Le pre-intese sull’autonomia differenziata promosse dal ministro Roberto Calderoli riaccendono lo scontro politico tra Governo e Regioni e aprono uno dei primi fronti della prossima campagna elettorale. Al centro del dibattito c’è la decisione del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, di predisporre un nuovo ricorso alla Corte costituzionale contro gli accordi preliminari, ritenuti potenzialmente lesivi dell’equilibrio tra i territori.
La vicenda, ricostruita dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ha provocato la dura reazione della Lega, che difende il progetto di autonomia differenziata come una delle principali battaglie identitarie del partito.
La replica del Veneto: “L’autonomia non penalizza nessuno”
Tra i primi a intervenire è stato il presidente del Veneto Alberto Stefani, che ha contestato le posizioni del governatore pugliese.
Secondo Stefani, l’autonomia differenziata non comporterebbe svantaggi per altre Regioni ma rappresenterebbe uno strumento capace di migliorare l’efficienza amministrativa nei territori che la applicano. Il governatore veneto ha inoltre ricordato che il percorso trova fondamento nella riforma del Titolo V della Costituzione approvata nel 2001 e ha accusato il centrosinistra di aver ostacolato in Parlamento l’approvazione della legge quadro sull’autonomia con centinaia di ore di ostruzionismo.
Sul tema sanitario, Stefani ha sostenuto che una Regione efficiente dovrebbe poter reinvestire le proprie risorse per garantire servizi migliori ai cittadini, osservando anche che la Puglia è alle prese con un consistente disavanzo sanitario.
Decaro: “Così aumenta il divario tra i territori”
Il presidente pugliese ha ribadito la propria contrarietà al provvedimento, spiegando che le critiche si basano sulle valutazioni tecniche elaborate dagli uffici del Parlamento durante l’istruttoria delle pre-intese.
Per Decaro il rischio è che l’autonomia differenziata, pur modificata rispetto alla versione originaria, finisca per ampliare le disuguaglianze tra le Regioni, soprattutto nell’ambito della sanità, favorendo i territori economicamente più forti a discapito di quelli con maggiori difficoltà finanziarie.
Anche Fontana contro il governatore pugliese
Sulla stessa linea del Veneto si è espresso anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che ha definito incomprensibile la reazione di Decaro, attribuendola a una contrapposizione politica.
Secondo Fontana, un’applicazione corretta dell’autonomia offrirebbe opportunità di crescita a tutte le Regioni e consentirebbe di migliorare i servizi senza penalizzare alcun territorio. Il governatore lombardo ha inoltre criticato quella che considera una lettura esclusivamente politica della riforma.
La controreplica della Puglia
In serata è arrivata una nuova presa di posizione di Decaro, che ha respinto le accuse di cercare visibilità politica.
Il presidente della Regione ha ribadito che il proprio obiettivo è difendere il diritto alla salute dei cittadini pugliesi, sostenendo che il sistema delineato dalle pre-intese rischia di trasferire risorse dalle Regioni in piano di rientro e dai territori economicamente più fragili verso quelli più ricchi.
Decaro ha inoltre evidenziato il pericolo di una competizione tra Regioni nell’attrazione di medici e personale sanitario, favorita dalla possibilità per le amministrazioni più solide di offrire condizioni economiche migliori.
“La Costituzione – ha sottolineato – prevede che i diritti e i servizi siano uguali indipendentemente dal luogo in cui si nasce o si vive”. Da qui l’appello agli altri presidenti delle Regioni, anche di diverso orientamento politico, affinché sostengano l’iniziativa contro le pre-intese sull’autonomia differenziata.








