La storia criminale di Manfredonia in 424 pagine terribili di relazione. Potere dei clan e politici collusi dietro lo scioglimento per mafia

Le motivazioni del prefetto alla base dello scioglimento per mafia del Comune sipontino. Assessori e consiglieri vicini alle batterie garganiche

Già detto dei principali elementi alla base dello scioglimento per mafia di Manfredonia, a partire dalla vicinanza tra Zingariello e Caterino passando per lo stabilimento Bagni Bonobo e i tributi, molto altro emerge dalle 424 pagine della relazione che ha portato alla fine dell’esperienza politica del consiglio comunale uscente.

Riportiamo alcuni stralci che tirano in ballo malavita locale, clan del resto del Gargano e connivenze con assessori e consiglieri comunali.

Il testo originale della relazione

Da alcune intercettazioni telefoniche captate dall’utenza di Mino Zingariello, fratello dell’ex vicesindaco emerge cristallizzata l’esistenza di un rapporto di collaborazione lavorativa con Leonardo Miucci, fratello di Enzo, quest’ultimo ritenuto reggente del clan mafioso Li Bergolis (i cosiddetti “Montanari”) di Monte Sant’Angelo.  

Tale rapporto di cointeressenza lavorativa assume spiccato rilievo: come si scriverà diffusamente nel seguito, una serie di soggetti – fra i quali gli imprenditori edili “Mino” Zingariello e “Dino” Miucci – figurano tra gli operatori economici attivi nell’area dei comparti edificatori del comune sipontino.

ASSESSORE INNOCENZA STARACE

L’ex assessore con delega alle “Attività Produttive e Risorse Umane”, Starace, di professione avvocato penalista, risulta essere stata legale di fiducia di numerosi esponenti del clan Li Bergolis di Monte Sant’Angelo. Fra questi, Enzo Miucci, considerato l’attuale reggente del clan, Michele Murgo, Carlo Gabriele, Nicola Facciorusso, Carlo Bisceglia e Donato Bisceglia. 

Inoltre, risulta che l’ex assessore Starace abbia difeso nel contenzioso contro il comune e in modo configgente col proprio stesso assessorato alcuni degli occupanti abusivi del mercato ittico, che sarà oggetto di specifica trattazione nel capitolo dedicato.

Si segnala che con decreto sindacale n° 1/2019, datato 15 febbraio 2019, il sindaco Angelo Riccardi ha revocato le deleghe assessorili all’avv. Starace, essendo il rapporto di fiducia “venuto meno, poiché la Starace assumeva anche pubblicamente posizioni contrastanti con l’amministrazione comunale, da ultimo, osteggiava con dichiarazioni pubbliche l’esecuzione di provvedimenti amministrativi.

ASSESSORE ADDOLORATA ZAMMARANO

Addolorata Zammarano, detta “Dora”, è stata assessore dal 9 marzo 2017, con delega a Bilancio e Programmazione Finanziaria della Giunta sipontina. La delega comprende anche: appalti e contratti, bilancio e programmazione finanziaria, bilancio sociale, controllo di gestione e fiscalità locale. Non è gravata da alcun tipo di pregiudizio penale o di polizia. Svolge la professione di commercialista.

L’analisi delle banche dati ha permesso, comunque, di acquisire un fatto di interesse, ai fini della presente relazione.

L’assessore al Bilancio è stata infatti (dal 2013 al 2017) il commercialista della società “BIESSEMME s.r.l.”, che annovera tra i propri soci un esponente di primo piano della famiglia Romito, ossia Francesco, figlio di Michele Antonio. Della società BIESSEMME che – tra l’altro – gestiva il noto stabilimento balneare “Bagni Bonobo” in località Siponto sino all’intervenuta interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Foggia, si dirà ampiamente nel seguito.

ASSESSORE GIUSEPPE LA TORRE

Giuseppe La Torre, è stato assessore dal 29 giugno 2015, con delega alle Politiche Educative e Giovanili. La delega comprende anche: diritto allo studio, Informa giovani, laboratorio per l’innovazione e lo sviluppo del Territorio (L.I.S.T.), laboratorio Urbano Culturale (L.U.C.), politiche giovanili, Polizia Locale, progetti educativi, progetti Servizio Civile, Pubblica Istruzione, randagismo, rapporti con Agenzia del Turismo, sport. 

Da segnalare che con Decreto Sindacale n. 59 del 28 ottobre2017 l’assessore veniva nominato amministratore unico di A.S.E. s.p.a., la società partecipata comunale di gestione dei rifiuti, di cui si avrà modo di riferire diffusamente nel seguito di questa Relazione. Ha ricoperto tale carica sino al 4 maggio 2018.

Non è gravato da alcun tipo di pregiudizio penale o di polizia. Per quanto attiene le cointeressenze di natura societaria, si segnala che – come risultante dalla Banca Dati Infocamere – l’assessore La Torre: è stato titolare dal 2011 al 2012 dell’impresa individuale “LA TORRE GIUSEPPE”, cancellata. L’impresa si occupava di prodotti energetici; è socio accomandante della “CAPOLINEA S.A.S.”. La società, attiva, ha ad oggetto sociale la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande di tipo “C” (bar annesso a stabilimento balneare).

Tale società è titolare della concessione demaniale marittima numero 12 del 04 giugno 2008, come integrata da licenza suppletiva numero 6 del 08 giugno 2009 (scadenza 31 dicembre 2020) per il mantenimento di circa 4.500 mq (quattromilacinquecento) di arenile, corrispondenti ad un fronte mare di 90 metri, su cui insiste lo stabilimento balneare “CAPOLINEA BEACH”.

La circostanza appare significativa, anche alla luce del fatto che in data 7 settembre 2011 il Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara dava esecuzione al sequestro preventivo di beni per un valore stimato in oltre 20 milioni di euro. Tra i numerosi beni sequestrati, si annoverano attività commerciali in Pescara, nonché alcuni conti correnti bancari. Il sodalizio era accusato di reimpiegare i proventi derivanti dalle attività illecite della famiglia criminale Romito di Manfredonia. Il 26 febbraio 2015 la Corte d’Appello di Pescara aveva assolto i soggetti dall’accusa di essere dei prestanome dei Romito per insussistenza del fatto. Nondimeno, venivano condannati per fatturazioni false e inesistenti ed evasione fiscale. Elementi di interesse emergono, pure, dall’analisi dei rapporti di parentela.

ASSESSORE ANTONIO PRENCIPE 

Antonio Prencipe è stato assessore dal 14 settembre 2018, con delega “Ambiente e Infrastrutture”. La delega comprende anche: bonifiche, contrasto all’abbandono dei rifiuti, controllo qualità dell’aria e dell’acqua, controllo servizi ambientali, energie rinnovabili, piano energetico comunale e risparmio energetico, raccolta differenziata, sanità, società partecipate, decoro Urbano, Oasi Lago Salso, Demanio e Patrimonio, Opere di urbanizzazione nei comparti, infrastrutture Ambientali, infrastrutture e definizione Villaggi Riviera sud.

Non è gravato da alcun tipo di pregiudizio penale o di polizia. La moglie, tuttavia, è figlia di Matteo e di Libera Maria Gentile, a sua volta sorella di Antonio (coniugato con Maria Romito). Antonio Gentile è il padre del più volte citato Pio Francesco Gentile, recentemente trucidato in Mattinata (FG), nei pressi della propria abitazione e considerato il luogotenente della famiglia Romito in quel centro. La moglie dell’assessore Prencipe è, dunque, cugina di primo grado di Pio Francesco Gentile.

ASSESSORE CARLO CINQUE 

Carlo Cinque è stato assessore dal 29 giugno 2015 al 8 marzo 2017, con delega alle “Risorse del Territorio e sviluppo economico”. 

Un’analisi operata tramite fonte aperta ha permesso di appurare che nel novero dei conoscenti dell’ex assessore figurano anche soggetti di spicco della criminalità organizzata del territorio.

Antonio Zino veniva tratto in arresto in data 18 aprile 2019 unitamente a Matteo Lombardi. Quest’ultimo è accusato dell’omicidio premeditato di Giuseppe Silvestri (assassinato in Monte Sant’Angelo nel marzo 2017), omicidio aggravato dal metodo mafioso. Zino è accusato di favoreggiamento, per aver facilitato Lombardi nell’eludere le investigazioni dell’Autorità.

Sono, ancora una volta, i social network a confermare la validità del “principio di interscambio di Locard”, rivelando un’altra conoscenza inopportuna dell’ex assessore Cinque, questa volta con il pregiudicato Luigi Palena e la compagna di quest’ultimo.

Luigi Palena veniva tratto in arresto dai carabinieri di Foggia in data 16 ottobre 2018, unitamente a Giovanni Caterino. Quest’ultimo, lo si è scritto, perché ritenuto dagli inquirenti uno degli autori della strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Occorre anche precisare che Palena è anch’egli difeso da Innocenza Starace. (In alto, a sinistra, Enzo Miucci e Francesco Pio Gentile; a destra, dall’alto, La Torre, Starace e Prencipe)



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