• Contatti
domenica 5 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Quella soffiata costata cara al boss, tradimenti e droga dietro la mattanza di San Marco in Lamis

Quella soffiata costata cara al boss, tradimenti e droga dietro la mattanza di San Marco in Lamis

Di Francesco Pesante
17 Ottobre 2018
in Inchieste
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Dietro la strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017, ci sarebbe ancora la guerra tra i clan Romito e Li Bergolis. Ad affermarlo sono gli stessi inquirenti: “Il contesto criminale emerso dalle indagini ha permesso di dare un inquadramento al gravissimo fatto di sangue nelle dinamiche criminali del territorio: in sostanza un passaggio “necessario” per la ridefinizione degli assetti di potere all’interno della criminalità garganica, per la quale Romito, indiscusso esponente di vertice dell’aggregato criminale facente capo all’omonima famiglia, rappresentava un ostacolo”. Per gli arresti operati nelle scorse ore, “la Procura di Bari ha richiesto e ottenuto dal GIP che fosse riconosciuta l’aggravante mafiosa di cui all’articolo 416 bis 1 del codice penale, sia sotto il profilo del “metodo”, che sotto quello della finalità di agevolare il clan mafioso Li Bergolis”.

Dall’operazione Iscaro-Saburo ad oggi

Saverio Tucci

Sono passati ben 14 anni dall’operazione Iscaro-Saburo nella quale fu riconosciuta l’esistenza della mafia garganica. Nelle decine di carte in nostro possesso – relative a quel maxi processo – spunta anche il manfredoniano Saverio Tucci detto “faccia d’angelo”. L’uomo, classe ’73, storico trafficante di droga per conto dei Li Bergolis, avrebbe fatto parte del commando che il 9 agosto dello scorso anno eliminò il boss Mario Luciano Romito, il cognato di quest’ultimo e due contadini innocenti. Una prima anticipazione sul presunto coinvolgimento di Tucci nell’agguato di San Marco in Lamis fu riportata già a febbraio 2018 da l’Immediato. Oggi, a confermare la tesi, è il suo assassino, Carlo Magno, anche lui di Manfredonia. Quest’ultimo uccise Tucci ad Amsterdam per motivi rimasti ignoti.

Magno, nel corso di vari interrogatori, ha ripetutamente riferito agli inquirenti che Tucci gli aveva svelato di aver fatto parte del gruppo che ammazzò Mario Luciano Romito, confermando un’ipotesi investigativa.

La strage di San Marco (nel riquadro, il boss Romito)

I Romito confidenti dei carabinieri

Nel giugno 2004 Tucci fu pizzicato per Iscaro-Saburo e a febbraio 2008 patteggiò in appello una pena di 5 anni e 6 mesi per traffico di droga e riciclaggio, mentre fu assolto dall’accusa di mafia. L’uomo – che stando agli investigatori era vicino ai Li Bergolis – subì anche un sequestro di immobili nel giugno 2007. Iscaro-Saburo inferse una mazzata notevole alla mala del Gargano, dominata dalla faida tra i clan di Monte Sant’Angelo, Li Bergolis e Alfieri-Primosa, nata a fine anni ’70 a causa di litigi tra allevatori.

Inizialmente Li Bergolis e Romito (mattinatesi trapiantati a Manfredonia) erano invece alleati ma successivamente scoppiò lo scontro, alla luce di alcune soffiate dei mafiosi di Mattinata (tra cui lo stesso Mario Luciano Romito) ai carabinieri che portarono all’arresto dei vertici del gruppo rivale. Una sorta di tradimento che scatenò una rivalità tuttora presente nel promontorio e che starebbe alla base della strage di San Marco in Lamis.

Nella foto grande, Rocco Moretti; in alto da sinistra, e in senso orario, i viestani Marco Raduano e Girolamo Perna e il montanaro, Enzo Miucci

Agguati e alleanze

Quel 9 agosto 2017 Tucci non era solo. Con lui c’era il suo concittadino 38enne Giovanni Caterino, arrestato nelle scorse ore dai carabinieri in quanto ritenuto uno degli esecutori materiali della strage. In manette è finito anche Luigi Palena, 48 anni, sempre di Manfredonia, accusato di detenzione e porto di armi. 

Questi soggetti sarebbero vicini al clan Li Bergolis, oggi retto dal boss 35enne, Enzo Miucci detto “u criatur” che avrebbe preso le redini del gruppo criminale in seguito alla detenzione dei capi storici (Armando Li Bergolis è all’ergastolo, mentre i fratelli Franco e Matteo Li Bergolis devono scontare 26 anni di reclusione, ndr) giunta dopo il “tradimento” dei Romito.

Miucci sarebbe a sua volta vicino al clan Perna di Vieste e al clan Moretti di Foggia, come evidenziato dalla Direzione Investigativa Antimafia nell’ultima relazione pubblicata.

Al centro della guerra di mafia, il controllo dei traffici di droga in provincia di Foggia e gli affari “coast to coast” con l’Albania. Mario Luciano, appena uscito dal carcere, puntava a riposizionare il proprio clan ai vertici (come negli anni ’90 quando i Romito controllavano il contrabbando di sigarette), ma è stato eliminato sei giorni dopo la scarcerazione.

Altri omicidi legati, con ogni probabilità, alla guerra per il controllo degli stupefacenti, sarebbero quelli del marzo 2017 quando venne ucciso Giuseppe Silvestri di Monte Sant’Angelo, del giugno 2017 ad Apricena, quando furono ammazzati i “mezzo chilo”, con modalità tipiche della mafia garganica e, infine, quello del luglio dello stesso anno, quando a morire sotto una pioggia di pallottole fu il sanseverese Matteo Lombardozzi.

Tutto mentre sono ancora in corso indagini per individuare altri responsabili della mattanza della vecchia stazione di San Marco in Lamis.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: carabinieriLi Bergolismafiamonte sant'angeloRomitoSan Marco in Lamis
Articolo precedente

“L’uomo dell’impossibile”: Marco Ferrante racconta Sergio Marchionne. Presentazione a Foggia

Articolo successivo

L’ultima notte di Gino Vitali. D’Attis pronto per la nuova Forza Italia in Puglia

Articoli correlati

Antonello Scirpoli

Chi era Antonello Scirpoli, il “Musulin” ucciso a Vieste: dal favoreggiamento della latitanza di Troiano ai racconti del pentito

Mafia, politica e massoneria: nelle carte della DDA il sistema Cerignola, la città dove comanda il clan Piarulli

Roberto Sinesi, Francesco Sinesi, Franco Vitagliani, Emiliano Francavilla, Antonello Francavilla e Giuseppe Francavilla

Ex boss pentito svela la struttura dei Sinesi-Francavilla: “Tre gruppi, una cassa comune e l’alleanza con i Li Bergolis”

Da sinistra, videochiamata Narciso-Barbaro; videochiamata tra i fratelli Palumbo, Emiliano Francavilla e Daniele Barbaro e un primo piano di Armando Li Bergolis

I “talebani”, la “fine della dittatura” e la scarcerazione di Armando Li Bergolis. Le carte sui Francavilla

Dall’Histoire al Replay, fino alla discoteca Domus: quando la mafia foggiana punta sul mondo della notte

Marco Raduano; a sinistra, un momento dell'evasione dal carcere di Nuoro

Raduano esclusivo: “Sono stato un boss, ho commesso reati orribili”. La lettera che scuote la mafia garganica

Ultime Notizie

Gargano

Nuoto Manfredonia domina la gara in acque libere di Sfinale: pioggia di medaglie nella baia del Gargano

La competizione organizzata dalla Lega Navale di Peschici, disputata nonostante il mare mosso, ha premiato gli atleti sipontini. Successi anche...

Incendio a Siponto, evacuato un campeggio con cento ospiti: in azione 24 vigili del fuoco

Roberto Frezza

Muore dopo tre giorni di agonia l’operaio di Apricena ferito sul lavoro nel Potentino

Perde il controllo dell’Audi e finisce fuori strada: grave un uomo, trasferito in eliambulanza

Tamponamento degenera in aggressione davanti a hotel di Manfredonia: indaga la Polizia Stradale, denuncia della Guap

Trascinato dalle correnti per 200 metri, anziano salvato dal bagnino tra Peschici e Vieste

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024