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Home - Salvemini scatenato su D’Alba: “Finanzia l’Attacco e mi dissero che era legato a soggetti poco raccomandabili”

Salvemini scatenato su D’Alba: “Finanzia l’Attacco e mi dissero che era legato a soggetti poco raccomandabili”

L'ex assessore sentito nell'ambito dell'inchiesta "Giù le mani". La vicenda della pubblica illuminazione e le presunte pressioni per ottenere l'appalto

Di Redazione
23 Giugno 2024
in Inchieste, Manfredonia
Rotice e D'Alba; nel riquadro, Salvemini

Rotice e D'Alba; nel riquadro, Salvemini

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È un fiume in piena Angelo Salvemini, ex assessore di Manfredonia indagato in “Giù le mani”. Nel secondo interrogatorio a cui si è sottoposto davanti ai pm della procura di Foggia, il politico ha ricordato il caso pubblica illuminazione, mega appalto sul quale, nel 2022, ci fu l’interesse dell’imprenditore Michele D’Alba, attualmente indagato per favoreggiamento della mafia foggiana e raggiunto da due interdittive antimafia, una nei confronti della società “Tre Fiammelle”, l’altra a carico della “Lavit spa”. D’Alba è stato anche citato di recente dal collaboratore di giustizia, Giuseppe Francavilla.

All’epoca dei fatti la pubblica illuminazione era gestita dall’azienda “Engie”, motivo del contendere tra Salvemini e l’allora sindaco Gianni Rotice (anche lui indagato in “Giù le mani”, ndr), accusato dall’ex assessore di voler favorire l’amico D’Alba per l’importante appalto.

“Venne da me Michele D’Alba a chiedermi di potermi interessare affinché intercedessi con i referenti di questo PPP (il partenariato pubblico-privato, ndr) di questi proponenti per inserirlo in ATI in questo appalto – ha ricordato Salvemini -. Mi contatta telefonicamente. Mi chiede di lasciare il telefono. E usciamo fuori, su via Campanile, dove c’era l’uscita secondaria. Sostanzialmente accade questo e mi chiede, dice: ‘Sai, lì c’è il progetto della pubblica illuminazione che è stato presentato alla Engie’; io dico: ‘Guarda Michele, io non so assolutamente nulla – ho detto – però fammi informare. Dice: ‘No a me interesserebbe, insomma, perché anch’io vorrei partecipare. Se vogliono fare un’ATI…’. Io fino a quel momento non sapevo neanche cosa fosse un’ATI, associazione temporanea… non lo sapevo”.

Poi ancora su D’Alba: “So bene che incidenza ha avuto nelle votazioni, nell’elezione di Rotice e so bene anche… esprime un consigliere e un assessore, stiamo parlando di Michele Paglione che era stato sponsorizzato da suo genero, ehm, Raffaele De Nittis (genero di D’Alba, ndr) ed esprime un assessore che è Grazia Pennella. Grazia Pennella è una persona, un suo fiduciario, un avvocato di fiducia delle sue aziende, ma questo emerge per tabulas, lo si può vedere, anzi, proprio in un’ultima causa…”.

Salvemini ha poi ricordato l’incontro con un dirigente comunale e infine con un referente di “Engie” al quale riferì dell’interesse di D’Alba. “Mi disse: ‘No, guardi assessore, chiariamoci subito, noi con Michele D’Alba non vogliamo avere niente a che fare per diverse ragioni tra le quali sicuramente la brutta esperienza che abbiamo avuto su Troia – perché erano in ATI in un appalto su Troia – e poi perché riteniamo che, insomma, sia legato a soggetti poco raccomandabili su Foggia e quindi non vogliamo avere niente a che fare; – dice – però assessore, se voi volete, l’amministrazione, revocate la delibera dei commissari e potete decidere di dare un altro indirizzo e valutare altre proposte’. Risposi: ‘No, no, no, no, fermi, fermi, forse ci siamo capiti male – ho detto -, ci mancherebbe altro, nessuna… io glielo comunico e quindi non c’è problema’”.

L’ex assessore manfredoniano avvisò D’Alba: “Gli ho detto: ‘Guarda Michele, io ho parlato con il referente, non ne vogliono proprio sapere’. E lui incomincia a fare: ‘Eh, vabbè, ma non è così, bisogna vedere perché, per qua…’. Insomma, ho detto: ‘Senti Michele, io più che dirti questo non lo so'”. Successivamente glielo ribadì: “Gli ho detto: ‘Senti Michele, non mi dire niente, io non so più come dirtelo, parla col tuo amico, col sindaco, io non ho problemi'”.

“Senti Michele, io non so più come dirtelo, io ho parlato anche col sindaco il quale però mi schiva; – ho detto – fate una cosa, io non ho problemi, io capisco”. E ancora: “Ma veditela con l’amico tuo, col sindaco, da me che vuoi?” – ‘Eh, ma non sai che cos’è? È una questione di equilibri politici – dice – perché sennò…’; ‘Ho capito Michele – ho detto – tu parli di equilibri politici con me’. Cioè in buona sostanza la minaccia dove sta, però chiaramente io non l’ho percepita come diretta ad Angelo Salvemini perché lui sapeva bene che con me di equilibrio politico non poteva parlare, però era riferito all’amministrazione. Dice: ‘Allora qua facciamo un discorso di equilibrio, qua ci sono degli equilibri politici da salvaguardare’. Ho detto: ‘Michele, questo lo devi fare col tuo amico, sto discorso, non con me, perché tu a me, senza offesa, io ti ho conosciuto a te il giorno della vittoria del ballottaggio”.

Bordate a Rotice: “Il sindaco Rotice che ho provato a par’…, con il quale ho provato a parlarci di questa vicenda così come di Guarda che Luna, ha fatto il doppiogiochista con me perché mi ha fatto credere che io me la dovevo vedere ed ero autonomo come assessorato; quando gli andavo a rappresentare queste pressioni che mi erano venute da Michele D’Alba, persona a lui nota, lui c’ha affari con Michele D’Alba, c’hanno le società insieme, non è che lo devo dire io! Quindi sappiamo beni’… Qui ci sono accordi ventennali tra questi signori! Cioè questi hanno delle cointeressenze economiche che vanno avanti da una vita! Cioè non c’è bisogno di sapere ancora che c’è un accordo tra questi due, per forza!”.

Sulla vicenda pubblica illuminazione, la “Elettrogesuele” riconducibile a D’Alba fece richiesta di accesso agli atti. “Mi disse: ‘Va bene, va bene, non voglio entrare in Ati e allora mo faccio una richiesta di accesso agli atti e poi vediamo’”.

Salvemini ha anche ricordato di una interlocuzione con un architetto, dirigente di Cerignola “perché la Engie è anche fornitrice del servizio a Cerignola”. Il referente della “Engie”, stando a Salvemini, parlò all’ex assessore di questo architetto che gli disse: ‘Meh, fatelo entrare in Ati così la smette di scrivere su l’Attacco‘“. Secondo Salvemini “Michele D’Alba è notoriamente il finanziatore del giornale l’Attacco tant’è vero che l’Attacco, quando ha preso i guai da parte anche del capo della Dda che gli ha detto che nega la mafia, quando ha preso l’interdittiva D’Alba e là gli ha negato la mafia, praticamente”. Il riferimento è all’intervento, in commissione antimafia a Roma, del capo della Dda di Bari, Roberto Rossi che parlò della linea negazionista del giornale l’Attacco, finanziato proprio da D’Alba.

La pubblica illuminazione, dopo una lunga telenovela, è stata assegnata soltanto di recente al colosso “Edison”. È stato necessario l’impegno dell’attuale commissaria straordinaria del Comune di Manfredonia, Rachele Grandolfo per mettere fine alla vicenda.

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Tags: D'Albal'Attaccosalvemini
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