È scontro politico tra il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera, e il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sul tema dell’autonomia differenziata e delle possibili ricadute sul sistema sanitario regionale.
Con una nota diffusa oggi, Cera critica duramente le dichiarazioni del governatore, che nei giorni scorsi aveva annunciato un ricorso contro la riforma e la volontà di costruire un fronte comune per contrastarne gli effetti.
“Si alimentano paure invece di affrontare i problemi”
Secondo il consigliere regionale leghista, Decaro starebbe indicando nell’autonomia differenziata un nemico che, a suo dire, non ha ancora prodotto effetti concreti.
“Il presidente Decaro ha trovato il nemico perfetto: una riforma che ancora non è entrata in funzione. Se il problema è sempre colpa di Roma o del Nord, non devi mai spiegare cosa è successo qui, in Puglia, in questi anni di governo del centrosinistra”, afferma Cera.
L’esponente della Lega sostiene che le pre-intese sull’autonomia siano ancora in fase di definizione e che dovranno comunque rispettare la Costituzione, i controlli dello Stato e i Livelli essenziali di assistenza (Lea), senza incidere sulle risorse destinate alla sanità pubblica.
Il confronto sui Lea e sulla sentenza della Consulta
Nel comunicato, Cera contesta anche l’interpretazione fornita dal presidente della Regione sui Lea, sostenendo che il sistema nazionale di monitoraggio valuti già oggi qualità ed equità delle prestazioni attraverso numerosi indicatori.
Secondo il consigliere regionale, la Puglia risulterebbe adempiente nelle tre macroaree previste dal sistema di verifica, mentre la Corte costituzionale – aggiunge – non avrebbe bocciato l’autonomia differenziata, ma avrebbe chiesto garanzie e regole chiare per tutelare i diritti dei cittadini.
“Le criticità della sanità pugliese esistono già”
L’affondo politico riguarda soprattutto le condizioni attuali del sistema sanitario regionale.
Per Cera, le lunghe liste d’attesa, il disavanzo sanitario e la mobilità passiva dei pazienti pugliesi verso altre regioni rappresentano problemi già esistenti e non riconducibili alla riforma sull’autonomia differenziata.
Nel comunicato viene inoltre richiamato uno studio dell’Osservatorio dei Conti Pubblici dell’Università Cattolica, che, secondo il consigliere, evidenzierebbe un peggioramento della situazione finanziaria della sanità pugliese.
Cera cita anche l’esempio utilizzato da Decaro sui tempi di attesa per un intervento di protesi all’anca, osservando che il divario tra Bergamo e Bari sarebbe già presente nell’attuale assetto del sistema sanitario.
La richiesta di chiarimenti al presidente della Regione
Il consigliere regionale conclude chiedendo al governatore di fornire risposte su tre questioni ritenute prioritarie: l’utilizzo delle risorse destinate alla sanità, le ragioni delle liste d’attesa ancora elevate e i motivi che spingono molti pugliesi a curarsi fuori regione.
Secondo Cera, il confronto politico dovrebbe concentrarsi soprattutto su questi aspetti, attraverso dati e numeri ufficiali, piuttosto che sulla contrapposizione tra Nord e Sud legata all’autonomia differenziata.









