Assunzioni in sanità, ne servono 10mila per la Puglia. Concorsi a Foggia: si attende ok del Ministero

di MICHELE IULA

Abbiamo bisogno di 10mila persone in più rispetto alle dotazioni organiche in Puglia, ma serve l’ok del ministero, altrimenti le procedure non possono andare avanti. Ce lo vieta la legge”. Il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, spiega a l’Immediato le ragioni dell’empasse che sta “congelando” alcune procedure concorsuali, come quella per l’assunzione di 137 operatori socio sanitari ai Riuniti di Foggia.

“Il tema è questo – spiega Ruscitti -, nel corso del 2017 abbiamo presentato una serie di prospetti ai ministeri che ci stanno affiancando in questa fase del piano operativo. I tre punti decisivi sono lo sblocco del turnover (la sostituzione del personale che ha cessato il proprio rapporto di lavoro), le stabilizzazioni del personale avente diritto dopo le disposizioni del decreto Madia (sono circa 1700 in Puglia) e l’assunzione di nuove risorse sulla base del piano operativo (che verrà ratificato martedì prossimo dalla Giunta) grazie ai risparmi su altre voci di spesa, prima fra tutte la farmaceutica. Queste ultime, verranno determinate in base a parametri precisi, stabiliti dal decreto Balduzzi, tra i quali avranno un peso importante la capacità produttiva dei reparti ed il bacino d’utenza”.

Il policlinico di Foggia, da questo punto di vista, è attualmente in stato di emergenza, perché si trova a dover sostenere i bisogni di salute di una fascia di popolazione molto ampia, sostenuta in parte dalle attività di Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo. La delibera con il piano di fabbisogno, del resto, è l’attestazione della necessità ed urgenza di rimpolpare la dotazione organica nel breve e nel medio periodo.

“I Riuniti hanno come bacino l’intera provincia più l’extra regione – continua il numero uno della sanità pugliese -, per questo bisognerà potenziare i reparti di eccellenza, garantendo così un incremento della mobilità attiva. L’obiettivo della Regione, infatti, è quello di migliorare il saldo per ridurre gli effetti sulla spesa della mobilità passiva che, seppur decrescente, continua a costare 180 milioni. La Provincia di Foggia si attesta tra i 62 ed i 65 milioni di euro, ma i dati ufficiali saranno disponibili tra aprile e maggio”.

Ruscitti e Emiliano

 

Dunque, la Capitanata resta la provincia con la mobilità passiva più alta, con un incidenza particolare per l’oncologia e alcune attività ortopediche. Ma spesso ci si sposta anche per superare le lungaggini delle liste d’attesa. “Oltre al piano di recupero per la farmaceutica, che ha fatto registrare un risparmio del 5 per cento al mese rispetto all’anno precedente, stiamo cercando di ridurre la migrazione dei pazienti verso altre regioni – chiosa Ruscitti -, perché da Roma ci hanno detto chiaramente che le risorse per le nuove assunzioni dobbiamo recuperarle dall’ottimizzazione della spesa. In altri termini, non possiamo indebitarci. Per questo, stiamo mettendo a punto degli accordi transfrontalieri con la Basilicata ed il Molise per uno ‘scambio di prestazioni’. Così, loro potranno venire da noi per le complessità, come le malattie rare, gli screening metabolici dei bambini, la neurologia e la cardiochirurgia, mentre i pugliesi potranno cercare in quelle Regioni prestazioni più semplici con tempi di attesa minori. Basti pensare che in appena 40 minuti d’auto ci si può spostare da Bari a Matera. Negli accordi che prenderemo, sarà dettagliato tutto, con l’obiettivo di pareggiare il saldo”.

Nel piano più complessivo, saranno riservate maggiori risorse per il policlinico di Foggia, visto l’apprezzamento di Bari per “il piano Dattoli, completamente il linea con le indicazioni del governatore Michele Emiliano“. “Roma finora ha elogiato i nostri sforzi – conclude Ruscitti -, ora ci aspettiamo che il cronoprogramma possa essere definito entro aprile, con l’okay a tutte le procedure. Certamente il ruolo del policlinico di Foggia dovrà essere più pesante e bene ha fatto il management a deliberare sul piano di fabbisogno, così non ci saranno latenze nella fase operativa. Nel frattempo, bisognerà concludere tutti i cantieri aperti, allineando i due percorsi. Quanto ai concorsi, bisognerà avere un approccio armonico su scala regionale, non possiamo farne uno ad azienda. Se i Riuniti partono prima, vorrà dire che gli altri attingeranno dalle graduatorie di Foggia”.

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