Mappa della mafia in Capitanata, nuovi fermenti sul Gargano. A Foggia si segnala operatività dei Sinesi

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Nuovi assetti sul Gargano, legami con la ‘ndrangheta e storiche rivalità. Nella relazione al Parlamento tracciata dalla Direzione Investigativa Antimafia (periodo primo semestre 2015) si parla anche della provincia di Foggia. Nel tracciare il quadro dell’attività svolta, il ministro dell’Interno ha fatto il punto sullo scacchiere malavitoso in Capitanata. “Nell’area di Foggia – scrive – si segnala l’operatività del gruppo Sinesi-Francavilla, strutturato su legami familiari e vincoli di parentela. Questo, a fronte di una storica rivalità con il gruppo Moretti-Pellegrino, avrebbe raggiunto una stabilità nei rapporti con il clan Trisciuoglio-Prencipe-Mansueto e con il gruppo Gallone-Carbone operante a Trinitapoli, come emerso anche nell’operazione BabeleSempre originario di Foggia il clan Rapinatori, mentre i Di Tommaso e i Piarulli-Ferraro opererebbero su Cerignola. 

A Lucera sono operativi i clan Barbetti e Tedesco, quest’ultimo in conflitto con il clan Bayan-Papa-Ricci che interagisce, a sua volta, con la malavita di Foggia e San Severo. A Mattinata sono presenti i Gentile, mentre a Monte Sant’Angelo e altre aree del Gargano i Li Bergolis che, storicamente in conflitto con il clan Alfieri-Primosa-Basta, sarebbero entrati in contrasto anche con i Romito di Manfredonia.

Proprio l’area garganica starebbe attraversando una fase di riassetto, tendente a ridisegnare la gestione delle attività illecite. La litoranea Vieste-Peschici rappresenta, infatti, la zona che sta registrando un più acceso stato di tensione, conseguente all’eliminazione, avvenuta in località Gattarella il 26 gennaio, in pieno stile mafioso, di Angelo Notarangelo detto “Cintaridd” capo indiscusso del clan Frattaruolo-Notarangelo, confederato ai Li Bergolis.

Non si esclude che a Vieste possa affermarsi un nuovo gruppo criminale, guidato da ex gregari dello stesso Notarangelo (il maggior indiziato sarebbe Marco Raduano, storico braccio destro di “Cintaridd”) e fortemente propenso alla creazione di rinnovate strategie e alleanze.

L’area dell’Alto Tavoliere risente della criminalità di San Severo, da sempre articolata su più clan (Testa, Bredice, Russi, Palumbo Salvatore ex Campanaro e Nardino) alcuni dei quali legati ai sodalizi foggiani e in grado di ramificarsi nelle vicine regioni del Molise e dell’Abruzzo attraverso il traffico di droga, settore che ha portato a contatti anche con esponenti della criminalità calabrese.

Nel Basso Tavoliere, Cerignola si conferma per la peculiare presenza di gruppi criminali strutturati, in grado di proiettarsi fuori regione sia per la gestione dei traffici di stupefacenti che per la realizzazione di assalti ai portavalori con tecniche militari”.