Il 79% delle Rsa pugliesi è irregolare. Lo certifica la relazione sull’attività ispettiva del Nirs (Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario) che ha setacciato le residenze per non autosufficienti e disabili. La prima fase di controlli coordinati da Antonio La Scala, iniziata alla fine di marzo scorso, ha fatto emergere un quadro inquietante, soprattutto nelle province di Lecce e Taranto, dove si sono riscontrate carenze anche nel 100% dei centri ispezionati. L’indagine ispettiva fa emergere che molte strutture (Rsa e centri diurni), pur avendo ottenuto parere favorevole da parte del competente Dipartimento di prevenzione, possiede “carenze in relazione ai requisiti organizzativi” in relazione ai requisiti previsti dai RR n. 4/2019 e RR n. 5/2019. Per questo motivo, stanno per partire le diffide ai legali rappresentanti delle strutture al fine di sanare le carenze rilevate, concedendo un termine perentorio di 30 giorni.
Il procedimento amministrativo sta portando alla revisione di diversi accreditamenti e, in alcuni casi, alla revoca degli stessi. La deadline è fissata al 31 agosto, termine entro il quale la Regione Puglia avrà un quadro compiuto del sistema. Intanto, il presidente della II commissione, il lucerino Antonio Tutolo, ha annunciato che porterà gli atti in Procura per consentire la valutazione di eventuali reati. La prossima settimana è stata fissata una nuova seduta, durante la quale saranno ascoltati i responsabili dei Dipartimenti di prevenzione delle Asl.
“Gravi carenze nella maggior parte delle strutture”
A marzo del 2021 i dipartimenti di Prevenzione delle Asl sono stati incaricati di verificare il possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, in relazione ai posti assegnati ai fini della conferma dell’autorizzazione all’esercizio e del rilascio all’accreditamento. “Per dare uniformità alle attività di verifica dei requisiti – precisano -, sono stati predisposti appositi modelli, nonché circolari esplicative”. Quindi nessuna possibilità di creare meccanismi con pesi e misure diverse nelle valutazioni.
La situazione attuale degli esiti delle verifiche è riportata in una tabella presente nella relazione del Nirs. “Si segnala che i termini per la conclusione dei procedimenti si stanno dilatando nei mesi a causa delle costanti e gravi carenze nello standard organizzativo che si riscontrano nei confronti della maggior parte delle strutture, carenze rilevate anche se è stato rilasciato il parere favorevole sul possesso dei requisiti da parte dei dipartimenti di Prevenzione. A ciò si aggiungano i casi in cui i dipartimenti trasmettono gli esiti delle verifiche con documentazione a supporto totalmente o parzialmente carente. Per esempio, alcuni hanno indicato soltanto il nome del responsabile sanitario della struttura senza indicare il titolo di studio, specializzazione, data di nascita e numero di iscrizione all’ordine professionale.
Quasi tutte irregolari a Taranto e Lecce
Fa impressione leggere il “livello di carenza” riscontrato nelle verifiche per l’autorizzazione all’esercizio di strutture destinate ad offrire servizi a non autosufficienti e disabili. Sono state effettuate 212 ispezioni su 359 centri, questi sono i livelli di carenze riscontrati: il 100% irregolare nelle province di Taranto e Lecce; 81% nel Barese, 60% nel Foggiano, 40% nella Bat e nessuna nel Brindisino, ma solo perché i controlli non ci sono stati. Come si evince dal report, il dipartimento di Prevenzione della ASL BR non ha effettuato alcuna attività di verifica dei requisiti né ai fini delle conferme delle autorizzazioni all’esercizio (strutture insistenti nella propria Asl) né ai fini del rilascio degli accreditamenti (in relazione alle strutture insistenti nella ASL TA).
Inoltre, il dipartimento di Prevenzione della ASL TA ha effettuato 11 verifiche dei requisiti su 39 incarichi conferiti ai fini delle conferme delle autorizzazioni all’esercizio (strutture insistenti nella propria Asl) con una percentuale del 28% di attività svolta sul totale delle strutture da verificare. Ai fini della verifica relativa ai requisiti di accreditamento rilascio degli accreditamenti non ha effettuato alcuna attività (in relazione alle strutture insistenti nella Asl Br). Nella relazione è riportato che è in corso di approvazione una deliberazione di Giunta regionale con la quale si intende assegnare ai direttori dei dipartimenti di Prevenzione delle Asl il termine perentorio del 31 agosto 2023 per concludere le attività di verifica del possesso dei requisiti nei confronti delle RSA e Centri diurni interessati dal processo di conferma delle autorizzazioni all’esercizio e del rilascio degli accreditamenti. In caso di mancata conclusione delle attività di verifica saranno attuati i poteri sostitutivi. Nelle ultime settimane era emerso con forza il tema dei controlli in tutte le strutture sanitarie, dopo le frequenti ispezioni soprattutto al Don Uva e i conseguenti interventi di consiglieri regionali e parlamentari. Evidentemente, quel tipo di attenzione dovrebbe essere molto più esteso, visti i problemi urgenti (e gravi) in altre province della Puglia.
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