È polemica a Foggia dopo l’invito, inviato dal Gabinetto della sindaca ai consiglieri comunali tramite posta elettronica certificata, a partecipare alla benedizione delle nuove panchine installate in Piazza Sant’Eligio.
A intervenire è il consigliere comunale Nunzio Angiola, segretario provinciale del movimento Cambia, che in una nota definisce l’iniziativa “l’apoteosi della propaganda”, accusando l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo di trasformare un intervento di ordinaria amministrazione in un evento istituzionale.
“Le panchine dovevano esserci dall’inaugurazione”
Secondo Angiola, le panchine avrebbero dovuto essere collocate fin dal momento dell’apertura della piazza e non costituire motivo di celebrazione dopo un lungo ritardo.
“Non si inaugura una piscina, una scuola, un’infrastruttura strategica o un servizio innovativo – afferma – ma si celebra la collocazione di alcune panchine che avrebbero dovuto essere installate fin dal giorno dell’inaugurazione della piazza. Un ritardo di circa un anno, denunciato da cittadini e opposizione, viene oggi trasformato in un’occasione di autocelebrazione”.
“Troppi eventi, pochi risultati”
Nel mirino del consigliere finisce quello che definisce il metodo comunicativo dell’amministrazione comunale.
Angiola sostiene che negli ultimi tre anni Palazzo di Città abbia privilegiato annunci, conferenze stampa, pose della prima pietra, inaugurazioni parziali e cerimonie rispetto ai risultati concreti.
“Una politica ossessionata dall’immagine e incapace di distinguere ciò che è straordinario da ciò che rappresenta la normale amministrazione”, scrive nella nota.
Le critiche sulla gestione della città
Il consigliere elenca quindi una serie di criticità che, a suo giudizio, continuano a interessare Foggia: dalle strade dissestate al verde pubblico, passando per i rifiuti, le manutenzioni, le periferie e il ritardo delle opere pubbliche.
“L’obiettivo non è risolvere i problemi, ma costruire l’evento. Non amministrare, ma apparire. Non ottenere risultati, ma produrre fotografie e comunicati”, afferma.
Nella parte finale della nota Angiola ribadisce che “le panchine non sono una conquista politica”, ma “il minimo indispensabile in una piazza pubblica”, sostenendo che la città abbia bisogno di “un’amministrazione che lavori in silenzio e lasci parlare i risultati”, anziché di una “regia permanente di eventi, cerimonie e autocelebrazioni”.












