Foggia, scuole fatiscenti e pericolose: i ragazzi tornano in piazza. “Siamo stanchi”

“Il presidente della Provincia, nonostante la situazione emergenziale, continua a non voler dare risposte”, spiega Jacopo Lo Russo dell’Unione degli Studenti

Venerdì 8 novembre le studentesse e gli studenti di Foggia saranno nuovamente in piazza per rivendicare un’alternanza scuola-lavoro realmente formativa, investimenti sull’edilizia scolastica e trasporti pubblici sicuri e gratuiti.

“Il 27 settembre le strade di Foggia sono state invase da duemila studenti, che hanno chiesto ed ottenuto l’attenzione delle rappresentanze istituzionali e di tutta la città: allora abbiamo chiesto interventi urgenti per contrastare l’emergenza climatica, oggi non ci facciamo bastare le mezze risposte che abbiamo ricevuto. Vogliamo che le istanze di studentesse e studenti di questa città siano prese sul serio, come vogliamo che il Governo adotti una serie di interventi che siano un concreto cambio di passo rispetto alle politiche sull’istruzione degli ultimi 20 anni! – dichiara Jacopo Lo Russo dell’Unione degli Studenti Foggia -. I percorsi di alternanza scuola-lavoro sono ancora slegati dal nostro contesto formativo e privi di tutele, oltre a continuare a dare assist alle grandi multinazionali inquinanti. I trasporti sono ancora costosi, pericolosi e assolutamente carenti sotto tutti i punti di vista. Le scuole continuano a crollarci addosso e il presidente della Provincia, nonostante la situazione emergenziale, continua a non voler dare risposte. Noi chiederemo di incontrare il Presidente l’8 novembre per parlare delle condizioni in cui viviamo ogni giorno e per chiedergli di avviare un processo di rivendicazione presso il governo di maggiori investimenti – continua lo studente -. Siamo stanchi di sentire le solite risposte, siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono le risorse: le risorse ci sono, ma la scuola non è ancora considerata una priorità in questo paese! L’8 novembre scendiamo in piazza per rimettere al centro i bisogni della nostra generazione, e a partire da questi costruire le scuole e le città del futuro!”,conclude Lo Russo.

Non solo le scuole, in piazza anche gli universitari. “Verso la legge di stabilità questo governo pare voler continuare con l’andazzo dei suoi predecessori: nessun nuovo investimento sull’Università, nessun ripensamento dei meccanismi di valutazione e finanziamento. Il nostro ateneo è tra quelli che subisce di più gli effetti delle politiche degli ultimi anni, ma come spesso accade le realtà appartenenti ai territori marginali vengono ulteriormente marginalizzate – dichiara Michele Cera di Link Foggia -.Vogliamo un cambio di passo netto sull’Università: fondi per la didattica, fondi per il diritto allo studio e le residenze universitarie. Vogliamo che le università dei nostri territori siano pensate come risorse per emanciparli dalle dinamiche che li opprimono, vogliamo che nei nostri atenei si costruisca un modello di sapere adatto ad affrontare la realtà dell’emergenza climatica. L’8 novembre scendiamo in piazza per costruire l’Università del Futuro!”, chiosa l’universitario. Il corteo partirà da Piazza Italia alle 9.



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