
“Ormai il Consiglio comunale è come un reparto di geriatria: basta con amministratori che occupano la stessa poltrona da 30 anni”. Si presenta così Alfonso De Pellegrino, candidato consigliere con Augusto Marasco (Pd) a Palazzo di Città. A 39 anni, all’età del presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, a Foggia si può essere ancora definiti “giovani”. Forse proprio per via dell’abitudine – degli altri – ad incollarsi alle poltrone per non mollarle per decenni. L’ex amministratore di Amgas recita come un mantra i termini “giovani”, “social network” e “cambiamento”. Parte dallo spot elettorale, una gag sugli errori del candidato del Partito democratico durante le riprese, prima di arrivare a citazioni di peso: dal “non abbiate paura di sognare cose grandi” di Papa Francesco sino a “la cultura non è leggere molto, né sapere molto: è conoscere molto” di Fernando Pessoa. Mentre sul video, sullo sfondo, scorrono le immagini con gli errori (“Si può votare Alfonso… anche per questo), viene annunciata la necessità di una “consulta culturale permanente”. Un ossimoro scenografico che tuttavia rinforza il messaggio: sorridiamo sui nostri limiti per programmare meglio il futuro della città. “Provengo da un quartiere diviso da un porte, rione Martucci – afferma nella sede di via Matteotti -, oltre quel muro ho trovato molte cose interessanti”. Quelle del suo percorso politico, sin dalle origini nella I circoscrizione “Arpi” o del senato accademico dell’Università degli Studi di Foggia. Accanto a lui, oltre al candidato sindaco Augusto Marasco, l’europarlamentare di Gioia Tauro Pino Arlacchi, sociologo divenuto noto in Italia e nel mondo per i suoi libri sulla mafia. Soprattutto per questo, le sue parole assumono un peso importante: “Qui mi sento in mezzo alla mia gente – ha affermato -. Non c’è nessuna differenza tra la politica della città e la politica mondiale: tutta la politica è politica locale. Foggia è una città con problemi di legalità molto seri, di occupazione, ma ha molte risorse e potenzialità: attualmente le sfrutta solo al 10 per cento. Con un buon progetto – conclude – potrebbe diventare leader in una regione che ha già numeri importanti per il Mezzogiorno”.













