L‘assalto al portavalori avvenuto questa mattina lungo l’autostrada A14, tra Cerignola e Canosa di Puglia, riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza degli operatori del trasporto valori. Dopo il violento attacco al furgone blindato della Battistolli, la Filcams Cgil lancia un appello alle istituzioni affinché si apra immediatamente un confronto nazionale sul settore, denunciando una situazione ormai divenuta strutturale.
Per il sindacato, quanto accaduto non può essere considerato un episodio isolato di cronaca, ma rappresenta l’ennesimo segnale di un’emergenza che coinvolge migliaia di lavoratori impegnati quotidianamente in un servizio essenziale.
“Chi garantisce sicurezza non può lavorare da bersaglio”
Secondo le ricostruzioni, il mezzo blindato è stato bloccato da un commando armato che ha agito utilizzando armi da fuoco, esplosivi e veicoli incendiati per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine.
Una dinamica che, secondo la Filcams Cgil, evidenzia il livello di rischio al quale sono esposti gli operatori della vigilanza privata e del trasporto valori.
“Esprimiamo piena vicinanza ai lavoratori coinvolti nell’assalto di oggi, alle loro famiglie e a tutte le guardie giurate e gli operatori del trasporto valori che ogni giorno svolgono un lavoro difficile, esposto e troppo spesso sottovalutato”, dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil.
“Parliamo di lavoratrici e lavoratori che non possono essere ricordati solo quando finiscono nel mirino di un commando. Il loro lavoro ha un valore enorme per il Paese: chi garantisce sicurezza non può lavorare da bersaglio”.
La richiesta di un tavolo nazionale
Per il sindacato è ormai indispensabile aprire un confronto tra Ministero dell’Interno, Ministero del Lavoro, organizzazioni sindacali e imprese del settore, con l’obiettivo di definire interventi concreti e non più rinviabili.
Tra le priorità indicate dalla Filcams figurano il rafforzamento degli equipaggi nei servizi più esposti al rischio, con la presenza di una terza guardia giurata nei trasporti più delicati, la verifica dello stato e della manutenzione dei mezzi blindati, l’aggiornamento dei Documenti di valutazione dei rischi aziendali, una formazione continua del personale, maggiori controlli sugli appalti per contrastare il dumping contrattuale e un adeguato supporto psicologico per gli operatori coinvolti in eventi traumatici.
“Serve anche un nuovo contratto nazionale”
Secondo la Filcams Cgil, tutti questi aspetti dovranno trovare spazio anche nel rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto, ritenuto non più procrastinabile.
“Un blindato non è sicuro solo perché è blindato. La sicurezza si costruisce prima, con investimenti, regole, personale sufficiente e ascolto dei lavoratori”, sottolinea il sindacato.
La Filcams ribadisce infine che gli operatori della vigilanza privata e del trasporto valori non chiedono privilegi, ma condizioni di lavoro che consentano loro di svolgere il proprio servizio in sicurezza e di tornare a casa ogni giorno.
L’organizzazione sindacale conferma che continuerà a sostenere le lavoratrici e i lavoratori del settore, chiedendo che la loro sicurezza, la loro dignità professionale e il riconoscimento del loro ruolo sociale diventino una priorità nell’agenda nazionale.










