A Vieste è una mattanza, tra omicidi e lupare. Una lunga scia di sangue nel giro di tre anni

Una sequenza impressionante di omicidi e tentati omicidi nella “capitale del Gargano”. Sullo sfondo la faida tra vecchio clan e scissionisti, ultimo a cadere Giambattista Notarangelo

È guerra totale a Vieste dove dal gennaio 2015 ad oggi si sta consumando una vera e propria mattanza. Una lunga sequenza di fatti di sangue partiti dall’uccisione di Angelo “cintaridd” Notarangelo, morto ammazzato nel gennaio del 2015. Ebbe inizio da quella morte la guerra tra gli uomini di Marco Raduano, ex braccio destro di “cintaridd”, poi a capo degli “scissionisti”, e la Notarangelo’s family.

Negli ultimi tre anni sono stati eliminati, oltre allo storico capoclan, il 33enne Vincenzo Vescera, fatto fuori nel gennaio 2017 nei pressi della sua abitazione, il 27enne Giampiero Vescera, ucciso nel settembre 2016 nei pressi di una stazione di servizio, il 46enne Onofrio Notarangelo, fratello di “cintaridd”, morto a gennaio 2017, il 31enne Omar Trotta, vittima di agguato in un locale del centro nel luglio 2017 e, oggi, Giambattista Notarangelo, cugino di Angelo. I due Vescera (senza alcuna parentela tra loro) risultavano vicini a Raduano mentre gli altri ascrivibili alla fazione rivale. A queste morti bisogna aggiungere una vittima di lupara bianca ovvero il 27enne Pasquale Notarangelo, figlio di Onofrio e nipote di “cintaridd”.

Tante morti ma anche alcuni agguati falliti come quello da far west a Girolamo Perna, nel settembre 2016. Il 27enne uscì vivo per miracolo da una sparatoria nel centro cittadino mentre si trovava in compagnia della sua famiglia e alla presenza del figlio piccolo. Ma il tentato omicidio più recente è quello del 21 marzo scorso quando ignoti spararono colpi di fucile calibro 12 contro Marco Raduano che rimase lievemente ferito.

Non mancano le ipotesi al vaglio degli inquirenti dopo l’omicidio di oggi. La prima porta a una risposta dopo l’agguato ai danni di “faccia d’angelo” Raduano, l’altra invece riguarderebbe un presunto regolamento di conti interno ai Notarangelo. Sullo sfondo la guerra di mafia su scala provinciale e i collegamenti coi clan foggiani e quelli dell’Alto Tavoliere. Stando agli investigatori, infatti, il tentato omicidio di Raduano avrebbe legami anche con l’uccisione di Giuseppe Silvestri a Monte Sant’Angelo, ammazzato il 21 marzo 2017.



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