“Son contento perché dopo qualche periodo di difficoltà a Foggia e in Puglia sto incontrando una marea di gente, ho incontrato sindaci, amministratori locali, consiglieri di opposizione, imprenditori, non vedo l’ora che arrivino le Regionali perché la Lega sarà la bella sorpresa. Se il centrosinistra pensa di aver già vinto si sbaglia di grosso”.
I numeri della Lega al Sud sono tornati quelli dei tempi di Bossi o giù di lì. Non ci sono più le folle oceaniche del Matteo Salvini ministro dell’Interno del governo gialloverde, ma da ministro dei Trasporti e con i Fratelli d’Italia lacerati un po’ ovunque da lotte intestine per le leadership locali tra fittiani e purissimi meloniani della prima ora, la Lega potrebbe calamitare nuovamente nuovo ceto politico.
Nello spazio esterno del Samì a Foggia si sono visti diversi ex pentastellati o epurati del MoVimento. Luigi Starace da Manfredonia è andato a ringraziare il Capitano perché da alcuni dossier la sua figura emerge come vero oppositore della vicenda Energas. Sarebbe stato Matteo Salvini a mettere la vera pietra tombale in Consiglio dei Ministri sul progetto.
Si è visto, defilato, l’ex sindaco Franco Landella, che in quella famigerata estate consegnò le chiavi della città al leader. La famiglia Landella-Di Donna dovrebbe fare campagna elettorale per l’Udc, con Michaela Di Donna candidata consigliera alle prossime regionali. Ma nulla è scontato.
Si è visto l’avvocato Luigi Miccoli, che dopo aver stracciato le oltre 100 tessere meloniane a lui riferite, potrebbe avvicinarsi alla Lega. Alcuni suoi amici sono stati a Frosinone qualche giorno fa per un meeting insieme all’ex senatore Umberto Fusco di Noi con Vannacci, il movimento che si ispira al generale ed europarlamentare Roberto Vannacci.
Matteo Salvini è stato dirottato a Foggia nel giorno di assenza di Napi Cera, assai osteggiato nel mondo leghista legato al collega regionale Jo Splendido.
Cera, che è sostenuto dall’europarlamentare Aldo Patriciello, sta spingendo Salvini affinché sia nominato presidente del Parco del Gargano l’avvocato Gianni Maggiano. Il ministro Pichetto Fratin ha però fatto sapere a più riprese che la nomina sarà in quota Forza Italia. Prima della fine dell’estate Raffaele Di Mauro potrebbe avere l’incarico.
È una lotta senza quartiere quella fatta a Napi Cera dai leghisti, che pur riconoscendone il valore di traino di lista delle prossime regionali, non possono accettare che sia lui l’eletto. Il padre Angelo Cera starebbe infatti già vagliando altri lidi: il consigliere regionale sammarchese potrebbe anche approdare in casa Lupi.
“La Lega vuole che il candidato presidente alla Regione Puglia arrivi il prima possibile – ha detto Salvini ai microfoni -, già la settimana prossima per la Lega dovrebbe esserci non solo il candidato ma anche la squadra, il progetto. Noi donne e uomini da mettere a disposizione ne abbiamo ma siamo una squadra, siamo una coalizione ed è una partita che vogliamo giocarci come Lega. Sono troppe le mancate promesse da Emiliano, dal Pd, dai 5 Stelle e dalla sinistra su molti fronti. Ero a Taranto, lì ci sono stati troppi posti di lavoro persi. Siamo pronti, la Lega è pronta. Siamo fortissimi in tutte le province a partire subito da Foggia, conto che il centrodestra trovi il candidato non nelle prossime settimane, ma tra qualche giorno: una donna o un uomo in gamba, non pretendo nulla se ci chiederanno di esprimere un nome, noi ne abbiamo più d’uno. Ne abbiamo tanti che potrebbero fare meglio di Emiliano, in provincia di Foggia Joseph Splendido era, è e sarà un riferimento”.









