Severo, attraverso il Centro antiviolenza, garantirà accoglienza, ascolto e accompagnamento. Le vittime potranno ricevere una valutazione del rischio, sostegno psicologico e legale, orientamento lavorativo e assistenza nei rapporti con i servizi sanitari, sociali e giudiziari.
Nei casi più gravi sarà possibile attivare l’inserimento nelle case rifugio, insieme al trasporto protetto delle donne e degli eventuali figli minori. Il percorso amministrativo era stato avviato durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaca Lidya Colangelo.
“Nessuna donna deve sentirsi sola”
“La violenza di genere non può essere affrontata da una sola istituzione: richiede una rete solida, competente e capace di intervenire con tempestività e continuità”, hanno dichiarato Cappetta e Dimatteo.
Secondo i firmatari, troppe donne non riescono ancora a denunciare o a raccontare quello che stanno vivendo. Per questo le istituzioni devono essere preparate a intercettare il disagio, offrire luoghi sicuri e accompagnare le vittime lungo un percorso che vada oltre la gestione della sola emergenza.












