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Home - Marco Raduano erede del boss Notarangelo sul Gargano. Specialità: armi, slot machine… e sigarette

Marco Raduano erede del boss Notarangelo sul Gargano. Specialità: armi, slot machine… e sigarette

Di Francesco Pesante
19 Agosto 2015
in Cronaca
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Marco Raduano

È Marco Raduano detto “Pallone” il nuovo protagonista della criminalità garganica. Lo storico braccio destro di Angelo Notarangelo è cresciuto. Oggi, all’età di 32 anni, è pronto a prendere in mano lo scettro lasciato libero dal suo mentore. Dopo la morte del boss Notarangelo, infatti, “Pallone” si sta facendo notare per una lunga serie di reati. Detenzione di armi, assalti ai tir, racket. Raduano sta segnando un nuovo corso per la criminalità sul Gargano, con epicentro a Vieste. Prima il maxi ritrovamento dell’arsenale della mafia garganica, sorvegliato da un serpente razza “Boa Constrictor” e riconducibile proprio a Raduano poi l’assalto a un tir carico di sigarette in Molise, episodio raccontato oggi nel dettaglio dai carabinieri.

Raduano detto “Pallone” e Notarangelo detto “Cintaridd” sono cresciuti insieme. I due, infatti, solo fino a pochi anni fa, stando alla denuncia di Vincenzo Troia, imprenditore nel settore giochi e videogiochi di Vieste, si facevano consegnare circa 1000 euro al mese da numerosi operatori economici della zona. “Si, ma non te ne uscire con pochi soldi. Fai conto che metti un guardiano e stai tranquillo, tanto pagheranno tutti a Vieste”. Questa una delle tanti frasi pronunciate dal tandem di criminali. “Per non perdere i miei clienti ci mettemmo d’accordo. Davo a Notarangelo e Raduano 4.800 euro ogni sei mesi”, aggiunse Troia. Durante il processo Medioevo, l’imprenditore raccontò di aver versato per quasi due anni una somma pari a 800 euro al mese a titolo esclusivamente estorsivo.

Il serpente a guardia dell'arsenale
Il serpente a guardia dell’arsenale

“Vennero a trovarmi Angelo Notarangelo e Marco Raduano – raccontò il noleggiatore di slot machine -; mi dissero che volevano installare delle slot machine nei locali del paese. Io risposi che per me non c’erano problemi, ma pensai subito all’estorsione perchè quale concorrente viene ad avvertirti che vuole proporre agli acquirenti il tuo stesso prodotto? Lo fa e basta. Qualche giorno dopo mi chiamarono diversi miei clienti dicendomi di aver ricevuto la visita di Notarangelo e Raduano i quali volevano installare slot machine nei loro locali. Ovviamente loro conoscevano la fama di malavitosi dei due e mi chiesero di risolvere il problema, altrimenti non avrebbero più noleggiato le macchinette neanche da me. Fui costretto a rintracciare Notarangelo e per evitare che entrassero nel giro gli feci un’offerta, ossia quella di dargli una parte del denaro proveniente dai miei guadagni”.

angelo notarangelo1
Angelo Notarangelo

Non solo richieste estorsive ma anche assunzioni imposte. Ignazio Rollo, titolare di un villaggio turistico della zona raccontò agli inquirenti: “Incontrai per caso Angelo Notarangelo, il quale mi disse che dovevo mettere un guardiano al villaggio. Poi mi chiese 4mila euro. La stessa richiesta la fece a mio fratello, ma era sempre rivolta a me. Tutto ciò che di losco avveniva a Vieste, Notarangelo lo sapeva”, disse senza mezzi termini l’imprenditore.

Oggi, con Notarangelo al cimitero, proprio Raduano sembra essere riferimento numero uno del malaffare sul Gargano. E per rafforzare la presenza criminale sul territorio, le nuove leve viestane sarebbero sostenute dalla “Società” foggiana, soprattutto per gli affari nel traffico di droga, lungo il canale Vieste-Foggia-Marocco. L’operazione “Gotha” di qualche anno fa svelò, infatti, un traffico internazionale tra Capitanata e nord Africa. “Pallone” si è fatto grande.

Tags: Angelo NotarangelogarganoMafia garganicaMarco RaduanoVieste
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