Un nuovo fronte polemico si apre a San Severo sul tema della sicurezza urbana. Al centro della disputa politica c’è la deliberazione n.112 della giunta comunale, approvata il 10 giugno scorso, con la quale l’esecutivo guidato dalla sindaca Lidya Colangelo ha avanzato richiesta formale per la nomina di un Commissario Capo presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza della città. Una decisione che, secondo il consigliere comunale Francesco Sderlenga, è stata assunta “in modo opaco”, senza passare dal Consiglio comunale né informare l’intera assise.
“Un atto che riguarda la sicurezza dei cittadini – afferma Sderlenga – andava condiviso in aula consiliare. La sindaca, invece, ha preferito trattare il tema con una cerchia ristretta di amministratori, mostrando ancora una volta un atteggiamento autoreferenziale. È come se avesse chiesto un voto di fiducia, bypassando il voto del parlamento comunale”.
Il riferimento del consigliere è anche storico e provocatorio: “Ancora una volta – ironizza – pare sia stato ascoltato più l’eventuale consiglio dell’ombra di un moderno cardinale Richelieu, che la voce dei rappresentanti dei cittadini”.
Sderlenga ricorda che l’attenzione dello Stato verso San Severo non nasce oggi, ma risale alla stagione di violenza del 2017, quando l’allora sindaco Francesco Miglio consegnò al ministro dell’Interno Marco Minniti un documento con dieci proposte. Tra queste, l’istituzione del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, poi attuato, e il finanziamento per la realizzazione della Cittadella della Polizia, attualmente in costruzione in via Terranova.
“Il governo di allora – sottolinea Sderlenga – fece la sua parte, istituì il Reparto e stanziò fondi per la cittadella. In quella programmazione è prevista anche l’elevazione del Commissariato, ma con tempistiche già stabilite per il 2029. La Colangelo ha avuto fretta e buona volontà, ma ha dimostrato ancora una volta una preoccupante mancanza di condivisione”.
Il consigliere chiude con una stoccata politica: “Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione delle difficoltà interne alla maggioranza. La sindaca preferisce chiudersi nelle stanze del palazzo, mentre la città avrebbe bisogno di una guida trasparente e partecipata. Magari – conclude – ci informerà il cardinale Richelieu”.













