Mafia, attentato a Miucci sarebbe risposta a morte “Fic Secc”. Bossoli sull’asfalto in zona industriale: si indaga

L’uomo scampato all’agguato è ritenuto al vertice del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, a braccetto con suo fratello Enzo alias “U’ Criatur”

Si indaga sull’agguato a Leonardo Miucci detto Dino, imprenditore edile di poco più di 40 anni, che sarebbe scampato alla morte ieri pomeriggio intorno alle 18:30 nella zona industriale di Manfredonia, sopra alla ex Monteshell, nei pressi della Statale 89 tra la città del golfo e Foggia. Ignoti avrebbero esposto colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’uomo nei pressi di un’azienda solitamente frequentata da Miucci, mentre quest’ultimo era in transito a bordo della sua auto.

I carabinieri hanno repertato 6 bossoli calibro 7.62 adagiati sull’asfalto. Illesa la vittima mentre c’è massimo riserbo sull’episodio, difficile da ricostruire con esattezza anche a causa della scarsa videosorveglianza. Alcune telecamere presenti in zona sarebbero danneggiate.

Miucci è ritenuto al vertice del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, a braccetto con suo fratello Enzo alias “U’ Criatur”, quest’ultimo finito nel carcere di Foggia pochi giorni fa nel blitz “Friends” per traffico di droga. Rivali dei montanari i Lombardi-Ricucci-La Torre colpiti l’11 novembre scorso dall’uccisione di uno dei capi, Pasquale Ricucci detto “Fic Secc”, ammazzato sotto casa sua a Macchia Libera, agro di Monte Sant’Angelo. Il tentato omicidio di Dino Miucci sarebbe la risposta a quel fatto di sangue.





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