Il devastante incendio che nei giorni scorsi ha colpito l’Oasi Lago Salso, nel territorio di Manfredonia, riaccende il dibattito sulla tutela di una delle aree naturalistiche più importanti della Capitanata. Dopo il rogo, il WWF Foggia lancia un duro appello alle istituzioni, parlando di “profonda amarezza e indignazione” e chiedendo una svolta concreta per fermare quella che definisce una progressiva distruzione del patrimonio ambientale.
L’associazione sottolinea come gli incendi che negli ultimi anni hanno interessato l’Oasi e le altre zone umide del territorio, da San Floriano a Lago Salso, rappresentino “un gravissimo passo indietro nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e della legalità”.
L’appello alla procura
Nel comunicato, il WWF chiede alla Procura della Repubblica di approfondire quanto già segnalato dall’associazione in merito alle presunte trasformazioni agricole abusive e ai prelievi illeciti di acqua all’interno dell’area.
Secondo gli ambientalisti, è necessario verificare con rigore quanto sta accadendo e accertare eventuali responsabilità penali e amministrative.
L’associazione solleva inoltre interrogativi sulla gestione dell’Oasi, chiedendo per quanto tempo la società Oasi Lago Salso resterà in liquidazione e quali interventi siano stati concretamente adottati dal liquidatore per prevenire episodi come quello appena verificatosi.
“La prevenzione non può arrivare dopo il fuoco”
Uno dei punti più critici riguarda le opere di prevenzione.
Il WWF si chiede perché il fronte strada non sia stato preventivamente bonificato, sfalciato e messo in sicurezza attraverso adeguate fasce parafuoco, nonostante il rischio incendi estivi fosse ampiamente prevedibile.
“La prevenzione non può essere una parola vuota da invocare solo dopo che il fuoco ha già devastato tutto”, evidenzia l’associazione, chiedendo una manutenzione costante e una gestione più efficace dell’area protetta.
Le proposte per salvare l’Oasi
Secondo il WWF, dopo due anni consecutivi di incendi devastanti che hanno provocato la distruzione di habitat protetti e la morte di numerosi esemplari di fauna selvatica, è necessario introdurre misure straordinarie contro la criminalità ambientale.
Tra le proposte avanzate figurano il divieto assoluto dell’attività venatoria entro un raggio di mille metri dai confini dell’Oasi per almeno dieci anni, il potenziamento dei controlli delle forze dell’ordine, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e telecamere “early warning” contro gli incendi, la posa di fototrappole per contrastare l’abbandono illecito di rifiuti, interventi contro le captazioni abusive d’acqua e la realizzazione di passaggi faunistici e dissuasori di velocità per ridurre gli investimenti di animali selvatici.
L’associazione chiede inoltre un piano straordinario di recupero ecologico elaborato insieme alla comunità scientifica e alle associazioni ambientaliste.
“Non bastano più parole”
Per il WWF Foggia è arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni ai fatti.
“Non bastano più parole di circostanza o vuoti impegni programmatici: l’Oasi Lago Salso va difesa e salvata ora, prima che sia troppo tardi”, conclude l’associazione, rilanciando l’appello affinché il disastro ambientale diventi il punto di partenza per un cambio di passo nella tutela dell’area protetta.












