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Home - Madrepietra, spunta Gatta. Pressioni per assunzioni in Comune: “Sistema quelle due cose poi ci sarò io alle tue spalle”

Madrepietra, spunta Gatta. Pressioni per assunzioni in Comune: “Sistema quelle due cose poi ci sarò io alle tue spalle”

Di Michele Iula
24 Luglio 2019
in Inchieste
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Nelle carte dell’inchiesta “Madrepietra” emergono i rapporti tra il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, e il vicepresidente del Consiglio regionale, il manfredoniano Giandiego Gatta. All’epoca dei fatti (c’è la contestazione del reato di concussione ai danni di una dipendente), entrambi militavano in Forza Italia (prima dell’avvicinamento del primo cittadino alla Lega). Sullo sfondo, la partita incrociata delle Politiche (Gatta era candidato per il Parlamento) e delle Amministrative future, con il sostegno reciproco nelle rispettive campagne elettorali per la rielezione.

“È venuta qui, sta tutta tremando qua…”, dice un dipendente riferendosi alla dipendente a tempo determinato e parziale del Comune, collaboratrice di staff esterna del sindaco con il contratto in scadenza. Il motivo del turbamento, secondo gli inquirenti, sta nella “richiesta” di rinuncia al proprio posto in graduatoria (il primo) per far posto al candidato successivo (terzo classificato), soggetto legato da vincoli contrattuali con il gruppo consiliare di Forza Italia presso la Regione Puglia.

“La condotta illecita – scrivono gli inquirenti – è stata posta in essere dal sindaco Potenza in piena campagna elettorale per le elezioni Politiche del 4 marzo 2018, quando l’indagato, stabilito il legame pre-elettorale con il compagno di partito Giandiego Gatta, avanzava ‘due promesse’ all’avvocato, su esplicita richiesta di quest’ultimo”.

Ecco i riscontri nei messaggi e nelle telefonate

Gatta: Antonio buongiorno. Quando vieni con Paolo? Ricordi di andare anche dall’altro amico per me? Spero di meritare una tua mano stavolta. Me lo hai promesso. Attendo tua. Ti abbraccio.

Potenza: Stai tranquillo Giandiego. Sto già lavorando molto per te e spero veramente che tu ce la faccia. Spero che il 5 marzo tu possa accettarmi come tuo braccio destro.

Gatta: Vai anche dall’amico che andammo a trovare insieme. Devo vincere e farti vincere dopo! Non ti preoccupare ci sarò io alle tue spalle a te… Mantieni la parola che mi hai dato di quelle due cose, poi me la vedo io.

Potenza: Io una parola sola tengo.

Gatta: Come un giuramento che ti ho fatto, basta.

Nella ricostruzione, si evince la volontà di favorire, per ragioni politiche (sarebbe una delle “due cose” richieste da Gatta), uno dei candidati (che era ottavo nella graduatoria del Comune per la posizione di collaboratore amministrativo), spingendo la seconda in graduatoria ad accettare l’incarico a tempo indeterminato presso il Comune di Andria. “La candidata ha rinunciato ad un suo diritto – concludono nelle carte dell’indagine -, perché costretta senza alcun tornaconto personale, in quanto l’atteggiamento del sindaco Potenza determinava in lei la paura di subire ripercussioni negative alla propria vita lavorativa (‘non potevo rinunciare’, ‘sono stata costretta’ e ‘il sindaco è un mio superiore, rivesto una posizione di sudditanza’”).

Tags: Antonio PotenzaApricenaGiandiego GattaMADREPIETRA
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