Al Parco del Gargano la Villani sostituita da Totaro, “ritenuto legato ai Macchiaioli”. L’uomo già nella relazione di scioglimento per mafia di Monte S.Angelo

Fa discutere il passato del direttore facente funzioni dell’ente. Fu infatti citato nel documento prefettizio del 2015

In pochi mesi è finita l’esperienza della giovane Maria Villani alla direzione dell’Ente Parco del Gargano. Dopo la nomina dello scorso 7 aprile 2020 in pieno lockdown e la sottoscrizione del contratto il 26 maggio del 2020, lo scorso 7 settembre il presidente Pasquale Pazienza, come abbiamo raccontato, ha proceduto alla risoluzione del rapporto di lavoro per recesso della parte datoriale, a seguito del mancato superamento del periodo di prova. Il caso ha fatto molto clamore indignando i portavoce pentastellati e chiamando in causa la deputata di Leu ed ex presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni, che ha pronta una interrogazione parlamentare al Ministro Costa.

Ma la presidenza va avanti. Nelle more dell’espletamento della procedura di nomina, che dovrà prevedere una nuova terna, in attesa dell’insediamento del nuovo consiglio direttivo l’ente ha avuto il bisogno urgente di affidare le funzioni di direttore facente funzioni ad un dipendente dell’Ente inquadrato nell’area professionale C, responsabile di Area e titolare di posizione organizzativa.

L’incarico è andato all’ingegner Vincenzo Totaro, responsabile delle risorse umane e degli appalti e dell’informatizzazione dell’Ente. Una figura controversa a Monte Sant’Angelo, comparsa anche nella relazione prefettizia di scioglimento per mafia del Comune micaelico nel 2015.

Questo scriveva l’allora prefetto Latella: “Il Totaro, già assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica nell’attuale amministrazione (il riferimento è alla vecchia giunta Di Iasio sciolta per mafia, ndr), dimessosi dopo l’insediamento della Commissione di accesso, nonché direttore F.F. dell’Ente Parco Nazionale del Gargano di Monte Sant’Angelo, è ritenuto persona legata da rapporti d’amicizia con i ‘Macchiaioli’, in particolare con gli esponenti della famiglia D’Ercole e Ricucci. A conferma di tale vicinanza – si legge ancora nella relazione dell’epoca – si segnala che nel marzo 2014, pochi giorni dopo l’omicidio di Ivan Rosa, nel corso delle conseguenti indagini veniva acquisito il filmato di un circuito di videosorveglianza di un agriturismo, dove si era appena svolta, il 16 marzo 2014, la festa per il quarantesimo compleanno di Pasquale Ricucci alias ‘Fic secc’, ritenuto esponente di spicco della batteria ‘Macchia’”.

Ricucci è infatti ben noto alle cronache, rimasto vittima di un agguato di mafia nel novembre dello scorso anno, trucidato dai killer davanti a casa sua, proprio nella piccola Macchia, frazione di Monte Sant’Angelo.

“Dalla visione del filmato – riportò ancora la relazione di scioglimento del Comune – si nota inequivocabilmente la presenza del Totaro il quale si vede avvicinarsi al Ricucci e
salutarlo in maniera affettuosa e confidenziale. Tale circostanza sembra comprovare la
frequentazione, se non addirittura un rapporto di stretta amicizia tra l’amministratore
comunale e il Ricucci, atteso che la ricorrenza festeggiata porta a escludere che si tratti di
un incontro occasionale. Lo spessore criminale di Ricucci dovrebbe essere noto negli
ambienti comunali e allo stesso Totaro – evidenziò il prefetto -, figurando a suo carico numerosi pregiudizi penali per reati gravi, quali l’associazione di stampo mafioso, l’associazione per commettere omicidi, rapina, estorsione ed altro, nonché frequentazioni con soggetti controindicati, tra cui elementi di spicco nell’ambito delle consorterie mafiose Li Bergolis e Romito”, quest’ultimo gruppo poi soppiantato proprio da Ricucci e da Matteo Lombardi i quali andarono a formare la batteria Lombardi-Ricucci-La Torre, attiva tra Manfredonia, Mattinata e Monte. (In alto, l’attuale prefetto di Foggia, Raffaele Grassi; sotto, Pasquale Ricucci e Vincenzo Totaro)

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