Mafia, Fic secc Ricucci informatore degli “sbirri”. Il boss Miucci a Caterino: “Mio fratello sulla lista nera da dieci anni”

Esclusivo/ Le conversazioni captate dagli inquirenti tirano in ballo l’ultima vittima della guerra tra i Montanari e il gruppo guidato da Lombardi. Il macchiaiolo ucciso fu visto con esponenti delle forze dell’ordine nei pressi del “corso di Foggia”

Mentre si continua a indagare sul tentato omicidio di Dino Miucci, emergono altre intercettazioni dalle carte del processo Caterino. Dopo l’esclusiva sulle “lezioni” impartite dai boss dei Montanari al presunto basista della strage di San Marco, intercettazioni apprese su l’Immediato da articolisti di testate locali di minor diffusione che hanno riportato persino le ndr della nostra redazione (compresa la deduzione sul killer proveniente da San Salvatore), spuntano novità circa la figura del macchiaiolo Pasquale Ricucci alias “Fic secc”, ultima vittima della faida garganica tra i Li Bergolis-Miucci e il gruppo Lombardi-Ricucci-La Torre. 

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“Dino non l’ha mai detto – diceva ancora Caterino -, lo sai cosa ha detto ultimamente e credimi quando parla quello assomiglia ad un santo, Dino lo sai cosa ha detto: ‘io oggi ho capito che Pasquale è un infamone’ proprio così ha detto perché a Dino ce lo vanno a dire, Dino ho visto a Pasquale sopra al corso di Foggia nascosto nella macchina però hai visto… loro erano troppo amici e come se io vado in faccia ad uno e dico ho visto a quello”. E il suo interlocutore: “Con gli sbirri”. Caterino: “Bravo”. Interlocutore: “Che cazzo dici”. Caterino: “Che stai dicendo?! Quello sa tutto… se vuole mi fa prendere l’ergastolo… che cazzo dite? Andate via davanti agli occhi… cioè ha visto… Dino ha detto ‘Giovà, dopo quello che gli hanno trovato, gli hanno trovato i passamontagna, pistole, kalashnikov quello e quell’altro… tu vieni assolto allora non me lo dire a me… Mio fratello (Enzo Miucci) con una pistola a un chilometro sta ancora in galera’”, spiegava Caterino riportando le parole di Dino Miucci. “‘Mio fratello sono dieci anni che sta messo sulla lista nera’”.

Stando alla conversazione, “Fic secc” sarebbe stato visto a Foggia in compagnia di esponenti non meglio precisati delle forze dell’ordine. Rapporti che, secondo Dino Miucci, sarebbero serviti a Ricucci anche per scampare a pesanti condanne. Il montanaro riteneva che il suo vecchio rivale sia stato assolto nonostante il ritrovamento di armi e passamontagna in suo possesso mentre per molto meno, il fratello Enzo alias “U’ Criatur” era ancora in carcere: “Con una pistola a un chilometro sta ancora in galera”.

Tanti gli interrogativi alla luce di queste captazioni ambientali trascritte dagli inquirenti. Perché Caterino temeva che Ricucci potesse condurlo all’ergastolo? Cosa sapeva “Fic secc” sul suo conto? Furono insieme protagonisti di uno o più episodi di sangue? Interrogativi che difficilmente troveranno risposte, soprattutto stando allo scenario attuale e al recente delitto di Macchia che ha tolto dai giochi un pezzo da Novanta come Ricucci. (In alto da sinistra, Dino Miucci, Enzo Miucci e una vecchia foto di Pasquale Ricucci; sullo sfondo, il luogo della strage di San Marco)





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