Ad un anno esatto dagli attentati incendiari di preciso stampo mafioso ai danni dei campi di grano dell’imprenditore agricolo Lazzaro D’Auria, il coordinamento provinciale di Libera, ha organizzato la festa della mietitura. Un gesto simbolico, anche perché a causa delle ultime piogge il raccolto non è ancora iniziato. Questa mattina a Borgo Incoronata c’erano tanti agricoltori, insieme ai vertici delle forze dell’ordine. Un momento di riflessione, per essere al fianco di chi, come Lazzaro D’Auria, ha scelto di non piegare la testa davanti alle richieste estorsive della mafia locale.
“Un’iniziativa – ha ribadito Federica Bianchi di Libera Foggia – per non lasciare soli gli imprenditori che decidono di denunciare e per creare comunità. Una comunità attenta, sensibile e responsabile che sceglie da che parte stare”. Anche con il sorriso perché “la lotta alla mafia è gioia di vivere”, ha ricordato Daniela Marcone di Libera. Ai nostri microfoni il questore di Foggia, Ferdinando Rossi, che nel ribadire che la mafia esiste eccome, e che va combattuta anche con queste iniziative, ha detto altresì che sono ancora poche le denunce. Il clima di omertà non fa bene all’intera comunità di Capitanata.











