Mafia del pomodoro, pizzo alla Princes. Decapitato clan Sinesi: manette per “lo zio” Roberto

SinesiDecapitato il vertice del clan Sinesi-Francavilla. Manette ai polsi per il boss Roberto Sinesi, detto “lo zio”, capo indiscusso dell’organizzazione e Mammasantissima della criminalità foggiana assieme al suo storico rivale, Rocco Moretti, “il porco”. Sinesi, già sotto sorveglianza speciale, è finito in carcere per le estorsioni e i tentativi di estorsione agli autotrasportatori che consegnavano pomodori alla ditta “Princes”, ex AR di Antonino Russo, la più grande azienda di trasformazione del pomodoro in Europa. La cessione del denaro, 50 euro a camion, avveniva soprattutto nel parcheggio all’esterno della ditta ma anche fuori dai confini cittadini. Procura Distrettuale Antimafia di Bari e squadra mobile di Foggia hanno arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso anche i due bracci destri del boss, il nipote Luigi Biscotti (40 anni), già pizzicato mesi fa per il tentato omicidio di Vito Lanza, e Luciano Cupo, l’uomo della bomba alla pizzeria “Mia”, nell’ambito del “racket delle mozzarelle”.

Luciano Cupo
Luciano Cupo

Durante gli incontri tra Sinesi e questi due soggetti, avvenuti spesso in via Manfredonia nei pressi dell’agenzia di pompe funebri del boss, il Mammasantissima impartiva ordini, senza mai battere ciglio. Nemmeno quando gli si riferiva delle resistenze da parte di alcuni camionisti di San Severo e Torremaggiore. “Non andiamo lì a fare casino. Devono adeguarsi e basta”. Al business illegale, già attivo negli anni ’90 sempre per mano dei Sinesi e adesso tornato in auge, facevano parte anche Cosimo Giardiello, 44 anni, Luigi Speranza, 46 anni e Raffaele La Tegola, 45 anni, quest’ultimo finito ai domiciliari. Il gruppo criminale girava all’interno del parcheggio intimando ai vari autotrasportatori la consegna del denaro. Nessuna violenza ma continue minacce. Era necessario soltanto nominare “lo zio”, per ottenere quanto richiesto.

Giardiello Speranza e La Tegola

Luigi Biscotti
Luigi Biscotti

 

Le indagini hanno documentato vari episodi di estorsione (almeno 10 tra agosto e settembre 2015), nonché il tipico atteggiamento mafioso del gruppo criminale. Acclarato anche l’interesse della compagine delinquenziale nel campo degli stupefacenti. Sono state difatti documentate alcune cessioni di stupefacente, ed in particolare degne di nota sono le minacce manifestate da sodali di Sinesi nei confronti di alcuni spacciatori che avevano provveduto a cedere della cocaina senza avere chiesto preventivamente l’autorizzazione al capo. “Possiamo chiudere un occhio sull’hashish ma non sulla cocaina”.

 

Gli uomini della polizia che stamattina hanno tenuto una conferenza stampa, hanno ricordato che dal mese di settembre 2015 fra le batterie Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino nella sola città di Foggia sono stati documentati ben sei tentati omicidi ed un omicidio.