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ono passati quasi cinque anni dal primo crollo e quasi due dal secondo. Nel frattempo Orta Nova ha attraversato la fase del commissariamento prefettizio, ha eletto una nuova amministrazione comunale e ha avviato una profonda riorganizzazione della viabilità cittadina. Eppure, ciò che appare oggi agli occhi di chi percorre via Cincinnato è un’immagine che sembra essersi fermata nel tempo.
Il lotto interessato dal crollo dello stabile continua a presentarsi come un’area di forte degrado. Le macerie dell’edificio sono ancora ben visibili e, con il passare dei mesi, sono state inghiottite da una fitta vegetazione spontanea ormai completamente secca. Tra i detriti si distinguono numerosi rifiuti di varia natura: materiali edili, sanitari dismessi, sacchi dell’immondizia, bottiglie e imballaggi in plastica, tavole e altri materiali di risulta. Si notano inoltre quelli che sembrano essere elettrodomestici fuori uso, verosimilmente frigoriferi o apparecchi di grandi dimensioni, oltre ad altri rifiuti ormai difficilmente identificabili. L’impressione complessiva è quella di una vera e propria discarica a cielo aperto nel pieno centro cittadino.
Una situazione che oggi assume un peso ancora maggiore rispetto al passato. Con il nuovo piano sperimentale della viabilità, infatti, via Cincinnato è diventata una delle principali direttrici di attraversamento del paese, percorsa quotidianamente da un consistente flusso di automobili. Quella che fino a qualche anno fa era una strada secondaria è oggi uno dei principali biglietti da visita del centro urbano.
Una vicenda che parte dal 2020
La storia di questo immobile non comincia con il crollo del 21 ottobre 2024. Il primo cedimento risale infatti al 26 dicembre 2020. All’epoca il Comune, guidato dal sindaco Domenico Lasorsa, intervenne con un’ordinanza di inagibilità e intimò alla proprietà di provvedere immediatamente alla messa in sicurezza dell’edificio. Di fronte all’inadempienza del proprietario, Palazzo di Città avviò la procedura di esecuzione in danno, affidando i lavori di demolizione e mettendo in chiaro che le somme anticipate sarebbero state successivamente recuperate nei confronti della proprietà privata. Sembrava l’inizio della soluzione definitiva. Così non è stato.
Il nuovo crollo del 2024
Il 21 ottobre 2024 un nuovo boato riportò la vicenda al centro dell’attenzione cittadina. Una parte dello stabile collassò nuovamente, fortunatamente senza coinvolgere persone o veicoli. Anche in quell’occasione si parlò della necessità di intervenire definitivamente su un immobile ormai compromesso e della necessità di restituire sicurezza e decoro a una zona centrale della città. A distanza di quasi due anni da quell’episodio, però, la situazione appare sostanzialmente immutata.
Quando erano all’opposizione: “State perdendo tempo”
La vicenda di via Cincinnato rappresenta anche uno dei casi politici più emblematici degli ultimi anni. Nel 2021 gli attuali amministratori, allora consiglieri comunali di opposizione, seguirono la questione con grande attenzione. In diversi interventi pubblicati sui social denunciarono i ritardi nella demolizione, sostenendo che non bastasse delimitare l’area con alcune transenne e accumulare le macerie sul marciapiede. Si chiedevano cosa si stesse aspettando per risolvere definitivamente il problema e arrivavano a domandarsi se fosse necessario attendere “un incidente grave”.
Quando partirono i lavori di demolizione parlarono di un intervento arrivato con due mesi di ritardo, dopo numerose polemiche e sollecitazioni. Pochi giorni dopo contestarono anche il costo dell’operazione, definendolo eccessivo, accusando l’amministrazione dell’epoca di avere “perso tempo” e “speso male i soldi del Comune” e annunciando un accesso agli atti per verificare la correttezza dell’intera procedura. Parole che oggi assumono inevitabilmente un significato diverso, perché pronunciate da chi nel frattempo è diventato classe di governo della città.
Una strada cambiata, un degrado rimasto uguale
C’è però un elemento nuovo che rende la situazione ancora più evidente. Negli ultimi mesi il Comune ha avviato una sperimentazione della viabilità che ha modificato sensibilmente i flussi di traffico nel centro urbano. Via Cincinnato è diventata uno degli assi principali di attraversamento del paese. Ogni giorno automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni transitano accanto a un lotto che continua a presentarsi con erbacce alte, rifiuti e resti del crollo. L’impressione è quella di una ferita urbana rimasta aperta nel punto forse più visibile della città.
Il tema non è soltanto il decoro
La questione non riguarda esclusivamente l’aspetto estetico. La presenza di vegetazione incolta e rifiuti nel cuore del centro abitato pone interrogativi anche sotto il profilo del decoro urbano e delle possibili criticità igienico-sanitarie che situazioni di abbandono possono determinare, soprattutto durante la stagione estiva. Anche qualora il lotto fosse di proprietà privata, la normativa attribuisce al Comune strumenti per ordinare ai proprietari la messa in sicurezza e la bonifica delle aree che presentino condizioni di degrado o possibili situazioni di pericolo, fino ad arrivare, nei casi previsti, all’esecuzione in danno.
Le domande che attendono risposta
Proprio perché questa vicenda è conosciuta da tutti gli attori politici locali, oggi è legittimo chiedersi quale sia lo stato della situazione. Dopo il crollo del 2024 sono state emesse nuove ordinanze nei confronti della proprietà? Esiste un procedimento ancora aperto? Il Comune ha avviato ulteriori interlocuzioni per arrivare alla definitiva sistemazione dell’area? È previsto un intervento di bonifica o di riqualificazione? Sono interrogativi che meritano una risposta urgente. Oggi la via rappresenta una delle principali arterie del centro cittadino. E vedere, ogni giorno, macerie, sterpaglie e rifiuti a pochi passi da piazza Sant’Antonio e dal Municipio rischia di trasformare una vicenda iniziata nel 2020 nel simbolo di un degrado che, nonostante il passare degli anni e l’alternarsi delle amministrazioni, continua a chiedere una soluzione definitiva.










