“La città è allo stremo”. Sembrano arrivati ad un punto di non ritorno PD e M5S nei confronti della sindaca Maria Aida Episcopo, che nell’ottobre 2023 vinse al primo turno con un consenso popolare e una fiducia, sì facili da ipotizzare dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e la profonda crisi di identità del centrodestra, ma del tutto inusuali nel centrosinistra dopo le pesanti sconfitte del 2014 e del 2019.
Dopo tre anni il campo largo progressista sembra aver tradito ogni aspettativa e aver dilapidato ogni apertura di credito tra cittadini e stakeholders economici se è vero, come evidenziano i due maggiori partiti della coalizione, che a più alte tasse locali non corrisponde nessun miglioramento dei servizi. Tra erbacce e un appalto del verde congelato, il trasporto pubblico che minaccia scioperi ad oltranza, cassonetti sporchi e traboccanti di rifiuti e un senso di insicurezza diffuso per spari e violenza ad ogni ora del giorno per le vie della città.
La sindaca sta facendo una immane fatica nel concretizzare le promesse fatte al tavolo con i suoi alleati ormai da mesi. Anzitutto la nomina dell’urbanista attraverso il quale spacchettare le deleghe del super assessore Pino Galasso, che resterebbe solo amministratore ai Lavori Pubblici.
Dopo colloqui privati convocati in Palazzo o tenutisi al telefono avrebbero già rifiutato l’incarico offerto dalla sindaca l’accademica ed ex assessora regionale vendoliana all’Urbanistica, l’architetta Angela Barbanente, l’ingegner Pippo Cavaliere ex candidato sindaco della città, che con Episcopo ha condiviso l’esperienza assessorile del Mongelli bis e il giurista Nicola Lomuzio, che fu assessore sempre con Mongelli. Vi sarebbero invece titubanze della stessa Episcopo su un nome invece gradito sia ai dem sia ai pentastellati ossia l’architetto Augusto Marasco, anche lui ex assessore del Mongelli bis ed ex candidato sindaco.
Parrebbe esclusa anche una partecipazione all’esecutivo da parte del presidente della Commissione Territorio l’ingegner Giovanni Quarato, che pure è per tutti il tecnico che meglio svolgerebbe l’incarico dal momento che conosce a menadito gli incagli urbanistici del Comune e i tatticismi degli alleati sul Pug e altri piani urbanistici.
Il suo “Game over” scritto su card colorata sui social aveva fatto ipotizzare un suo impegno o una fine accelerata dell’esperienza Episcopo causata da una litigiosità immotivata e da una disconnessione quasi totale tra eletti e Giunta.
“La sindaca si deve sedere a tavolino e decidere insieme e condividere con noi le sue scelte- dice un maggiorente del campo largo- si tratta di decisioni troppo importanti”.










