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Home - Occhi al cielo e tanta paura, i sindaci del Gargano si ribellano alla burocrazia: “Abbiamo progetti fermi da anni”

Occhi al cielo e tanta paura, i sindaci del Gargano si ribellano alla burocrazia: “Abbiamo progetti fermi da anni”

Di redazione
7 Settembre 2014
in Home
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Il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli ha elogiato tutti alla fine di un vertice durato circa un’ora e mezza. “Il Gargano – ha detto – è un territorio fragile. Violato in più parti da un evento eccezionale. Ma posso già assicurare che arriverà un contributo per la fase di emergenza che seguirà a quella di ricognizione”. Ma i sindaci del Gargano restano in ansia, tutti a guardare il cielo sperando nel sole. In questo momento, il promontorio è alle corde. Alcune strade sono ostruite o scomparse del tutto, molte spiagge sono state mangiate da fango e acqua per 10 o 20 metri. Ci sono aziende rurali e zootecniche inaccessibili, quindi al momento è ancora difficile fare una conta esatta dei danni. Il timore per la pioggia resta, visto che molti canali sono ostruiti. L’ansia non è finita e i primi cittadini chiedono a gran forza interventi strutturali. Si punta soprattutto al completamento delle opere idrauliche. Il sindaco di Peschici, Franco Tavaglione, in divisa da volontario, ha commentato: “Sono fiducioso che i diversi attori in campo lavoreranno ma vanno completate le opere idrauliche. Abbiamo un progetto per la Piana di Kalena che ancora non viene preso in esame perché non c’è ancora stata la conferenza dei sindaci. La burocrazia ferma opere vitali. Ci sono ritardi clamorosi”. Poi Tavaglione scappa via: “Appena torno continuerò a dare una mano per togliere le quantità enormi di fango che si sono depositate. Abbiamo un problema serio riguardo alle abitazioni rurali. A Peschici c’è un’alta densità di gente che vive nelle campagne”.  



Vendola dixit

Durante il vertice, i sindaci si sono lamentati per i quintali di pietre, legna, alberi e rifiuti di ogni genere che si trovano a valle. Peschici è stata letteralmente martoriata dall’acqua proveniente dalla Foresta Umbra. Il governatore Nichi Vendola ha esaltato la “moderna macchina della Protezione Civile dopo anni di dilettantismo alle spalle. Il volontariato – ha aggiunto -, oltre la retorica del buon cuore ha bisogno di formazione e integrazione. Davanti a danni giganteschi la collaborazione ha funzionato. Già domani ci saranno delibere di somma urgenza e di cui la regione si farà carico. Bisogna colpire le cause e intervenire sul dissesto idrogeologico. Confermo che chiederemo lo stato di calamità naturale”. Infine Vendola ricorda che sono già stanziati fondi per il dissesto ai quali dovrebbero aggiungersi 10 milioni per i canaloni. “La natura – ha concluso – non è una preda per stagioni di caccia ma va rispettata”.

Cera contro il Consorzio di Bonifica, Sementino duro sui ritardi della burocrazia

Il sindaco di San Marco in Lamis, Angelo Cera attacca il Consorzio di Bonifica Montano di Foggia. “Mi aspettavo almeno un gesto di amicizia invece non è proprio intervenuto”. Michele Sementino, primo cittadino di Vico parla di “territorio martoriato. Ora ci stiamo occupando di ripristinare vivibilità e viabilità. Prima cosa sistemare i canali”. Anche lui va giù duro sui ritardi della burocrazia: “Abbiamo due progetti per canali e falesie a San Menaio. Entrambi bloccati. L’iter è lentissimo. Chiediamo celerità. Il progetto per i canali fu presentato addirittura cinque anni fa mentre quello per le falesie tre anni fa”. Ersilia Nobile, sindaco di Vieste, è convinta a metà del risultato del vertice. “Tutte le strade scomparse sono emergenza o pianificazione? Va fatto un tavolo tecnico per ogni comune. È vero che c’è una forte collaborazione tra i vari comuni garganici ma ognuno ha specifiche criticità”.

Tags: Alluvione GarganoForesta UmbraFranco GabrielliMaltempo GarganoPeschiciProtezione civileSan Marco in LamisVieste
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