Torna a preoccupare la situazione delle risorse idriche in Puglia. In appena una settimana gli invasi hanno perso 12,66 milioni di metri cubi d’acqua, pur mantenendo un livello di riempimento pari al 77%, grazie alle abbondanti precipitazioni registrate tra l’inverno e la primavera del 2026.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che, in occasione dell’Assemblea nazionale dell’ANBI in corso a Roma, chiede di accelerare la realizzazione di nuove infrastrutture per trattenere l’acqua piovana e ridurre le perdite della rete idrica.
Il recupero delle riserve non basta
Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche dell’ANBI, le piogge dei mesi scorsi hanno consentito di recuperare circa 76 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi della Capitanata rispetto alla fine del 2025.
Tuttavia, l’aumento delle temperature e dei consumi irrigui sta già determinando una progressiva diminuzione delle riserve, evidenziando la fragilità del sistema.
Anche gli invasi della Basilicata – Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello – mantengono una disponibilità elevata, pari all’81% del volume autorizzato, con circa 128 milioni di metri cubi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“L’acqua va trattenuta quando c’è”
Per Coldiretti Puglia, i dati dimostrano che il problema non è soltanto la quantità di pioggia, ma la capacità del sistema di conservarla.
“Le piogge del 2026 hanno dato respiro alle campagne pugliesi e hanno consentito di ricostituire una parte importante delle riserve idriche, ma sarebbe un grave errore pensare che l’emergenza sia alle spalle”, afferma il presidente regionale Alfonso Cavallo.
“I cambiamenti climatici ci consegnano un’alternanza sempre più frequente tra precipitazioni intense e lunghi periodi di siccità. L’acqua che cade va trattenuta quando c’è, perché sarà quella che servirà nei mesi estivi”.
“Basta piani, servono cantieri”
Dall’Assemblea nazionale dell’ANBI è arrivato anche l’appello del segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che chiede di passare definitivamente dalla gestione dell’emergenza alla realizzazione delle opere.
“L’acqua è la più grande infrastruttura strategica del nostro Paese. Di fronte all’avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze”, ha dichiarato.
Secondo Gesmundo occorre ammodernare una rete idrica che continua a disperdere quantità significative di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio e accelerare la cantierabilità delle opere già progettate.
“Da anni discutiamo di piani, strategie e programmi. Oggi il Paese ha bisogno di cantieri”, ha aggiunto.
Le richieste di Coldiretti Puglia
Per l’organizzazione agricola è necessario accelerare gli investimenti sugli invasi programmati, ridurre le perdite della rete idrica e migliorare l’efficienza della distribuzione.
“Il problema non è soltanto la scarsità d’acqua, ma l’incapacità del sistema di conservare quella che arriva con eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati”, sottolinea il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.
L’obiettivo, conclude l’associazione, è rendere il sistema idrico regionale più resiliente ai cambiamenti climatici, garantendo acqua alle imprese agricole, ai cittadini e ai territori anche nei periodi di maggiore stress climatico.











