È di un morto e almeno tre feriti il bilancio del conflitto a fuoco avvenuto nelle campagne alla periferia di Foggia, nei pressi di via Cerignola. A perdere la vita è stato Stefano Bruno, 33 anni, nipote di Gianfranco Bruno, detto “il Primitivo”, figura storicamente ritenuta vicina alla batteria Moretti.
Secondo una prima ricostruzione, gli spari sarebbero partiti intorno a mezzogiorno all’interno di un casolare di proprietà della famiglia Bruno, dove si trovavano la vittima insieme al padre Pasquale Bruno e al fratello 30enne Saverio Bruno. Tutti sono rimasti feriti nel corso della sparatoria.
La dinamica ancora da chiarire
La dinamica dei fatti è ancora al vaglio degli investigatori. Secondo le prime ipotesi, alcuni colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi anche contro un’autovettura. Un uomo, originario di Manfredonia secondo quanto emerso, si sarebbe poi allontanato dal luogo della sparatoria a bordo di una Lancia Musa, venendo successivamente rintracciato con ferite non gravi a un braccio.
Non si esclude che alla sparatoria abbiano partecipato altre persone, forse rimaste ferite e poi fuggite. Tra le piste investigative si fa strada l’ipotesi di un incontro per discutere di affari illeciti degenerato, oppure di un regolamento di conti.
I soccorsi e il recupero dell’arma
Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi delle forze dell’ordine e ambulanze del 118. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Foggia e San Giovanni Rotondo, uno dei quali con l’elisoccorso. Le condizioni di Pasquale Bruno sarebbero delicate.
Nei pressi dell’auto utilizzata per la fuga è stata rinvenuta a terra una pistola calibro 9, probabilmente persa o abbandonata durante la fuga.
Indagini e contesto familiare
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Foggia e affidate alla polizia, che sta raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo via Cerignola, rimasta chiusa al traffico per diverse ore.
Gli investigatori stanno approfondendo anche il contesto familiare delle persone coinvolte. Il legame con Gianfranco Bruno, figura storica della criminalità foggiana, viene considerato un elemento utile per inquadrare l’episodio, pur senza che al momento emergano collegamenti certi con organizzazioni mafiose.
Nel frattempo, la città resta scossa da un nuovo episodio di violenza, è il terzo fatto di sangue di questo nefasto mese di aprile, cominciato con il delitto, ancora irrisolto, del personal trainer, Dino Carta, proseguito con il femminicidio di Stefania Rago ed ora culminato con la sparatoria di via Cerignola.










