Il tema del terzo mandato agita nuovamente la maggioranza. Dopo le tensioni in Consiglio dei ministri sull’impugnativa contro la legge del Trentino, che avrebbe consentito a Maurizio Fugatti un terzo mandato, da Fratelli d’Italia arrivano segnali di cauta disponibilità. “Sul terzo mandato siamo laici”, ha dichiarato a la Repubblica Giovanni Donzelli, fedelissimo di Giorgia Meloni, mentre il capodelegazione FdI al governo, Francesco Lollobrigida, ha parlato di una discussione “senza pregiudizi”, ma dai contorni ancora indefiniti.
Più esplicito Matteo Salvini, che da Foggia, rispondendo ai giornalisti sul tema, ha ribadito la posizione della Lega: “Terzo mandato? Se il centrodestra ci darà ragione sarò contento perché bisognerà fare in modo che siano i cittadini a scegliere”, ha detto il vicepremier, come riportato dall’Ansa. “Diciamo che le mie giornate sono piene di altro”, ha poi tagliato corto, pur lasciando intendere che la battaglia politica resta aperta.
Governatori in pressing: Fedriga e Zaia chiedono una svolta
I presidenti di Regione del Nord non restano a guardare. In occasione del festival delle Regioni, riuniti a Palazzo Balbi a Venezia, hanno limato un testo condiviso – riferisce la Repubblica – per chiedere ufficialmente a Palazzo Chigi di riaprire il dibattito. Il documento parla di un “doveroso approfondimento” sulla disciplina dei limiti ai mandati, suggerendo che una revisione “improntata a criteri di equilibrio e responsabilità” potrebbe rafforzare la continuità amministrativa.
Il testo, votato anche dai presidenti di centrosinistra Eugenio Giani, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca, ha l’obiettivo di presentarsi a Roma con una posizione unitaria. Domani, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, porterà la questione direttamente a Meloni, trattenuta nella Capitale per un’influenza. “Anche lei è umana e si ammala”, ha detto Fedriga con tono distensivo. Meno morbido Luca Zaia: “L’impugnativa? Temeraria. Il problema è nazionale”. Sulla stessa linea Attilio Fontana, che chiede chiarimenti e richiama il governo al principio dell’autonomia regionale, “non derogabile”.
Fratelli d’Italia prende tempo. L’opposizione all’attacco
Mentre Lollobrigida assicura che l’incidente non mette in crisi la coesione dell’esecutivo e il ministro Matteo Piantedosigarantisce che “la questione sarà riconsiderata”, all’interno di Fratelli d’Italia prevale la prudenza. Prima di qualsiasi decisione, si attenderà il giudizio della Corte costituzionale sul caso trentino. “I tempi saranno lunghi”, ricordano fonti di maggioranza a la Repubblica.
Nel merito, le divergenze restano. Il leader di Forza Italia Antonio Tajani non ha cambiato idea: “Due mandati sono abbastanza”.
Il centrosinistra affonda: “Si dividono per le poltrone”
L’opposizione intanto sfrutta il caos a destra. La segretaria del Pd Elly Schlein accusa: “Il governo si spacca sulle poltrone”, mentre Enrico Borghi, esponente di Italia Viva, afferma che “Meloni usa il terzo mandato per ridimensionare la Lega”.
Nel tentativo di alleggerire la tensione, Fedriga e Zaia scherzano pubblicamente: “Potremmo lanciare il tandem, io in Veneto e lui in Friuli”, ma la partita resta apertissima. E sul tavolo di Meloni è già arrivato il conto politico.













