Non si placano le polemiche dopo il rimpasto di giunta annunciato dall’amministrazione comunale di Foggia. A intervenire con toni particolarmente critici è il consigliere comunale Nunzio Angiola, che definisce l’operazione politica messa in campo dalla maggioranza come una manovra priva di reali contenuti amministrativi.
Secondo Angiola, il tanto atteso riassetto dell’esecutivo sarebbe arrivato dopo oltre due anni di tensioni interne, richieste di maggiore rappresentanza e continui riequilibri tra le diverse anime della coalizione che sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo.
“Una scelta fatta per passare sotto traccia”
Nel suo intervento, il consigliere osserva come l’annuncio sia arrivato in una domenica estiva, con la città semideserta.
Una circostanza che, secondo Angiola, non sarebbe casuale e rappresenterebbe il tentativo di ridurre l’impatto mediatico di una decisione maturata dopo mesi di trattative e fibrillazioni politiche.
L’esponente di Cambia ricostruisce inoltre l’evoluzione degli equilibri all’interno della maggioranza, ricordando le richieste avanzate dal Partito Socialista Italiano per ottenere maggiore rappresentanza e la nascita di nuovi gruppi consiliari che hanno progressivamente modificato gli assetti politici dell’aula.
Le aspettative del Partito Democratico
Tra i soggetti che, secondo Angiola, sarebbero rimasti delusi dal risultato finale del rimpasto ci sarebbe anche il Partito Democratico.
Il consigliere evidenzia come, dopo il risultato ottenuto alle elezioni regionali, molti esponenti dem puntassero a rafforzare la propria presenza nell’esecutivo cittadino e ad acquisire deleghe considerate strategiche, come quella all’Urbanistica.
Obiettivi che, stando alla lettura politica fornita da Angiola, non sarebbero stati raggiunti.
Il caso degli assessori vicini a Sergio Clemente
Uno dei passaggi più critici riguarda l’estromissione dei due assessori ritenuti vicini all’ex consigliere regionale Sergio Clemente.
Per Angiola, la loro sostituzione alla vigilia della discussione sul Rendiconto rappresenta un elemento che merita approfondimenti politici.
Il consigliere si chiede infatti chi sarà chiamato a rispondere delle eventuali criticità maturate nei settori amministrativi gestiti dagli assessori sostituiti e perché la decisione sia arrivata proprio in questo momento.
“Conta chi deve essere accontentato”
Secondo il consigliere comunale, il rimpasto non sarebbe stato determinato da valutazioni legate ai risultati ottenuti o alla qualità dell’azione amministrativa.
Al contrario, la scelta sarebbe il frutto di una nuova distribuzione dei rapporti di forza all’interno della maggioranza.
“Non conta come si governa, conta chi deve essere accontentato”, sintetizza Angiola, sostenendo che la logica seguita sarebbe esclusivamente quella dell’equilibrio politico tra le varie componenti della coalizione.
Le critiche ad altri assessori
Nel comunicato non mancano riferimenti ad altri componenti dell’esecutivo comunale.
Angiola sostiene che, se il criterio adottato fosse stato realmente quello dell’efficienza amministrativa e dei risultati raggiunti, il dibattito avrebbe inevitabilmente coinvolto anche altri assessorati.
Tra questi cita quelli guidati da Giulio De Santis, delegato alla Legalità, e Lucia Aprile, assessora con deleghe al Verde pubblico e all’Igiene urbana.
“Nessuna svolta per la città”
Nelle conclusioni il consigliere comunale esprime forte scetticismo sugli effetti concreti del rimpasto.
A suo giudizio, l’operazione non rappresenta una svolta per Foggia ma l’ennesimo riassetto interno di una maggioranza impegnata soprattutto nella redistribuzione degli incarichi politici.
“Dopo due anni di tensioni, trattative e rimpasti annunciati, la sensazione è che la maggioranza sia ancora esattamente dove era prima”, afferma Angiola, lasciando aperta la domanda su quale sarà il reale impatto delle nuove nomine sulla capacità di governo dell’amministrazione comunale.










