Prosegue il confronto politico sul tema della sicurezza a Foggia. Dopo le critiche rivolte ai Giovani di Forza Italia per i toni utilizzati nei confronti del prefetto, prossimo alla pensione, Paolo Grieco, arriva la replica del movimento giovanile, che respinge le accuse e rilancia puntando il dito contro quelle che definisce promesse rimaste senza seguito.
In una nota, i Giovani di Forza Italia, rappresentati da Antonio Narciso, giudicano “paradossale” l’atteggiamento del consigliere comunale Rignanese e del consigliere regionale Dell’Erba, accusandoli di aver preferito contestare il movimento anziché sostenere le richieste avanzate sul fronte della sicurezza e delle politiche giovanili.
Il riferimento al caso Andrea Tigre
Nel comunicato viene richiamata la vicenda dell’aggressione ad Andrea Tigre, avvenuta nell’ottobre 2025. Secondo i Giovani di Forza Italia, all’indomani di quel grave episodio l’allora prefetto Paolo Grieco avrebbe annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico permanente dedicato al fenomeno delle baby gang e alla sicurezza giovanile, un impegno che, sostengono, “è rimasto del tutto inattuato”.
Il movimento rivendica inoltre la propria presenza alla manifestazione organizzata in città per chiedere maggiore sicurezza e solidarietà ad Andrea Tigre.
“Noi in piazza, loro in campagna elettorale”
Nella nota non manca un affondo politico nei confronti dei due esponenti istituzionali.
“Mentre noi eravamo in piazza sotto la pioggia a manifestare per la sicurezza e la solidarietà ad Andrea Tigre, dove erano i consiglieri Rignanese e Dell’Erba? Erano impegnati a fare campagna elettorale per le regionali”, affermano i Giovani di Forza Italia.
L’accusa di incoerenza
Il movimento conclude parlando di una “palese ed evidente incoerenza” tra gli slogan utilizzati sul ruolo dei giovani e i comportamenti adottati nei confronti di chi, sostengono, chiede semplicemente conto delle promesse formulate.
Secondo i Giovani di Forza Italia, è “inaccettabile riempirsi la bocca con slogan di facciata del tipo ‘i giovani devono restare a Foggia’ o iniziative rivolte alle nuove generazioni, per poi schierarsi contro i giovani stessi non appena chiedono conto degli impegni non mantenuti”.
Il botta e risposta politico sulla sicurezza cittadina, dunque, prosegue e riporta al centro del dibattito il tema delle misure promesse dopo l’aggressione ad Andrea Tigre e delle iniziative rivolte ai giovani.
“Volevo solo fare una precisazione personale: mi dispiace se alcuni toni del mio intervento sono stati interpretati in maniera diversa dalle mie intenzioni. Non c’era assolutamente la volontà di mancare di rispetto al Prefetto o all’istituzione che rappresenta.










