Una coronaria ostruita al 99%, un infarto miocardico acuto e una corsa contro il tempo tra gli ospedali di Cerignola e Andria. A raccontare l’esperienza è Alessandro Scelzi, già direttore dell’Unità operativa di Radiologia ed ex direttore sanitario delle Asl di Foggia e della Bat, che nei giorni scorsi ha vissuto in prima persona il funzionamento della rete cardiologica territoriale.
Dopo una vita trascorsa negli ospedali da medico e dirigente, Scelzi si è ritrovato improvvisamente dall’altra parte, nelle vesti di paziente. Un’esperienza che lo ha spinto a esprimere pubblicamente la propria gratitudine verso i professionisti che gli hanno salvato la vita e a rilanciare una riflessione sul valore della sanità pubblica e dei presìdi ospedalieri locali.
L’intervento immediato a Cerignola
Il primo anello della catena dell’emergenza è stato il reparto di Cardiologia dell’ospedale “Giuseppe Tatarella” di Cerignola. Scelzi rivolge un ringraziamento particolare alla dottoressa Luigia Bifaro, cardiologa di turno, che avrebbe riconosciuto immediatamente la gravità del quadro clinico e somministrato un potente vasodilatatore.
Un intervento che, secondo il racconto del medico, ha consentito di mantenere una minima quota di flusso nella coronaria ostruita, guadagnando tempo prezioso. Il ringraziamento si estende anche al dottor Rocco D’Alessandro, che ha garantito la continuità dell’assistenza durante le fasi dell’emergenza e del trasferimento.
La stessa cardiologa ha poi accompagnato il paziente verso il centro Hub di Andria, dove era già stata allertata la sala di Emodinamica.
La coronarografia d’urgenza ad Andria
All’ospedale civile “Lorenzo Bonomo” di Andria, Scelzi è stato preso in carico dall’équipe di Emodinamica. Ad attenderlo c’era il cardiologo interventista Giovanni Valenti, che ha eseguito una coronarografia d’urgenza. L’intervento ha permesso di riaprire la coronaria attraverso l’impianto di uno stent, scongiurando conseguenze che avrebbero potuto essere irreversibili.
“Da paziente ho toccato con mano l’eccellenza”
Scelzi sottolinea come l’esperienza abbia rafforzato la sua convinzione sull’importanza di investire nella sanità pubblica, nei professionisti e nelle reti dedicate alle patologie tempo-dipendenti. “Da medico ho sempre conosciuto il valore della professionalità dei colleghi, ora da paziente ho avuto il privilegio di toccare con mano l’eccellenza, l’organizzazione e l’umanità del personale sanitario”, evidenzia. Nel suo intervento, l’ex direttore sanitario richiama l’attenzione anche sul dibattito relativo a razionalizzazioni, accorpamenti e contenimento della spesa. Temi che ritiene importanti, ma che non possono diventare l’unico criterio attraverso cui organizzare la sanità.
“Un ospedale non è un centro di costo”
“Un ospedale non è un centro di costo, è un presidio di sicurezza, un punto di riferimento per una comunità, un luogo in cui competenze, tecnologia e organizzazione si traducono ogni giorno in vite salvate”, scrive Scelzi.
La sua storia, rimarca, dimostrerebbe concretamente l’importanza di mantenere operativo ed efficiente il reparto di Cardiologia di Cerignola, perfettamente integrato con l’Emodinamica di Andria. Secondo il medico, se il primo anello della catena fosse mancato o fosse stato indebolito, l’esito dell’infarto avrebbe potuto essere differente. Da qui l’auspicio che ogni futura scelta sull’organizzazione degli ospedali venga assunta mettendo al centro la salute dei cittadini e la qualità dell’assistenza.









