Anche Casalvecchio di Puglia, in provincia di Foggia, si rivolge al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere lo stop al decreto sulla nuova classificazione dei Comuni montani. Il piccolo centro dei Monti Dauni è tra gli otto Comuni italiani che hanno presentato un ricorso straordinario dopo non aver potuto impugnare il provvedimento davanti al Tar nei termini previsti.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia mobilitazione che, nelle scorse settimane, ha visto centinaia di amministrazioni comunali ricorrere al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per contestare il decreto attuativo.
Otto Comuni ricorrono al Capo dello Stato
Insieme a Casalvecchio di Puglia hanno presentato ricorso anche i Comuni di Bonassola (La Spezia), Archi (Chieti), Calci (Pisa), Castel Viscardo (Terni), Sciolze (Torino), Fratta Todina (Perugia) e Saluzzo (Cuneo).
Nei ricorsi vengono evidenziati diversi presunti profili di illegittimità del decreto, tra cui criteri ritenuti irragionevoli e incompleti, disparità di trattamento tra territori con caratteristiche simili, carenze nell’istruttoria tecnica e nella partecipazione degli enti locali, oltre a possibili contrasti con i principi costituzionali e con la normativa europea.
“La montagna non si misura solo con l’altitudine”
Tra i promotori dell’iniziativa c’è anche la sindaca di Calci, Valentina Ricotta, che chiede una revisione profonda dei criteri utilizzati per classificare i Comuni montani.
“È necessaria una revisione profonda dei criteri di classificazione, superando l’impostazione fondata quasi esclusivamente sull’altimetria e introducendo criteri multidimensionali capaci di tenere conto dell’accessibilità ai servizi, delle condizioni demografiche, delle infrastrutture e della fragilità economica e sociale dei territori”, afferma.
Secondo Ricotta, “non si tratta di rivendicare privilegi, ma di chiedere equità e coerenza nelle politiche pubbliche”.
ALI: “Il decreto va ripensato”
A sostenere l’iniziativa è anche ALI – Autonomie Locali Italiane.
“L’impegno dei Comuni, al quale ALI ha dato sponda, ha già prodotto risultati”, sottolinea il segretario generale Valerio Lucciarini De Vincenti. “Il Dpcm atteso non è stato emanato, ci sono ripensamenti tra le forze politiche e l’Anci ha chiesto formalmente di bloccare l’iter del decreto”.
Per ALI è necessario un “radicale ripensamento” del provvedimento prima che sia la giustizia amministrativa a pronunciarsi sui numerosi profili di illegittimità sollevati dai ricorsi.
La vicenda riguarda da vicino anche numerosi piccoli centri delle aree interne, come Casalvecchio di Puglia, per i quali la classificazione come Comune montano può incidere sull’accesso a fondi, agevolazioni e misure di sostegno destinate ai territori più fragili.













