Traffico di novellame tra provincia di Foggia, Calabria e Sicilia. Scoperto consolidato disegno criminoso

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Su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, personale delle Capitanerie di Porto di Bari, Manfredonia, Reggio Calabria e Messina hanno svolto indagini ed eseguito una serie di perquisizioni presso punti vendita di prodotti ittici nei comuni di Manfredonia e Messina.
Le complesse e prolungate attività di indagine, coordinate dal Procuratore Aggiunto Dominijanni e dal Sostituto Procuratore Calamita hanno avuto inizio a seguito del sequestro penale di 310 chili di novellame di sarda eseguito l’11 marzo 2016 nei pressi degli imbarchi per la Sicilia dal personale della Guardia Costiera reggina. In quell’accertamento furono anche sequestrati alcuni documenti fiscali, che dopo un’attenta analisi hanno portato il magistrato titolare delle indagini ad effettuare ulteriori accertamenti al fine di verificare l’intera filiera ed il coinvolgimento nell’attività illecita di altri soggetti.
Proprio le perquisizioni disposte dalla Procura reggina, che hanno portato all’ulteriore sequestro di prodotti ittici e documentazione ritenuta utile alle indagini, hanno reso necessario il coinvolgimento anche delle Procure di Foggia e Messina.
Nel corso delle indagini svolte in questi mesi anche il personale del Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, congiuntamente a quello della Capitaneria di Porto di Manfredonia, è stato impegnato in attività delegate.
Nel mese di marzo, infatti, durante alcuni appostamenti, furono intercettati due furgoni isotermici che avevano prelevato prodotti ittici illegali da un capannone ubicato in località Posta del Fosso nel comune di Manfredonia, utilizzato come deposito. I due furgoni vennero seguiti lungo il tratto stradale in direzione Foggia e, non appena possibile, fermati e ispezionati, rinvenendo un totale di 785 cassette di polistirolo contenenti novellame di sarda, per un peso complessivo di 3.935 chili.
Il successivo controllo, effettuato congiuntamente a personale del locale Commissariato di Polizia, all’interno del deposito/capannone precedentemente attenzionato, consentì di rinvenire all’interno dei locali attrezzature e prodotto ittico, che confermarono l’esistenza di una stabile attività di ricettazione, stoccaggio, confezionamento e vendita di novellame di sarda, meglio conosciuto come “bianchetto”.
Le indagini tutt’ora in corso, hanno fatto emergere che vi sono forti legami, consolidatisi nel tempo, tra la marineria pugliese, in particolare quella di Manfredonia e le società di commercializzazione di prodotto ittico operanti in Sicilia e Calabria, e come le stesse perseguano un unico disegno criminoso volto al raggiungimento del massimo risultato, eludendo qualsivoglia controllo e introitando profitti illeciti procurando un danno all’ecosistema e alla risorsa ittica, unitamente alla violazione di norme in materia igienico-sanitaria, fiscale e commerciale.