Il gip “copia e incolla” ordinanza, torna libero il boss Roberto Sinesi. “Un errore plateale”

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Un errore piuttosto grossolano ha riportato in libertà il noto boss foggiano, Roberto Sinesi, arrestato poche settimane fa nell’operazione della squadra mobile contro il racket del pomodoro e il traffico di droga. Un “copia incolla” del giudice per le indagini preliminari ha causato l’immediata scarcerazione di Sinesi. Il tutto grazie a una questione formale sollevata dal legale dell’indagato, l’avvocato Ettore Censano. Adesione acritica alle scelte dell’accusa, valutazione del pm che il gip ha ricopiato “in toto”, ordinanza che riporta pedissequamente la richiesta del pm. Questi i motivi che hanno portato alla scarcerazione. “Il gip avrebbe dovuto valutare gli elementi indiziari autonomamente invece si è limitato a un plateale copia e incolla”, ha riferito a l’Immediato l’avvocato Censano. “In pratica è tutto completamente uguale alla richiesta formulata due mesi prima dal pm della DDA, persino le note a piè pagina”.

Insomma, uno scivolone a tutti gli effetti in quanto la legge è cambiata ad aprile 2015, più di un anno fa. Dunque in questo momento Sinesi è totalmente libero, così come gli altri indagati per il racket del pomodoro, Cosimo Giardiello, Luigi Speranza e Raffaele La Tegola. Tutti liberi per quel difetto formale. Luciano Cupo resta invece ai domiciliari ma per un’altra questione, la bomba alla pizzeria Mia. Infine c’è Luigi Biscotti, in carcere per il tentato omicidio di Vito Bruno Lanza.