Vieste: la zona della “Gattarella” fa gola alla malavita, tre uomini prendono a bastonate il proprietario di un terreno

Era disposto a tutto pur di ottenere il terreno della “Gattarella” in località “Tomarosso” a Vieste. Tanto da aggredire a bastonate lo sfortunato proprietario. I carabinieri hanno arrestato Domenico Rotunno, 34 anni, perchè, con la complicità di Claudio Iannoli (38 anni) e Giacomo Egizi (45 anni), picchiò selvaggiamente il signor Givoia, proprietario del terreno in questione.

Domenico Rotunno

Era disposto a tutto pur di ottenere il terreno della “Gattarella” in località “Tomarosso” a Vieste. Tanto da aggredire a bastonate lo sfortunato proprietario. I carabinieri hanno arrestato Domenico Rotunno, 34 anni, perchè, con la complicità di Claudio Iannoli (38 anni) e Giacomo Egizi (45 anni), picchiò selvaggiamente il signor Givoia, proprietario del terreno in questione. Una zona che fa gola perchè situata in uno dei luoghi più belli di tutto il promontorio. Lì probabilmente, Rotunno già immaginava di aprire un’attività per incrementare i suoi affari. Ma non è riuscito nel suo intento.

Lui e i suoi complici, già noti alle forze dell’ordine e considerati molto pericolosi sul Gargano per via dei numerosi precedenti, sono ora accusati dei delitti di tentata estorsione, rapina e lesioni gravi con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone e con l’uso di armi.

Il 3 novembre dello scorso anno, la vittima si presentò dai carabinieri di Vieste, in evidente stato di choc e con il volto tumefatto e ricoperto di sangue. L’uomo riferì di essere stato aggredito in località “Tomarosso” da quattro uomini armati di bastoni, senza fornire ulteriori spiegazioni. Venne immediatamente allertato il servizio sanitario 118 per le cure del caso e l’uomo fu poi ricoverato all’Ospedale di San Giovanni Rotondo con 20 giorni di prognosi.

Nonostante le poche informazioni fornite dalla vittima, i carabinieri della Tenenza di Vieste indirizzarono le indagini su un soggetto del luogo, identificato in Domenico Rotunno, poiché nei mesi di giugno e luglio 2013 erano intervenuti più volte in quella località, a causa di accesi diverbi tra Rotunno e il denunciante. La vittima già da tempo lamentava un tentativo di impossessamento della sua proprietà da parte dell’aggressore, titolare di un terreno adiacente al suo. In un’occasione, Rotunno aveva addirittura occupato la casa rurale del suo vicino, introducendosi all’interno assieme alla moglie e cambiando la serratura della porta d’ingresso. I carabinieri accertarono l’assidua frequentazione tra Rotunno, Iannoli ed Egizi legati da vincoli di parentela (sono cognati). I tre uomini inoltre, risultavano avere caratteristiche somatiche molto simili a quelle indicate dalla vittima, che comunque, terrorizzata per quanto accaduto, non si mostrò molto propensa a collaborare con le forze dell’ordine.

I sospetti dei carabinieri sui soggetti citati trovarono pieno riscontro nel riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima che finalmente si era convinto a denunciare il feroce agguato subito il 3 novembre del 2013. Quel giorno, in serata, mentre Givoia era intento a ripulire il suo terreno dalle erbacce, notò sopraggiungere tre individui. Questi, tra cui Rotunno, lo accerchiarono armati di bastoni. L’uomo provò ad allontanarli minacciando di chiamare i carabinieri ma invano. I tre uomini gli si scagliarono contro, iniziando a colpirlo violentemente con calci, pugni e bastonate. Durante il pestaggio gli aggressori gli sottrassero il cellulare estraendo la Sim Card, per impedirgli di chiamare i carabinieri. Gli aggressori, prima di lasciare il luogo del pestaggio, intimarono più volte alla vittima di sparire da quel posto e di lasciare la sua proprietà, minacciandolo ripetutamente di morte. La vittima, dopo più di un’ora dall’aggressione, trovò la forza di salire in macchina e denunciare l’accaduto ai carabinieri.

A seguito dell’emissione del provvedimento restrittivo, i tre aggressori sono stati rintracciati dai carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano e condotti nel carcere di Foggia.