Mafia foggiana, ecco la lista degli imprenditori taglieggiati. “Il pizzo vissuto come un’assicurazione, un canone periodico”

Nella lunga ordinanza cautelare firmata dal gip Francesco Agnino, tutti i nomi delle vittime dei clan. I dettagli del maxi blitz “Decimabis” contro le batterie della “Società Foggiana”

Estorsioni e assunzioni imposte. Ma anche molto di più. Un’intera città sotto lo scacco delle batterie mafiose della “Società Foggiana”. Questo raccontano le carte dell’operazione “Decimabis”. Nella lunga ordinanza cautelare firmata dal gip Francesco Agnino, ci sono i nomi di tutti gli imprenditori taglieggiati. Secondo il pm della DNA, Giuseppe Gatti, “a Foggia l’estorsione è vissuta come un’assicurazione, un canone periodico”. Un passaggio eloquente è invece contenuto nella stessa ordinanza e riguarda le infiltrazioni nelle Pa. Secondo i giudici “la Società Foggiana – come metastasi tumorale in grado di infettare ogni ganglio della società civile della città di Foggia – era riuscita ad influenzare la pubblica amministrazione realizzando un controllo capillare anche sull’azione amministrativa”.

Le imprese taglieggiate 

Nell’ordinanza, l’elenco di imprenditori e aziende costretti a sottostare alle batterie mafiose foggiane: Sinesi-Francavilla, Moretti-Pellegrino-Lanza e Trisciuoglio-Tolonese-Prencipe. Tra le vittime, la “Buononato snc”, agenzia di pompe funebri costretta a versare una tangente periodica di 3mila euro al mese. Colpita anche l’impresa “Fabbri srl” che si occupa di scavi e movimento terra. L’imprenditore titolare costretto a versare 1200 euro al mese. E ancora, Alessandro Carniola, promoter dell’agenzia di scommesse denominata “Easy World” dell’agenzia di scommesse “New Beat 0861” e titolare della “New Coffee 0861”. Per lui tangente mensile di 1500 euro poi ridotta a 1000 euro a seguito del mutamento delle strategie criminali.

Estorsione alla “Daunia Spedizioni srl” con l’amministratrice costretta a versare una tangente non quantificata e assicurare tre posti di lavoro in favore di persone indicate dai clan. C’è poi il fantino, chiamato a truccare le corse dei cavalli. La vittima doveva versare una tangente di 2mila euro corrispondente ad una perdita derivante da un originario investimento di 5mila euro per pilotare una gara ippica, per il quale era stato possibile un recupero parziale di 3mila euro. La minaccia: ‘Ti sfascio le corna a te e questo Massimino. Vengo a Foggia e vi vengo ad acchiappare. Abbiamo preso tremila euro… abbiamo perso duemila euro sopra i cinque… i soldi li ho fatti cacciare a loro… ho detto i soldi li cacci tu… fantino… i soldi me li dai tu e quel figlio bastardo e cornuto… ho detto ti devo uccidere mi devi portare i soldi… e adesso dalla prossima volta.. tu fai quello che dico io… no quello che dici tu… tanto adesso l’ho capito il sistema’”. Altri due fantini sarebbero finiti nel mirino dei boss e costretti a truccare il “Premio Gubbio” presso l’ippodromo di Castelluccio dei Sauri. Il diktat era quello di non arrivare nelle prime tre posizioni della gara.

Non veniva risparmiato neanche il mercato settimanale di Foggia. Un commerciante di Cerignola costretto a versare 3mila euro altrimenti non avrebbe più potuto svolgere la sua attività lavorativa a Foggia. Oppure limitarsi alla sola vendita di cipolle e patate. Nella lista delle vittime, i noti fratelli Fedele e Franco Sannella, ex proprietari del Foggia Calcio. Franco Sannella amministratore anche del pastificio “Tamma”. Per loro la richiesta di consegnare 3mila euro al mese per evitare ritorsioni e assumere in “Tamma” persone vicine alle batterie. Nel mirino anche i bar. Al titolare di un’attività la richiesta: “Devi metterti apposto e ci devi dare quello che ci devi dare”. Nell’ordinanza anche la tentata estorsione ai danni dell’impresa “Barbarossa Selezione Arredamenti” e quella all’azienda dei fratelli Rinaldi operante nello stoccaggio della paglia.

Giuramento di sangue

Tutto parte da un patto di sangue tra i boss. Una sorta di accordo di non belligeranza scaturito dalla necessità di rilanciare il “brand” Società Foggiana, scalfito dall’operazione “Decima Azione” del 30 novembre 2018. Da tale giuramento di sangue segue il riconoscimento di uno status di protezione, anche indiretto solo per l’appartenenza alla batteria è significativo dell’essere “uomo a disposizione”.

Da qui “è emerso – si legge nell’ordinanza – che uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali, per finire alle corse dei cavalli. È emersa l’esistenza di una lista contenente i nominativi degli imprenditori sottoposti ad estorsione, circostanza sintomatica di una vera e propria cappa di sopraffazioni e abusi in danno dei settori produttivi operanti nella città di Foggia”.

La lista delle vittime e quella riunione sotto Natale

“Si osserva – scrivono ancora gli inquirenti – che Aprile Alessandro fa espresso riferimento alla lista dei cosiddetti ‘cesti‘. Palumbo Raffaele riferisce ad Aprile Alessandro ‘che stiamo aspettando il fatto della lista… che avete detto che Francuccio doveva fare la lista… il fatto degli imprenditori’. Francavilla Ciro informava Aprile Alessandro e Tizzano Francesco a proposito della necessità di tenere una riunione tra le batterie prima del 24 dicembre, per attribuire l’incarico ad una o due persone, di custodire la lista delle estorsioni ed effettuare il giro di riscossione del pizzo, affinché nessuna estorsione sfuggisse alla contabilizzazione: ‘prima del 24 ci sediamo tutti quanti… uno o due devono fare il giro, uno deve tenere la lista in mano, deve fare il giro, lui è il responsabile della lista e del giro, uno’. Tizzano Francesco, riferendosi alla lista degli imprenditori assoggettati dalla batteria Moretti/Pellegrino/Lanza, rendeva noto di averla appena ricevuta da Bruno Rodolfo (ucciso a metà novembre del 2018) che lo aveva incaricato di provvedere alla riscossione delle rispettive tangenti”.

“Tizzano, in ogni caso – riporta ancora il documento -, si mostrava concorde con quanto asserito da Francavilla Ciro, affermando che alla riunione dei vertici avrebbe riferito a proposito delle identità degli imprenditori che gli avevano consegnato il denaro. Infatti, il confronto tra le tre batterie, sarebbe stato utile a verificare l’esistenza di qualche imprenditore non ancora assoggettato: ‘io ancora ora l’ho presa… sono andato da Rodolfo e ha detto veditela tu… a posto. allora io ora mi sono andato a vedere chi sta ed allora io me ne devo andare in base a quello che tu mi dici… ecco perché poi ci sediamo: questi sono che hanno pagato, manca qualcuno?…si Francù qua manca questo, manca quest’altro, non manca nessuno… dobbiamo attaccare'”.

Le soffiate del pentito

“Anche Verderosa Carlo (ex “morettiano”, collaboratore di giustizia dal dicembre 2018, ndr) riferisce nel verbale del 16 gennaio 2020 che per i Trisciuoglio e per i Moretti la lista è una sola. Formidabile riscontro è offerto dal sequestro eseguito il 20 marzo 2018, presso l’abitazione di C.C., di una vera e propria lista di imprenditori estorti, con indicazione del nominativo e della somma imposta. Una seconda lista era sequestrata il 18 dicembre 2019 presso l’abitazione di Moretti Rocco junior (nipote del Mammasantissima Rocco Moretti e figlio di Pasquale Moretti, ndr). La conferma della imposizione sistematica del pizzo è offerta il 3 gennaio 2020 da Verderosa Carlo che precisava come le richieste estorsive erano organizzate secondo un giro ogni tre mesi, ogni quattro mesi ed uno a fine anno. Anche l’attività di intercettazione conferma tale sistema estorsivo, realizzato a tappeto. Aprile Alessandro e Tizzano Francesco elencano nel dettaglio le attività estorte; così come Tizzano Francesco ed Albanese Giuseppe commentavano la circostanza che ‘da quando mondo è mondo i soldi delle estorsioni li abbiamo sempre divisi'”. E ancora: “Tizzano Francesco, Aprile Alessandro ed Albanese Giuseppe affermavano che il monopolio delle estorsioni nella città di Foggia non è attuato per competenza territoriale poiché non sarebbe possibile dividere la città in tre zone assegnandone la competenza a ciascuna delle tre batterie, con una conseguente autonomia nella gestione territoriale. Tale ipotesi infatti, comporterebbe il rischio concreto di non mantenere i patti prestabiliti e di far scoppiare nuove guerre ed altri omicidi, come già accaduto in passato”.

“Anche cento lire le dividiamo per tre”

“Gli affiliati – riporta l’ordinanza “Decimabis” -, agivano indifferentemente su tutto il territorio della città e per tale ragione era divenuto necessario, ai fini di una corretta gestione del lucroso business illecito, riunirsi e stabilire di far confluire tutti gli introiti all’interno della cassa comune che, attraverso il sistema, avrebbe provveduto alla distribuzione dei proventi ai sodali, compresi quelli detenuti: ‘noi come ve lo avevamo detto, noi se prendiamo cento lire, la dividiamo per tre persone’. Nel corso della riunione del 29 novembre 2017, intercorsa tra Tizzano Francesco, Aprile Alessandro, Albanese Giuseppe e D’Amato Emilio, è stato deciso di avviare pratiche estorsive nei confronti delle sale scommesse colpendole indistintamente, siano state esse di proprietà di estranei o di parenti o amici degli appartenenti alla criminalità organizzata. In virtù della decisione presa, infatti, tutte avrebbero dovuto versare da quel giorno in poi la somma di 100 euro al mese. Un proposito analogo era avanzato a proposito delle imprese di pompe funebri. In tale settore, infatti, una nuova pretesa articolata nella somma di 50 euro per ogni funerale, avrebbe dovuto sostituire le precedenti pratiche estorsive che prevedevano la corresponsione di 500,00 euro al mese. Gli indagati stabilivano un cambiamento della richiesta estorsiva che veniva rimodulata, secondo una nuova strategia adottata come contromisura alle operazioni di repressione avvenute in tale settore a seguito del procedimento Osiride”. 

La “gola profonda” in Comune

Nell’inchiesta di oggi spicca il nome di Giuseppe De Stefano, dipendente comunale con il ruolo di “operatore servizi” presso l’ufficio “Dichiarazioni Morte-Stato Civile” dei Servizi Demografici del Comune di Foggia. Emerse “stabili relazioni intercorse con i rappresentanti delle imprese funebri. E la sistematica divulgazione dei dati riservati riguardanti i decessi e le relative prestazioni di servizio effettuate dalle imprese di onoranze funebri agli esponenti della Società. Così i boss hanno deciso di chiedere 50 euro per ogni funerale (prima chiedevano una somma forfettaria di 500 euro al mese, ndr) preso in carico dall’impresa di pompe funebri”.

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

Federico Trisciuoglio detto “Enrichetto lo Zoppo” nato a Foggia il 20.10.1953

Felice Direse nato a Foggia il 20.11. 1969

Gioacchino Frascolla nato a Foggia il 20.04.1985

Antonio Riccardo Augusto Frascolla detto ‘Antonello’ nato Foggia il 17.02.1990

Raffaele Palumbo nato a Foggia il 23.01.1984

Antonio Verderosa detto ‘Sciallett’ nato a Foggia il 26.05.1968

Marco Gelormini nato a Foggia il 10.04.1986

Ivan Narciso nato a Foggia il 08.06.1990

Michele Carosiello nato a Cerignola il 30.08.1980

Giuseppe Perdonò nato a Foggia il 01.02.1988

Massimiliano Russo nato a Foggia il 11.06.1975

Michele Cannone nato a Foggia il 22.09.1970

Marco Salvatore Consalvo nato a Foggia il 16.08.1975

Michele Morelli detto ‘Pacc e cul’ nato a Foggia il 08.06.1989

Savino Ariostini detto ‘Nino55’ nato a Foggia il 01.04.1969

Alessandro Aprile ‘Schiattamort’ nato a Foggia il 27/02/1984

Francesco Tizzano nato a Foggia il 20.01.197

Antonio Salvatore detto ‘Lascia Lascia’ nato a Foggia il 26/02/1991

Francesco Pesante detto u’sgarr nato a Foggia il 04/01/1988

Ivan Emilio D’Amato nato a Foggia il 11/07/1973

Massimo Perdonò·nato a ·Foggia il 11/09/1977

Ernesto Gatta nato a Foggia il 02.06.1974

Giuseppe De Stefano nato a Foggia il 01.03.1982

Antonio Vincenzo Pellegrino detto ‘Capantica’ nato a Foggia il  13.06.1952

Antonio Miranda nato a Foggia il 05.09.195

Tommaso Alessandro D’Angelo nato a Foggia il 18.08.1985

Domenico Valentini nato a Foggia il 15.08.1972

Rocco Moretti nato a Foggia il 29.05.1997

Nicola Valletta nato a Cerignola il 03.07.1986

Leonardo Gesualdo detto il ‘Vavoso’ nato a Foggia il 28.06.1986

Pietro Stramacchio nato a Foggia il 06.09.1976

Pasquale Moretti detto “Il porchetto” nato a Foggia il 11.05.1977

Benito Palumbo nato a Foggia il 05.08.1987

Mario Clemente nato a Foggia il 12.08.1980

Adelio Pio Nardella nato a Foggia il 29.02.1966

Sergio Ragno nato a Foggia il 29.05.1977

Ciro Stanchi nato a Foggia il 14.12.1973

Giovanni Rollo nato a Foggia il 18.08.1987

Disposta la misura degli arresti domiciliari 

Marco D’Adduzio nato a Foggia il 21.09.1968

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