Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), nate con l’obiettivo di rafforzare la medicina di prossimità e garantire una maggiore continuità assistenziale ai cittadini, finiscono al centro di una dura polemica a Foggia. A sollevare il caso è la dottoressa Antonella Lambiase, medico di medicina generale del capoluogo dauno, che denuncia una serie di criticità legate sia all’organizzazione del servizio sia agli strumenti adottati per la sua gestione.
Secondo la professionista, quello che avrebbe dovuto rappresentare un importante passo avanti per l’assistenza territoriale rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro tra istituzioni sanitarie e rappresentanze sindacali.
Il nodo della continuità assistenziale
Le AFT sono state pensate per assicurare una presenza medica organizzata sul territorio, garantendo ai cittadini la possibilità di ricevere prestazioni indifferibili anche nelle fasce orarie più delicate della giornata.
Nel modello previsto, i medici di medicina generale dovrebbero garantire la copertura del servizio nella fascia compresa tra le 13 e le 15, offrendo un punto di riferimento per i pazienti ed evitando, almeno nelle intenzioni, il ricorso improprio ai pronto soccorso.
Secondo Lambiase, tuttavia, il sistema presenterebbe ancora numerose criticità operative e organizzative che rischierebbero di limitarne l’efficacia reale sul territorio provinciale.
Le critiche alla piattaforma gestionale
Uno degli aspetti maggiormente contestati riguarda la scelta della piattaforma informatica utilizzata per il coordinamento delle attività delle AFT.
Sotto osservazione è finita Netmedica, il software adottato per la gestione delle aggregazioni e delle relative attività assistenziali.
La dottoressa foggiana evidenzia dubbi sulle modalità che hanno portato alla selezione di questo strumento, sollevando questioni legate alla trasparenza del processo decisionale e all’opportunità della scelta.
Il riferimento alla FIMMG
Nella sua denuncia, Lambiase sottolinea come la piattaforma sia riconducibile alla FIMMG, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, e richiama il ruolo di Nicola Calabrese, vicepresidente nazionale del sindacato.
Una circostanza che, secondo il medico foggiano, meriterebbe ulteriori chiarimenti per evitare possibili dubbi o perplessità tra i professionisti coinvolti nel progetto.
Il dibattito sulla sanità territoriale
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della riorganizzazione della medicina territoriale, uno dei pilastri della riforma sanitaria e degli investimenti previsti per rafforzare l’assistenza di prossimità.
Le AFT rappresentano infatti uno degli strumenti individuati per migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere. Proprio per questo motivo, le osservazioni sollevate dalla dottoressa Lambiase potrebbero alimentare un confronto più ampio tra professionisti, organizzazioni sindacali e vertici dell’ASL di Foggia sul futuro della medicina generale nel territorio.










